rss twitter facebook youtube search
top

Il decreto interpretativo, il Quirinale, le opposizioni

Lunga vita al compagno presidente Giorgio Napolitano, il solo uomo di sinistra rimasto in questo paese con la testa sulle spalle (e con un cervello nella testa).


22 commenti a “Il decreto interpretativo, il Quirinale, le opposizioni”

  1. Beppe Gambino scrive:

    Ok, non era nei poteri di Napolitano dire no alla maialata. Ma qualcuno ha pensato al fatto che si sta creando un precedente?
    E inoltre: cosa vuole dire la frase “L’esclusione del Pdl non era sostenibile. Norme e diritti dei cittadini sono ugualmente preziosi”?
    Vuole dire “Hey, cavoli, si stava profilando l’esclusione dalle liste del primo partito d’Italia, bisognava a tutti i costi evitare che ciò accadesse, per dare la possibilità agli elettori di quel partito di votare per esso”.

    Ora, nessuno vuole negare agli elettori del PdL la possibilità di votare PdL. Ma la maialata resta: quelle liste non erano valide e si è deciso che lo sono. A questo punto si rischia l’anarchia: le regole ci sono, ma lo strappo è sempre possibile. Tutto ciò è pericolosissimo.

    Ergo (e concludo): siamo sicuri che Napolitano non potesse per lo meno esprimere qualche perplessità sulla maialata stessa (che maialata è e maialata rimane)? Lui la sua firma l’ha messa, ergo: non è quindi assolutamente corresponsabile della suddetta maialata? Se non lo è, che valore ha la sua firma? E’ forse diventato un notaio che “attesta che il governo ha voluto così e cosà”? In questo caso siamo capaci tutti, di fare il Presidente della Repubblica. Ma proprio tutti.

  2. Luigi Rintallo scrive:

    E come mai anche a Salerno le liste sono state presentate in ritardo e nessuno ha fiatato? O ci mettiamo in testa che la corporazione giudiziaria è una pericolosa mina vagante o non comprendiamo alcunché di quello che sta succedendo in Italia da quasi vent’anni. Il problema è rappresentato dalla inaffidabilità democratica degli snodi cruciali di un’amministrazione pubblica, vale a dire il terzo potere.

  3. Beppe Gambino scrive:

    Uh! Anche in questo caso c’entrano i giudici brutti e cattivi e comunisti mangiabimbi con la toga rossa?
    Non me ne ero accorto, pensa che sciocco che sono.

  4. [...] via Il decreto interpretativo, il Quirinale, le opposizioni — The Frontpage. [...]

  5. loremaf scrive:

    Consiglio l’editoriale de Il riformista di oggi.
    Il controllo del PdR è di legittimità e di ripsetto formale della costituzione, non di legilttimità costituzione, quello spetta alla C.C.-
    Per il resto le vignette di altan sono perfette:
    la prima:
    La solita M nel ventilatore.
    Ma adesso è in 3D.
    la seconda:
    Ammetta almeno che l’avete fatta fuori dal vaso.
    Fuori o dentro è questione di forma. Quel che conta è la sostanza.

  6. Luigi Rintallo scrive:

    Non si tratta di giudici brutti, cattivi e comunisti. E’ inutile fare gli spiritosi su questa che è la questione essenziale e che purtroppo a causa di Berlusconi non si riesce ad affrontare seriamente nel paese. Qui abbiamo una corporazione inquinata da sempre (non da oggi o dal 1992 o dal 1968), che utilizza il suo potere in modo improprio e per fini che trascendono i suoi compiti specifici. Non capirlo solo perché, occasionalmente, essa è in contrasto con l’avversario del momento è un errore tragico.

  7. Beppe G scrive:

    @ Luigi: Quindi la magistratura avrebbe cercato di impedire al PdL di presentare le proprie liste in Lazio e Lombardia? E’ questo ciò che sta dicendo?

