Napolitano ha giustamente firmato un decreto giusto
La sinistra – o per meglio dire quel pochissimo che ne resta fra gli illuminati di Repubblica e gli scagnozzi dipietrini – sta compiendo in queste ore il più clamoroso degli autogol. L’“insurrezione democratica” contro Giorgio Napolitano segna un punto di non ritorno nella battaglia politica e culturale che l’ha dilaniata nella Seconda repubblica. Il giustizialismo ha vinto.
Oggi, attaccando il Capo dello Stato (o accettando passivamente che lo si attacchi) con toni, parole e metodi identici a quelli della destra peggiore, la “sinistra” mostra di aver smarrito ogni residuo senso della politica. I riformisti hanno perduto; i mozzaorecchi del Fatto e di Repubblica, viola di rabbia, guidano saldamente le truppe vocianti dell’opposizione contro il Quirinale. Davvero un bel capolavoro.
Non mi sfugge certo il comportamento dissennato, intimidatorio, volgare e violento del centrodestra, dei suoi candidati e del suo leader, che dopo aver combinato il famoso “pasticcio” hanno scalciato e insultato anziché chiedere scusa e riconoscere l’errore. È il loro modo di stare al mondo e di fare politica, e io non posso farci niente (a parte non votarli). Il mio modo, però, il nostro modo non può non essere diverso.
Che cosa si imputa a Napolitano? Un decreto “interpretativo”, spiegano i costituzionalisti, non ha per definizione rilevanza costituzionale, e dunque non può essere respinto dal Capo dello Stato. Dunque Napolitano ha fatto il suo dovere. Di più: è possibile che abbia dato una mano nel trovare la soluzione. Tanto per cominciare, ha smobilitato la piazza pidiellina, convincendo Berlusconi a rinunciare alla manifestazione di Roma. Ha poi respinto ogni ipotesi di sanatoria e ogni ipotesi di intervento nel merito (per esempio la riapertura dei termini di presentazione delle liste). Infine, ha accettato, perché costituzionalmente tenuto a farlo, il decreto “interpretativo”.
Il Capo dello Stato è stato a dir poco brillante nel risolvere politicamente, e senza fratture costituzionali, un problema politico di primissima grandezza: il diritto alla rappresentanza elettorale. E di fronte a questo capolavoro, che cosa fa il Pd dopo aver letto l’editoriale di Ezio Mauro? Perbacco, convoca una manifestazione! Anzi, ne convoca tante, ovunque, in modo febbrile quanto incosciente.
E infatti quando piomba la bomba dipietrista – la richiesta di impeachment per Napolitano – il Pd è totalmente impreparato, indifeso, imbarazzato. E resta prigioniero della sua stessa stupidità, con una manifestazione nazionale indetta per sabato prossimo che Di Pietro, il popolo viola e Repubblica hanno già trasformato in una manifestazione (anche) contro Napolitano.
Vergogna!



dopo la battutaccia il giorno del Duomo ci stiamo arripigliando, ne sono contento. Fabrizio, senza te, Claudio, Peppino ed Antonio (Polito), noi liberal di sinistra saremmo costretti alla estinzione, ciao
Come scrivo altrove, è vero: Napolitano non poteva fare altro che avvallare quella che personalmente ritengo una maialata. Scusate il termine che ho usato, ma il senso civico (sempre che esista ancora) impone a noi cittadini di “stare alle regole”, e la classe politica già ha dato esempi pessimi di come tratta le regole che essa stessa ha statuito e che chiede a noi cittadini di seguire pedissequamente, siano esse giuste o discutibili o perfino ingiuste o dure. Alla luce di questo ragionamento, non mi viene in mente nessun altro modo di definire questo escamotage.
Dicevo, Napolitano non poteva fare altro e, sicuramente, l’uscita di Di Pietro con la richiesta di impeachment è un risibile abbaiare alla luna. Tutto giusto.
Ma chiediamoci: chi ovvierà all’ennesima stortura? Quanto tempo e quanta energia ci vorrà, un giorno, per rimediare ai danni che questo governo sta arrecando all’Italia?
Se nemmeno il Capo dello Stato ha il potere di limitare questi danni, a chi dobbiamo o possiamo affidarci?
