Berlusconi sul Colle in cerca di aiuto per il “pasticcio” delle liste
Berlusconi alla conquista del Colle. Nel caos delle liste gli serve più che mai che Napolitano lo aiuti a uscire da una situazione drammatica che rischia di coinvolgere la stabilità del suo stesso governo. L’uomo del fare questa volta si trova a fare i conti con i suoi che non ci hanno saputo fare. E non se la può prendere né con i politici politicanti, né con i giornalisti, né con i magistrati. Che è meglio lasciarli stare quando devono prendere decisioni così importanti.
Il colloquio con Napolitano, di ritorno da Bruxelles, potrebbe tenersi già questa sera. Grande pressing. Dopo ci sarà il Consiglio dei ministri. Il Capo dello Stato ha seguito ora dopo ora la situazione, mentre nella capitale belga svolgeva una serie di incontri con le massime autorità della Ue. E si è concesso anche un momento privato andando a visitare quello che per tanti anni è stato il suo ufficio di parlamentare europeo.
La situazione “è fluida”, ha detto il presidente partendo. E “il pasticcio”, come lui stesso l’ha definito, non sembra avere una soluzione nell’immediato. Specialmente prima che ci siano state tutte le decisioni dei giudici. “Non ho ancora capito che cosa si propone e da parte di chi”, ha aggiunto a proposito di una ipotizzata soluzione politica: “Se qualcuno mi spiega che cosa significa e in che cosa consiste, la prenderò in considerazione”.
Due le ipotesi possibili: decreto legge o disegno di legge. Il primo richiederebbe la firma di Napolitano e dovrebbe rispondere ai criteri di necessità e urgenza. La seconda ipotesi parte da un accordo politico con l’opposizione che potrebbe rimettere sul piatto anche la questione Bologna. Comunque meglio aspettare i giudici. L’incontro con Berlusconi dovrebbe servire a cominciare ad individuare la strada più percorribile. Nell’interesse di tutti. Ma con le premesse che hanno “preoccupato” molto Napolitano , una soluzione a breve sembra non ipotizzabile. Ma la situazione comunque va risolta. Ne va della credibilità del Paese.


Ma il Presidente Napolitano, non era considerato dal premier un uomo di sinistra?
Quando gli fa comodo, Berlusconi chide aiuto anche ai comunisti.
In der Not frisst der Teufel Fliegen…
la credibilità del paese perchè non si può votare formigoni?…totò direbbe…ma mi faccia il piacere…credibilità dopo quello che in giro si dice di noi dopo 16 anni di berlusconi?…c’era uno al mio paese che diceva…rischiamo di diventare incredibili…appunto…
Dopo che abbiamo assistito a Milano alla messa in atto, da parte del tribunale, del proverbio secondo cui “la legge con gli amici si interpreta, con gli avversari si applica”; dopo che professoroni senza ritegno sono andati in tv a sproloquiare sulla sacralità della legge, pur avendo fatto strame di essa con le sentenze sull’ammissibilità dei referendum; dopo che ci siamo dovuti sorbire dai maestri del broglio elettorale, indignazioni a comando che definire ridicole è poco; dopo che il segretario del maggior partito di opposizione fa finta di non vedere l’assalto dei poteri elitari alla libera espressione del voto; dopo che tribunali e neo-militanti radicali dopati con dosi massicce di santorite (del tutto estranei alla tradizione radicale) hanno realizzato il sogno di quelli che andavano a via veneto, nostalgici delle gite a Mentone in camicia nera, e cioè non far votare quegli zotici pervertiti di elettori di centro-destra; dopo tutto questo c’è ancora chi pensa che l’Italia sarà migliore senza Berlusconi…
Mi spiegate – di grazia – cosa c’è da interpretare? “Termine di presentazione delle liste: ore 12.00″
Confidando in una presta ed esaustiva spiegazione,
Grazie
Caro Daniele, a Milano la tanto improvvisamente “sacra” legge è stata interpretata. La lista Penati aveva oltre 400 firme irregolari (assenza timbro del Comune, autentiche imprecise), come quella Formigoni. La prima è stata accettata e la seconda no. Quanto a Roma, io so che è impensabile veder gestire un ufficio nelle condizioni in cui tutti l’abbiamo visto sul sito di “Repubblica”: le persone una volta entrate potevano uscire, non è stato consegnato alcun numero… Roba che pure la più scalcinata delle asl sarebbe riuscita ad evitare. Venirci poi a raccontare che solo nel 2010 sono accaduti questi fatti è semplicemente ridicolo.
A Filippo – ancora la tiritera dei 16 anni berlusconiani. Dal 1995 al 2001 sette lunghi anni di governi del centro-sinistra a botte di salassi fiscali che sono serviti a finanziare il parassitismo, di riforme scolastiche all’insegna del “non puoi, devi”, di riforme pensionistiche salva cinquantenni e affossatrici dei più giovani, di guerre ammmazza-civili in Kosovo e missioni Arcobaleno mangiatoie per i soliti noti, di liberazioni burla di terroristi alla Ocalan e di riforme costituzionali sfascia-amministrazione. E come se non bastasse altri due anni mezzi dal 2006 al 2008, con nuovo regalo ai cinquantenni vicini alla pensione dal modesto costo di 2 miliardi di euro e innalzamento aliquote ai lavoratori dipendenti, ignobilmente occultati dai vergognosi manifesti “Anche i ricchi piangono”.