  8. filippo gazzaneo scrive:

    l’ultima volta che vi leggo

  9. John Doe scrive:

    @ Beppe G: converrai che la presentazione delle liste, da moooolti anni, è un fatto illecito. Sto parlando del fatto che i partiti, fino ad un minuto prima, litighino pubblicamente, sui giornali, per le candidature e poi a poche ore dal termine, presentino le liste corredate di migliaia di firme. Converrai che è impossibile e che, nel migliore dei casi, le avevano raccolte prima, in bianco. Converrai che i magistrati, tutti in tutta italia, lo sanno e accettano la cosa.

    Se io faccio finta di non accorgermene per anni, rendendo stabile e “legalizzando di fatto” questa situazione, non sarà perchè, se e quando mi serve, la posso sempre contestare?

    Io non ho prove legali per affermare questo (i radicali dicono di averne e tendo a crederci) ma non ti sembra che, Berlusconi o non Berlusconi, sia andata proprio così? E con le tangenti e tangentopoli non era la stessa cosa? Non si sapeva forse da anni che funzionava in quel modo e poi, ad un certo punto…..bum.

    Ad essere fantasiosi come me, in questi comportamenti della magistratura ci si vede il perseguimento di un interesse, altro che Berlusconi :-)

  10. Luigi Rintallo scrive:

    @Beppe – Stavolta è toccato al centro-destra. In passato hanno calpestato le richieste referendarie, “interpretando” a sproposito l’art. 75. Domani gli obiettivi potranno essere ancora altri, a seconda di cosa converrà alla salvaguardia di un potere che è sempre più fuori controllo.

  11. Beppe G scrive:

    Io ci vedo una caratteristica tutta italiana, ossia il “sì va beh non si potrebbe però dai insomma sì…”
    Ci siamo capiti. E i magistrati italiani sono… italiani, quindi può essere perfettamente vero che c’è chi agisce a seconda di questo e quell’interesse.
    Ma non è perché c’è una situazione più o meno esplicita di irregolarità / illegalità conclamata da anni e anni (ossia, prima le firme poi la lista definitiva, che lo vedo anch’io che è una boiata cosmica) che “allora a questo punto chi se ne frega di tutto e di tutti, la maialata facciamola alla luce del sole”. Se è così, allora che lo dicano, evviva l’anarchia e ognuno faccia quel beneamato cavolo che gli pare, giusto?
    Ciò per cui la gente si infervora, più o meno giustamente, in questi giorni, è la bassezza del livello a cui si è arrivati. C’è stata in Italia (e non può che peggiorare) un’esondazione del peggio del peggio e dello schifo dello schifo, da tutti i lati e da tutte le parti.
    Prendersela però con la magistratura a me appare errato anche perché, a guardare la situazione attuale con occhi attenti, a studiarsela ben bene, chi fa e ha fatto finora la figura peggiore? La nostra classe politica o la magistratura (a parità di mele marce al loro interno, beninteso)?

    Quale delle due ha più interessi di bassissimo livello, legami con le mafie, il malaffare di tutti i tipi e tutte le risme, il mondo economico e dell’imprenditoria? Quale delle due ha più “spazio fisico” (ad esempio, la possibilità di modificare una legge, cosa non da poco) per adattare la realtà ai propri voleri ed interessi?