Sul comportamento del PD, a rimorchio -come sempre- del Torquemada molisano e del partito di Repubblica sorvolo perchè oltre alla tua analisi ci sono gli insulti. E questi non sono nelle mie corde. Ma su Napolitano qualcosa la debbo scrivere .Lunga? Lunghissima vita a Napolitano! Che , debbo dire la verità,mi ha piacevolmente sorpreso. Ricordi Fabrizio quando ci aspettavamo ai CC del PCI che prendesse posizione contro certe assurde demagogie Berlingueriane e invece ci deludeva restandosene zitto o parlando d’altro? Coniammo per lui il soprannome di CUORDICONIGLIO. Come ha fatto a trasformarsi in leone? Sarà che spesso è il ruolo a far l’uomo….
Non basta dire “vergogna”. Occorre aver chiaro che l’impeachment dovrebbe riguardare Di Pietro. Anche perché la sua difesa a oltranza delle toghe, nel momento in cui queste coi loro comportamenti hanno tentato di sabotare la libera espressione del voto (il Tar ha dato ragione a Formigoni), si qualifica come complicità nell’attentato alle istituzioni democratiche (art. 289 c.p.).
Qualche perplessità sulla dizione “decreto giusto”. Ma ne siete proprio sicuri? Ma sicuri – sicuri?
L’alternativa di dire al PdL “Ue’ belli, avete presentato le liste in ritardo / fatte male / con errori ed omissioni quindi NON vi presentate NE’ in Lombardia NE’ in Lazio” era così tragica?
Non era tragica, Beppe, era in-giusta: non teneva cioè conto di un altro diritto, quello alla rappresentanza elettorale. Potrà non essere un esempio di diritto, ma il decreto ha il vantaggio di essere ragionevole. E di questo ringrazio Napolitano (non Berlusconi e purtroppo neppure Bersani).
Ragionevole è ragionevole, e crea anche i presupposti per una vera competizione elettorale in cui tutti i partiti si schierino, si spera lealmente, ognuno col proprio programma. Tutto giusto. Ed è vero, meglio così che per decreto legge del governo o in altre maniere ancora più sporche e ancora meno rispettose delle regole (sicuramente a Palazzo Chigi e Palazzo Grazioli ne sono venute in mente varie, e nessuna meno che orrenda).
Ora: siamo noi un paese così serio da permettere che questo fatto non si ripeta MAI più?
Il decreto interpretativo e’ come la legge interpretativa e pertanto puo’ essere incostituzionale se l’interpretazione è incostituzionale. questo dice la prevalente giurisprudenza e non altro.
Lunga vita al Presidente della Repubblica.
Il decreto è interpretativo, va va anche in là, interpreta anche qualcosa che non potrebbe ? la composizione della lista del PDL di roma che non è stata presentata ?
Qualcuno fermi Di Pietro, i suoi adepti e consiglieri.
Purtroppo questa storia non finirà qui, come tutte le brutte storie, avrà un seguito.
Per intanto i cani da guardia dell’informazione se la sono data a gambe…………….mirabili!
Per me questa è una ennsima conferma della mia convinzione che Giorgio Napolitano è un grande Presidente, forse il più grande per quello che posso giudicare io. Avere lui in questo particolare e drammatico momento della politica italiana è di consolazione. E, bravo Fabrizio, bella nota che condivido in toto.
Napolitano non mi è mai stato particolarmente simpatico ma in questa occasione si è comportato in modo impeccabile: bravo!
Mi domando: cosa sarebbe successo se al Quirinale poggiasse ancora le sue auguste chiappe Oscar Luigi Scalfaro (il peggior Presidente di sempre…)?
Ciampi o Pertini mai avrebbero firmato una simil porcata.
Vergogna!
A mio avviso l’incostituzionalit… Mostra tuttoà del decreto sta nel fatto che contiene quella che il governo chiama “interpretazione CORRETTA delle norme elettorali” mentre ci sono degli organismi o livelli giudiziari che stanno o che debbono appunto giudicare chi a quella norma ha contravvenuto. Come potranno essere liberi di farlo, se il governo ha già ricondotto gli errori commessi all’interno della norma? se li ha già resi “norma”?. Non è questo uno dei più gravi attacchi al sistema giudiziario che siano mai avvenuti?
[...] si commenta così e così: Lunga vita al compagno presidente Giorgio Napolitano, il solo uomo di sinistra rimasto in [...]
“È il loro modo di stare al mondo e di fare politica, e io non posso farci niente (a parte non votarli).”
Ecco, potresti iniziare con il non votarli. Cos’è, il tuo diritto ad essere rappresentato, o il loro diritto ad essere eletti? Peraltro con una legge elettorale che di rappresentativo ha lasciato ben poco a questo sistema.
ma veramente si poteva permettere una competizione elettorale senza la presenza del maggior partito politico italiano? e che vittoria sarebbe stata per il centro-sinistra?
