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Che cos’è la legge? Una polemica con Zagrebelsky

In che mani siamo. Mi riferisco alla pseudo-intellighenzia che sui nostri giornali di punta frigge con l’acqua. Due esempi valgano per tutti. Il Corriere della Sera ospita spesso l’uno e trino Padoa-Schioppa, il terzo della triade dell’era Visco, quello che faceva di lui il pupazzo del ventriloquo, che oltre a sdoganare il termine ‘bamboccioni’ si distinse per frasi alla Catalano (ricordate Indietro tutta di Arbore?), e che ora scrive che è meglio essere benestanti che poveri in canna, e che le tasse sono belle?

Ebbene, Repubblica non potevo essere da meno, infatti oggi ci delizia con  un articolo di uno di quelli che una volta si sarebbero definiti “intellettuali organici”, Gustavo Zagrebelsky, che forse per merito di tale cognome slavone, o l’obbedienza al verbo scalfariano, Scalfaro e Scalfari uniti, è anche assurto ai sussiegosi fasti della Corte Costituzionale.

In tale articolo si scomodano Socrate, Platone, Dante…, altro la mia limitata cultura non mi ha consentito di identificare, per dare addosso a chi si fa le leggi per se stesso, cosa in cui la magistratura, anche quella costituzionale è specialista, donandoci una visione della necessità del rispetto della legge basata su tre o quattro principi sacri. Quali?

La legge è emanazione del volere degli dèi, tutti, anche quello che conosciamo noi, e i magistrati quindi sono i suoi sacerdoti. Con un certo imbarazzo il nostro impronunciabile dice che non è il caso, anche se gli piacerebbe. Quindi vira sul rispetto per la legge non per timore dell’apostasia ma per timore di una più laica galera. Ma non gli basta. Infatti qui il discorso perde di ogni progressione logica… Arrivato a questo punto un ex giudice e presidente della Corte costituzionale fa solo del moralismo, e tira fuori dal cappello d’ermellino la riconoscenza per chi le ha scritte, dio o mortale. E su questo assunto sbrodola sull’antiberlusconismo.

Peccato, quando era arrivato al rispetto per la legge quale interesse collettivo, pensavo potesse arrivare al vero concetto della legge in una società democratica. La difesa degli interessi collettivi. L’uomo è un animale sociale, come i lupi e i leoni, ma vivendo in una società un pochino più complessa di quella che stabilisce l’ordine dell’accesso al cibo con ringhi e morsi, si è dato, fin dalla preistoria, delle regole di vita comune.

Senza dèi o bevitori di cicuta, professore chiarissimo, le leggi servono per evitare che ci si sbrani, creando problemi alla nostra esistenza quale specie, non certo per consentire a Lei, dal suo ex alto scranno, di decidere chi possa o meno governare. Meglio che quelli come lei, comunque, non governino.

11 commenti a “Che cos’è la legge? Una polemica con Zagrebelsky”

  1. gierre scrive:

    Vorrei sapere chi ha scritto questo post. Vorrei capire quello che, limitato come sono, non riesco a comprendere: sono finito sul giornale di Cicchitto, di Bondi o sono parole del povero Capezzone? E’ veramente incredibile l’antipatia viscerale (mi verrebbe da dire l’odio) che riesce a suscitare il mondo di Repubblica. Pazzesco. (ma, lo confesso, anche terribilmente divertente: non c’è nulla di più rovinosamente comico dei marginali e trombati che sputacchiano su chi ha reputazione e successo!)

  2. COCCO54 scrive:

    evidentemente la tua cultura è molto al di sotto del mio birillo

  3. l'esule scrive:

    Carissimo GR,
    Qui non esiste un odio nei confronti della “cricca” radical chic di Repubblica, ma semplicemente un’istintiva antipatia nei confronti di coloro che non scendono mai dal pero.
    E posso essere ancora piu’ esplicito, nella loro grezza prosa le esternazioni di Di Pietro hanno una loro coerenza alla Saint Just, mentre questi parrucconi e barboni (nel senso del pelo facciale, anche femminile), leggasi sto Travicello, Scalfari e il suo introduttore Scalfaro, dopo essere passati alla cassa non lasciano traccia, e qualcuno deve pure dire che oltre al Re anche loro sono nudi.

  4. albigin scrive:

    Raro trovare concentrate in così poche parole così tante frescacce.

  5. l'esule scrive:

    Definire frescacce please….
    Troppo facile cettare pietra e nascontere mano….
    aspetto, come al solito, smentite….

  6. filippo gazzaneo scrive:

    manicomiale…

  7. filippo gazzaneo scrive:

    post prebasagliano…cosi va bene?

  8. filippo gazzaneo scrive:

    va bene…

  9. albigin scrive:

    Dal Nuovo Zingarelli. Frescaccia: equivalente del pop. volg. fregnaccia, stupidaggine, sciocchezza.
    All’alba, dietro il convento delle Carmelitane scalze.

  10. l'esule scrive:

    Ad albigin
    Solo se e’ una velina scartata perche’ troppo formosa….

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