    Il magistrato, fondamentalmente, è una persona che ha come unico compito far rispettare la legge. E’ ben più DIFFICILE per un malintenzionato che faccia parte della magistratura trovare “spazio di manovra” per fare i suoi porci ed illegali comodi. Mi direte: “Oh sì, invece: indagare su questo e su quest’altro e non su quest’altro ancora”.
    Ma un magistrato non può indagare su Tizio solo perché è “dell’altra parte politca” e lo vuole rovinare. Non può. Non ne ha le armi, non ne ha la possibilità.
    Il nostro ordinamento giudiziario, oltre ad essere lento, pesante, arruffone e tutto il resto (per colpa di chi? Non mi si dica solo dei giudici, eh?), è fatto in maniera tale che nessun PM si può svegliare la mattina ed ordire una trama contro chicchessia e portarla avanti come se nulla fosse. Chi dice questo sembra ignorare che i politici tangentopolari rubavano sul serio, altro che complotto delle toghe. E Tangentopoli esplose perché gli imprenditori (corruttori e concussi che fossero) si presentavano spontaneamente a confessare, carte alla mano, tutte le tangenti versate a questo e a quest’altro politico: a questo punto sarebbe più ragionevole pensare che dal 1992 in poi ci sia stato sì, un complotto per eliminare Tizio e Caio dalla vita politica, ma ordito dagli imprenditori, vuoi perché legati ad altra parte della politica, vuoi perché talmente vessati dai tangentari da non poterne veramente più. Se questa vi pare fantapolitica, beh, sappiate che lo è tanto quanto la teoria del “complotto delle toghe”. :)

    Potere “sempre più fuori controllo”, in realtà, è quello della classe politica. Oggi come oggi, è illimitato. Devo fornire prove o ce la fate da soli? ;)

  12. Beppe G scrive:

    Uh, scusate, non avevo letto ancora questo:

    http://www.repubblica.it/politica/2010/03/07/news/zagrebelsky_intervista-2539237/

    Riflettiamo su quel che dice questo signore, meno che non mi dimostriate che sia l’ultimo dei dementi o il primo dei faziosi.

  13. Luigi Rintallo scrive:

    Mai pensato che i magistrati agiscano autonomamente. Piuttosto come prestatori d’opera, che di volta in volta si barcamenano per ottenere vantaggi corporativi. Nel 1992 è molto probabile che l’input sia venuto proprio da settori imprenditoriali e potentati economici, ma è anche vero che i magistrati hanno effettuato un’accorta selezione riservando trattamenti diversi a seconda dei casi. In un libro uscito nel 1994 lessi un paragone fra toghe e cavalieri di ventura: non mi pare tanto bizzarro.

  14. Luigi Rintallo scrive:

    Quanto al potere fuori controllo, mi riferisco al fatto che un magistrato non paga per i suoi errori. Di politici fatti fuori – giustamente e ingiustamente – se ne contano parecchi.

  15. Luigi Rintallo scrive:

    Ancora: sino a prova contraria ad avere saldi contatti coi mafiosi sono proprio i magistrati, con la gestione dei pentiti. Ne assumono le logiche, li usano per trame oscure, li liberano quando gli pare… Non è male come “spazio fisico” di manovra, tenuto conto che attraverso di essi è possibile manipolare la realtà, distruggere esistenze, costringere al suicidio persone scomode (forse in primo luogo alla criminalità, vedo maresciallo Lombardo).

  16. Beppe G scrive:

    Sarei curioso di sapere chi siano questi politici fatti fuori. Io li sto vedendo tutti rientrare dalla finestra.

    E, signor Luigi, temo che la sua ultima frase sui magistrati sia di una gravità estrema, al limite dell’incommentabile.

  17. Luigi Rintallo scrive:

    @ Beppe – mi sembra di aver ricordato episodi accaduti, non di fantasia (Lombardo, i pentiti lasciati liberi di regolare i propri conti, le costruzioni accusatorie a tavolino contro Tortora…)

  18. Beppe G scrive:

    La gravità, sig. Luigi, è nel ritenere tali comportamenti di natura dolosa. Ossia, nel dire che alcuni magistrati hanno scientemente e volontariamente manipolato la realtà, distrutto esistenze e costretto persone al suicidio.
    E’ molto grave, mi rincresce che lei non se ne renda conto.