Il presidente Napolitano è stato solo saggio-
Il problema è: qualcuno farà ricorso alla Corte Costituzionale. Se ci saranno gli estremi di incostituzionalità (forse ci sono), di nuovo alle urne, e tutto daccapo. Non oso pensarci.
Ciampi e Pertini ne hanno fatte ben altre.
Finalmente parole saggie, un toccasana. Ringrazio chi le ha scritte.
Ma è tanto difficile vedere l’assurdità di magistrati che applicano in modo discriminatorio le norme? E’ questo il problema. Ora, questa discriminazione ha danneggiato Formigoni, domani – quando la corporazione si sceglierà come protettore un berlusconiano redivivo nel 2020 – danneggerà ingiustamente gli oppositori. Invito Beppe a riflettere bene su questo punto. Comprendo benissimo tutti i problemi che lui pone sulla salvaguardia di regole che siano uniformemente rispettate, ma se gli organi preposti a tale rispetto non riescono ad essere davvero imparziali, se continuamente sembrano agire con fini estranei al diritto, se loro per primi fanno strame delle regole per esigenze di bottega (dalle sentenze sui referendum alla trasformazione del CSM rispetto alle prerogative costituzionali); ebbene, come si fa? Io imputo a Berlusconi che, a causa delle sue pendenze giudiziarie, ha reso di fatto impossibile ogni intervento riformatore sulla giustizia, perché appariva come una difesa dei suoi interessi anziché un intervento assolutamente necessario. Il PD è caduto in questa ragnatela immobilizzante e ha rinunciato a modificare uno stato di cose per cui la magistratura rischia di minacciare la stessa convivenza civile. E non esagero dicendo questo, perché da tempo – da ben prima di Berlusconi – dentro la corporazione giudiziaria si è formato un grumo che corrode irrimediabilmente le basi della società. I medici aumentano le analisi, lievitando in modo esorbitante i costi della sanità, per difendersi preventivamente da eventuali accuse di negligenza. I professori non bocciano gli ignoranti per timore di ricorsi, per lo più campati in aria e inevitabilmente accolti da tribunali stravaganti. Le imprese edili o sconfinano direttamente nel crimine o si immobilizzano per timore di incorrere in sanzioni. I cantieri delle opere pubbliche sono sottoposti a sequestri che in seguito si rivelano ingiustificati. La concorrenza sleale di alcuni porta in tribunale imprese con accuse che, solo dopo anni, si rivelano false. Gli investitori stranieri si guardano bene dal mettere piede in Italia.
quelli che inneggiavano a Napolitano quando era attacato da Berlusconi, oggi lo attacano loro ? Quelli che difendevano Scalfaro nel 1995 oggi gridano al golpe contro Giorgio Napolitano per aver risolto in modo intelligente la drammatica situazione creata dalle confusioni e scaciataggine del centro destra. Salvando si suoi elettori dallo sbandamento e dalla esclusione dal voto. Adesso il centro sinistra cerchi dimostrare che i suoi candidati sono meglio di quelli del centro destra , magari incamerando anche le brutte figure del PDL , in una competizione vera , non a tavolino e smettano di sperare che un giudici arresti gli avversari o ne impugni le liste . In quel caso si che la democrazia sarebbe fritta..
vergognati tu…
Ripeto Napolitano ha fatto bene:
vorrei sommessamente chiedere ad alcuni commentatori di chiara estrazione filo predellino quale sarebbe stato l’atteggiamento di lor signori governanti a parte invertite: ritengo che avrebbero applicato la stessas ensibilità che hanno adottato nel consiglio d’amministrazione RAI.
Perchè lor signori governanti del predellino sono uomini del fare, sono persone di azioni che si pesano, il resto conta poco, anzi nulla. Vorrei tanto sbagliarmi.
Intanto alcuni ragazzi che conosco la scorsa estate non sono stati ammessi al test di medicina perchè arrivati in ritrdo di 10 minuti. Sapete il motivo del ritardo: il treno dei pensolari aveva fatto oltre 50 minuti di ritardo. Questi ragazzi sono stati esclusi non perchè pelandroni o bamboccioni o perchè volevano cambiare il foglio con un altro e usciti e rientrati, ma perchè il treno che avevano preso di buon mattina presto li aveva portati in ritardo in città. Questi ragazzi si sono iscritti ad altre facoltà, alcuni si sentono defraudati nelle loro aspirazioni, possonoe ssere aspirazioni diversa dal voto, ma nessuno si è preoccupato di loro, anzi lor signori governanti neppure si accorgono delle aspirazioni di tanti giovani, l’unico consiglio che al gran capo gli viene in mente di dare è quello di sposarsi dei bei mariti industrialotti con la grana: mirabile.
