Pier Ferdinando Casini in Caltagirone, il sublime equilibrista
Recentemente mi è capitato di vedere una vecchia foto in bianco e nero di un giovane Casini sul palco ad un comizio in Dc-look: impermeabile da impiegato, capello “alla Gianni Rivera”, sguardo triste. Quanta strada ha fatto, da allora, Pierferdi! E che gioia ritrovarlo oggi conteso da destra e da sinistra nemmanco fosse il nuovo JFK…
Pier Ferdinando, non v’è dubbio, sa vendersi bene. Ha appreso – sin dai tempi della Democrazia cristiana – la levantina arte del mercanteggiamento. Con quel suo sguardo profondo da bel tenebroso riesce ad inchiodare l’interlocutore, ad ammaliarlo, sino a portarlo sulle sue posizioni. Così fece – anni addietro – con uno sprovveduto Berlusconi che gli offrì la presidenza della Camera. Così fa oggi con Rutelli, con Bersani e compagnia adorante.
Solo uno gli resiste per davvero: il ruvido Bossi.
L’Umberto – che è nato comunista ed è cresciuto a sangue, merda e politica – ha da tempo ben inquadrato l’individuo e non si fida. Anzi, non si è mai fidato dell’ambizioso ex-dc bolognese, nemmeno quando stavano “assieme” (parola grossa) in maggioranza. Bossi ha molti difetti ma un grande pregio: fiuta l’aria politica come nessun altro in Italia. E “annusando” Casini sente sempre – in sottofondo – tanfo di tradimento (chissà come mai?).
Pierferdi in questi ultimi tempi – messo da parte il tapis roulant – si dedica ad un’altra delle sue passioni: la caccia agli assessorati regionali. Con spettacolari giochi di equilibrismo politico batte la penisola in lungo e in largo per trovar posto alla grande truppa Udc. C’è da immaginare che alle prossime Regionali farà il pieno di poltrone: il sublime Pierferdi è uomo dai mille talenti e non sarà di certo la coerenza a fermarlo…


“Con spettacolari giochi di equilibrismo politico batte la penisola in lungo e in largo…” …una battona, insomma…
che la dà a chiunque sia disposto a pagargliela…