  19. Luigi Rintallo scrive:

    @ Beppe – ma perché dovremmo credere che ciò non sia assolutamente possibile? Siamo di fronte ad esseri angelici? Non credo: fanno errori e anche soprusi, a volte li fanno deliberatamente e altre volte no. La semplice frequentazione di magistrati ci dice che nella categoria, come in ogni altra, possiamo trovare di tutto (fra l’altro da alcuni libri confessione di magistrati si evince una mediocrità umana in alcuni casi davvero preoccupante). Negli episodi accaduti è difficile ritenere che tutto sia stato dovuto al caso cinico e baro. Sarebbe anche insultare l’intelligenza degli stessi magistrati che hanno operato in quel modo. Fra i maggiori critici di certi comportamenti, sono da annoverare proprio dei magistrati di vaglia come Falcone o Cordova, non a caso bersagliati dai colleghi. Quindi trovo sinceramente un po’ esagerata la sua reazione (addirittura “incommentabile”!). Le magagne dei politici non devono farci esaltare più del dovuto una corporazione per la quale è difficile spendersi più di tanto.

  20. Beppe Gambino scrive:

    Premetto che mi dispiace monopolizzare la discussione portandola su binari che non sono esattamente in tema, ma è la prima volta che incontro qualcuno che mi dice esplicitamente di avere grossi dubbi sulla buona fede dei magistrati senza far ricorso al solito banale discorso sul “protagonismo dei giudici che si autoproclamano eroi nazionali”.
    Ergo, la discussione E’ interessante. Ma “manipolare la realtà, distruggere esistenze, costringere al suicidio persone scomode” è un’accusa grave, che al più riterrei più adatta se rivolta contro singole persone anziché contro un’intera categoria di cui fanno e hanno fatto parte persone che hanno seriamente, degnamente e con coraggio, servito lo Stato.

    Ovviamente no, non credo che si possa prendere la categoria dei magistrati ed incensarla in toto in quanto “angelica”, anch’io so di essere in Italia e so che noi Italiani, da certi punti di vista, siamo e rimarremo i peggiori al mondo, irrecuperabili. Ogni categoria di lavoratori contiene nel proprio novero una varia umanità comprendente delinquenti o comunque persone non disinteressate.
    Il problema è: conviene – a noi comuni cittadini – criminalizzare l’intera categoria dei magistrati partendo da qualche sparuto esempio proprio in un momento in cui un’altra categoria – quella dei politici – la prende di mira per motivi che a tutti sono chiari?
    Parliamone con franchezza, sig. Luigi, e siamo sinceri l’uno con l’altro: se un certo signore non fosse entrato in politica GIA’ col suo bagaglio di reati, e se non si fosse riusciti, 18 anni fa, a rompere il muro di omertà dietro al malaffare di politici ed imprenditori (attenzione sig. Luigi: politici ED imprenditori! Io non demonizzo solo una categoria ;) ) chi mai di noi se ne starebbe qui a discettare “magistrati buoni / magistrati cattivi” e via dicendo?
    Casualmente, attorno a quello che è il “lavoro di tutti i giorni” dei magistrati (indagare, s’intende), s’è creato bailamme e rumore da quando questi ultimi hanno preso di mira la classe politica. Dimostrando, dati alla mano, che quest’ultima non era (e tuttora non è) un esempio di rigore morale. Che coincidenza.
    Cercherà di dimostrarmi che in Italia c’è una corrente giustizialista di pensiero che, assieme alle toghe di qualunque colore, intende sovvertire lo stato e di farmi capire che il marcio non è nella classe politica ma nelle aule e nelle redazioni di “certi giornali”? Faccia pure. Ma avrà bisogno di portare nella discussione elementi diversi da “Di Pietro era a cena con Contrada”.
    Le prometto che io porterò argomenti diversi da “Berlusconi era sodale di Craxi”. :)