PAOLO VOLPONI, CANDIDATO A PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NEL 1992.
Incipit del suo romanzo Le mosche del capitale, 1989. Non c’è nient’altro da dire….
«Saraccini guarda dall’alto della collina la grande città industriale che si estende nella pianura, spianata dalla notte oltre se stessa fino a sparire tra i riflessi del fiume e le fumate dei campi.
Egli è sereno e gode soddisfatto quella vista e del generale silenzio. “E sì, è proprio un altro grande generale, il silenzio”, confida a se stesso e all’universo. […]
La grande città industriale riempie la notte di febbraio [marzo ndr] senza luna, tre ore prima dell’alba. Dormono tutti o quasi, e anche coloro che sono svegli giacciono smemorati e persi: fermi uomini animali edifici; perfino le vie dei quartieri i prati in fondo, le ultime periferie ancora fuori della città, i campi agricoli intorno ai fossati e alle sponde del fiume; anche il fiume da quella parte è invisibile, coperto dalla notte se non dal sonno. Buie anche le grandi antenne delle radiocomunicazioni e dei radar della collina. […] Gli uomini le famiglie i custodi i soldati le guardie gli ufficiali gli studenti dormono, ma dormono anche gli operai: e non si sentono nemmeno quelli dei turni di notte, nemmeno quelli dei turni di guardia di ronda tra le schiere dei reparti o sotto le volte dei magazzini. Quasi tutti dormono sotto l’effetto del Valium, del Tavor e del Roipnol.
Ma dormono anche gli impianti, i forni, le condutture, dormono i nastri trasportatori della scale mobili che depositano le pozioni chimiche nelle vasche della verniciatura o nei lavelli delle tempere. Dorme la stazione ferroviaria, dormono anche le farmacie notturne, le porte e le anticamere del pronto soccorso, dormono le banche: gli sportelli le scrivanie i cassetti le poste pneumatiche le grandi casseforti i locali blindati; dormono l’oro l’argento i titoli industriali […].
Saraccini confida negli psicofarmaci e nei calcolatori. Capiranno i giornali, i finanzieri, i direttori, i tecnici, i giovani specializzati, i consigli d’amministrazione, i contabili, i sindacalisti di fabbrica, quelli provinciali e nazionali, poi i sindaci, i politici, e poi anche i vertici della confindustria, dell’IRI, e poi i ministri e gli editori».
Fabrizio, mi costringi a pensare, e tuttavia non posso fare a meno di considerare con amarezza che tutto ciò vien fatto per correre in soccorso dei vincitori.
Caro Rondolino, da socio di Velardi (organizzatore della campagna della Polverini) questa, almeno per buon gusto, potevi risparmiartela. Il comunicato del Quirinale sancisce la “dittatura della maggioranza” laddove dice che era impossibile non far partecipare alle elezioni il primo partito della Lombardia. se fosse stato il secondo, il terzo, il quarto o il ventesimo andava invece bene? E tutte le altre liste escluse in queste e nelle altre elezioni?
A Giovanni – E’ proprio come dici. Non è ammissibile che identici comportamenti siano sanzionati in modo diverso. E’ quanto hanno fatto al tribunale di Milano. La lista Penati, pur presentando irregolarità similari a quella di Formigoni, è stata accettata mentre le altre no. Vogliamo forse la dittatura del funzionario della corte d’appello?
forse è la fame(sono a dieta)ma ora che vorrei partecipare anche io alla discussione, dopo aver letto tante altre notizie sul blog….mi si confondono un po’ le idee!Che dicevamo, la vendetta è un piatto che si mangia freddo?
Non si può pensare che i cittadini che volevano votare la polverini si accontentavano del politically correct….la piazza la conosce anche il centrodestra.Allora contiamo il 29 marzo i voti al pdl e sapremo con esattezza quante persone Napolitano avrà sottratto alla piazza ,moltiplichiamo il numero per le televisioni e giornali esteri e saprete la misura della grandezza di quest’uomo(del Sud….)
a proposito,la panzanella da noi si chiama “fresella” e esista un detto”nun te spugnà ‘a fresella” Tradotto: non è elegante approfittare dei momenti di disgrazia altrui…..anche se la fame gioca brutti scherzi…
Cara sopia,
applicando il Suo metodo, il 29 marzo contiamo quanti cittadini non hanno votato Pdl e moltiplichiamone il numero “per le televisioni e giornali esteri” (non si capisce il perché ma così vuole Lei). In tal guisa otterremo – me lo insegna – la misura della bassezza di quell’uomo (innegabilmente del Sud).
