Dai lettori/Guardiamo la Grecia e ringraziamo Tremonti
Noi italiani abbiamo tanti difetti, tra cui la memoria corta. Ci ricordiamo sei mesi fa come era trattato Tremonti? Facciamo mente locale. Il povero Trem era sotto il “fuoco amico” dei suoi stessi “amici” di partito: Baldassarri (noto genio dell’economia prestato alla politica) voleva, con un emendamento, riscrivere l’intera Finanziaria e sostituirsi al ministro dell’Economia.
Brunetta (dall’alto della sua esperienza cattedratica) dispensava consigli non richiesti. I ministri Pdl del sud Fitto e Prestigiacomo chiedevano soldi a palate. E poi Franceschini (noto luminare di politica economica) pontificava, la Marcegaglia (una che all’Aspen Institute potrebbe entrarci solo come hostess) pretendeva investimenti, la trimurti (Bonanni, Angeletti, Epifani) si agitava scompostamente.
E poi, ancora, sotto con il “fuoco di fila” dei Santoro, dei Floris, dei Lerner e persino dei Vespa… Servizi tv strappalacrime sulle volanti senza benzina, sulle scuole senza carta igienica, sugli ospedali senza siringhe, sui Tribunali senza penne… Insomma Tremonti era dipinto come un ottuso ragioniere, un antipatico taccagno che non voleva aprire i cordoni della borsa: Arpagone al ministero dell’Economia! Solo uno lo difendeva a spada tratta: Bossi, il più fesso di tutti…
In Grecia – viceversa – il ministro dell’Economia è stato ben felice, anzi felicissimo, di spendere e spandere per poter così accontentare tutte le richieste dei vari Baldassaropulos, Franceschinopulos, Marcegagliopulos, Epifanopulos. Poi, però, “magicamente” – dopo pochi mesi – si sono ritrovati nella merda sino al collo… (e scusate l’eufemismo).
Se avete amici o parenti ad Atene telefonategli (come ho fatto io) e domandate loro come se la passano in questi giorni. Chiedetegli se sono contenti dei tagli (t-a-g-l-i) draconiani a stipendi e pensioni (non le future ma quelle in corso). E chiedete loro se vorrebbero fare a cambio con l’Italia. Poi – finita la telefonata – agganciate il ricevitore, baciate la vostra busta-paga, cospargetevi il capo di cenere e accendete un cero (bello grosso) a Tremonti, che sarà pure un pirla ma che in mezzo a così tanti coglionazzi svetta come un grande statista, alla faccia dei detrattori in servizio permanente effettivo…


Quindi Tremonti è bravo perchè Tremontopulos è una iattura. Mi sembra un discorso del cavolo.
Si intitola “Tremonti: istruzioni per il disuso” scritto da cinque economisti, italiani , ma che stranamente insegnano materie economiche in Università, all‘estero
Nel libro si analizzano le affermazioni contenute negli scritti del ministro dell’Economia.
Dimostrano che le sue tesi e le sue previsioni sono molto spesso lontane dalla realtà di dati, numeri e statistiche. Sono quelle stesse affermazioni che hanno contribuito a rendere il ministro dell’Economia, l’intellettuale più influente della attuale maggioranza.
Perché allora in pochi finora hanno messo in luce le sue incongruenze?
Nel libro si passano al setaccio gli apocalittici proclami del ministro sulle conseguenze per l’Italia e per l’Europa dell’apertura commerciale verso la Cina e si dimostra come siano in contrasto con le più semplici nozioni di commercio internazionale. Mostrando come le previsioni del ministro siano spesso più erronee di quelle degli economisti da lui tanto disprezzati.
È accettabile, anche se comunque disdicevole, che un Ministro in carica, per giunta quello più influente, presenti le proprie scelte di politica economica come straordinari successi, soprattutto nel caso di un provvedimento così contestato da più parti come lo scudo fiscale, così come è normale che l’opposizione attacchi frontalmente provvedimenti continui come i condono e da ultimo lo scudo fiscale. I cittadini ne terranno conto nel valutare le loro prese di posizione.
Quello che è assurdo, ed è successo in questo caso, che l’Agenzia delle Entrate, struttura tecnica e burocratica, si presti ad agire come megafoni del governo in carica perché la gente si aspetta un’informazione non distorta da questi ambiti tecnici.
Infine, non è accettabile che giornali che si accreditano di una posizione neutrale nei confronti del governo in carica, si prestino ad agire anch’essi come suoi megafoni, pubblicandone interamente in prima pagina e senza controlli i comunicati oppure nomino personaggio economico dell’anno 2009 il nostro, spacciando la nomina come voluta da collaboratori e redazione, invece imposta dal direttore di turno, direi per sola piaggeria.
E d’altra parte la lungimiranza di chi ha istituito la Robin Hood Tax per tassare i profitti eccessivi di banche e compagnie petrolifere pochi giorni prima che scoppiasse la crisi finanziaria e crollasse il prezzo del petrolio risulta assai dubbia anche a un osservatore poco attento.
E tuttavia il vero punto centrale è un altro. Se gli autori del libro citato sanno quello che dicono, e non è facile argomentare il contrario, infatti il Nostro Ministro dopo diverse settimane dalla pubblicazione si è tenuto alla larga dall’affrontare la questione, analogo comportamento hanno seguito i tanti suoi adulatori, non hanno confutato il libro, anzi è passata abilmente la volontà di nasconderne ai lettori questa pubblicazione: la domanda ovvia diventa: perché in pochissimi hanno messo in luce le imprecisioni e le incongruenze di Tremonti? Perché, al contrario, la lista dei suoi ammiratori – il libro usa per la verità la parola adulatori – è lunghissima?
Poi il fatto che Brunetta e Baldassarri sostengano proposte sconclusionate e strane non significa che quelle del ministro Tremonti siano giuste, dimostra solo l’inconsistenza di quelle dei due citati economisti, di cui uno si vanta perfino di essere stato vicino al nobel, figurarsi !
Naturalmente analogo discorso fatto nei confronti delle proposte del Governo Greco, non esiste solo Brunetta, Baldassarri e la Grecia, il mondo, l’economia, l’informazione, piaccia o meno sono un pò più complessi di una partita di calcio Grecia/Italia o Brunetta/Tremonti.
E’ nota la minaccia, spero bonaria, nei confronti di Brunetta del Ministro dell’economia, un pò come si fa con i ragazzi che non studiano abbastanza o che cercano di buttrala sempre in fallo laterale.
lore,
ma questi econiomisti che sbugiardano tremonti potrebbero essere sbugiardati da altri economisti. tenuto conto che gli economisti tutti, negli ultimi anni, preannunciano catastrofi già accadute, mi chiedo se non sia meglio valutare gli effetti delle politiche economiche a posteriori e cioè quando si controlla il portfaogli e la busta paga. Non lo dico per difendere Tremonti ma lo dico ai fini di adottare un metodo di valutazione obiettivo.
Guido, concordo con il tuo ragionamento, aggiungerei un unico appunto, più che il singolo portafoglio guardarei alcuni indicatori, sia rivolti alle famiglie che alle imprese e non da ultimo lo stato della nazione. Ma forse intendevi la stessa cosa nel tuo ragionamento.
Buone cose.