  21. Luigi Rintallo scrive:

    Visto che la discussione si fa piacevole, perché non animata da spirito fazioso, intervengo di nuovo. Personalmente, la cosa che più mi sconcerta è il grado di irresponsabilità dei membri della categoria. Ovviamente, so bene che i casi torbidi o solo tormentati che ho citato in altri post si devono a singole persone. Ma un’altra cosa che so è che il grumo di cui parlavo altrove, formatosi attorno al lavoro dei magistrati, non risale ai tempi di mani pulite, né tutto va rinviato al solito Cav. E’ qualcosa di più antico. Il giustizialismo degli ultimi anni lo vedo più come una drammatica mutazione genetica che ha investito tanti cittadini (scontenti dell’andazzo generale), facendo assumere loro comportamenti – diciamo così – ben poco razionali, dove si dà un peso eccessivo a cose che non lo meritano e si trascurano aspetti che prima invece contavano. Il pericolo, in ogni caso, c’è; pensare che all’interno di settori della magistratura non ci sia stata una strategia tesa a colpire non tanto la corruzione, quanto a favorire disegni precisi mi sembra alquanto ingenuo. E’ chiaro che tutto avviene in modo nebuloso, tenuto conto che anche altri soggetti interagiscono. Personalmente, comunque, considero questa una minaccia temibile. Forse più temibile dell’anti-politica berlusconiana, perché ritengo che quest’ultima è legata al personaggio e quindi facilmente superabile. L’altra si inserisce in un disegno di più lungo respiro, capace di consolidare una stretta oligarchica sull’intero paese. Senza dare al paese stesso un soldo di bene.

  22. Beppe Gambino scrive:

    Se anche esistesse questa minaccia, signor Luigi, in cosa consisterebbe esattamente secondo lei?
    Ossia: guidati o spinti da qualcuno, i magistrati starebbero interferendo da decenni nella vita politica del paese per ottenere quale risultato? Per favorire chi?
    E’ questo quello che mi sfugge e mi fa dubitare dell’esistenza di tale disegno, o complotto o quel che è.
    Di solito, là dove si subodora qualcosa del genere si vede, o si intravvede un obiettivo, un qualcosa che ne sia il fine. Io non ce lo vedo nemmeno usando tutta la fantasia di cui sono capace, ma forse questo si deve alla mia ingenuità.
    O forse è più facile intravvedere un preciso obiettivo nella politica berlusconiana (primum, non finire in galera, né per debiti né per altro; secundum arricchirsi ancor più spropositatamente; tertium, appagare la propria sete di potere, etc), o nella strana coincidenza di intenti tra la suddetta politica ed il famigerato PdRD della P2 (inutile qui accennare alle incredibili somiglianze tra ciò che Gelli provò ad ideare e ciò che chi ci governa sta pian piano ponendo in atto).
    Insomma: questi giudici che vogliono fare? Che Italia vogliono ottenere? E per conto di chi starebbero portando avanti questo disegno?

    Non è più ragionevole pensare che nella magistratura ci sia gente in gamba che fa solo il proprio lavoro?
    Qualcuno dirà: “eh ma certi politici non sono mai stati toccati”: a questo rispondo sinceramente: o sono stati più furbi di altri che si sono fatti beccare, oppure c’è una precisa parte politica che, quella sì, sta portando avanti un disegno non onesto e soprattutto ispirato da gente ancora meno onesta.
    Che certi politici non abbiano subito conseguenze per cose che hanno fatto lo so anch’io: quei due tipini che al telefono dissero “Facci sognare” e “Abbiamo una banca” sono i più fulgidi esempi. E uno dei due è considerato un grande statista. Come no.

  23. Luigi Rintallo scrive:

    @ Beppe Gambino
    rivedo solo ora questa sua replica. Mi viene da rispondere che l’obiettivo primario del “grumo” è quello del Gattopardo. Lasciar tutto com’è. E penso sia stato ampiamente conseguito. Quanto agli obiettivi di Berlusconi, perdono rilevanza proprio perché legati alla sua persona. Quello del gattopardismo è invece una tendenza storica, perenne per quanto riguarda l’Italia. Perciò assai più temibile.

Che ne pensi? Commenta!

top