Che Berlusconi abbia paralizzato la vita politica (e non solo) di questo paese, vedo che almeno qui qualcuno lo riconosce.
Ma se il “problema magistratura” è nei termini in cui lei, Luigi, lo pone, allora siamo nei guai. E siamo nei guai perché allora tutte le categorie di lavoratori a questo punto risultano marce in partenza e l’intera situazione prende quindi una piega di irreversibilità totale e completa.
Io non credo che l’Italia diventerà mai un paese “decente”. Ma è proprio necessario pensare che sguazzeremo per sempre nella cacca e ci faremo ridere dietro come “paese più inaffidabile, sgangherato e scalcagnato del mondo”?
Ma se anche la CEI ha espresso al mondo tutto il proprio sconcerto per un decreto che scardina lo Stato di diritto, lo Stato delle regole che ogni liberale (come Tocqueville, se ricordo bene …) agogna e vuole ?
Il fatto preoccupante è la persecuzione del Presidente della Repubblica perché si sarebbe reo di far svolgere le elezioni in condizione di dialettica democratica e non in regime di monopolio delle liste contrarie al partito di maggioranza relativa. Stamane sulla mia bacheca di Fb ho trovato un video del 2004 di un giornalista tedesco mentre
insegue il Presidente Napolitano, allora deputato europeo,
accusandolo di approfittare dei rimborsi di viaggio. Una scena patetica e infantile , che comunque è diffusa
dai media internazionali che non la smettono di attaccare le nostre istituzioni. Il settimanale Panorama ipotizza che l’Italia sia nel mirino di potenti lobby finanziarie che vorrebbero ridurci come la Grecia. Così si spiegherebbe tanto interesse da parte dei media internazionali.
Uh che paroloni! Nessuno sta perseguitando Napolitano.
Semplicemente, è stato costretto a firmare una roba che tenta maldestramente di salvare capra e cavoli. Ma una capra e dei cavoli già spacciati da un pezzo.
La maialata è maialata e tale rimane, è inutile cercare di parlare d’altro ed arrampicarsi sugli specchi; la stampa e i media di tutto il mondo sono con gli occhi su di noi perché ci siamo rivelati, per l’ennesima volta, la barzelletta mondiale.
Pensate: un decreto interpretativo, che normalmente serve a dirimere dubbi su una norma non chiara. Ma andatevi a rivedere se sia chiara o no, la norma che dice che bisogna depositare le liste entro mezzogiorno. Depositare. Le. Liste. Entro. Mezzogiorno. Che figura di cacca, ragazzi.
L’Italia, poi non ha bisogno di lobby finanziarie per finire male. Facciamo tutto da soli.
Non staremo sempre nella cacca se affronteremo una buona volta il problema della corporazione giudiziaria: senza intenti punitivi per nessuno, ma riconducendo nell’alveo di una dialettica normale il rapporto tra i poteri. Per fare questo occorre in primo luogo una gigantesca opera di depenalizzazione, uno sfrondamento massiccio di leggi e leggine e penalità per chi apre processi senza ragione, siano comuni cittadini o pm in vena di protagonismi infantili. Quanto all’attacco delle lobbies all’Italia, lo hanno già fatto negli anni novanta speculando sulla sciagurata svalutazione della lira, compiuta da Ciampi nei modi peggiori possibili. Oggi la situazione è alquanto diversa. Si dice che Soros favorisca la campagna anti-italiana (popolo viola, informazione estera ecc.). Ma noi non siamo la Grecia e soprattutto stavolta non fa comodo a Francia e Germania lasciarci soli come nel 1992. Può darsi che la “guerra” si estenda ancora di più, puntando a una destabilizzazione europea (svalutazione euro), ma per far questo occorre aggredire anche la Germania. Vedremo.
Un tale diceva: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Lo dico a chi ha usato il termine “maialata” (e il centrosinistra, di “maialate”, ne ha fatte a diecine: a cominciare dall’amnistia che ha evitato la galera ai 4/5 dei dirigenti del Pci per storielle di finanziamenti illeciti e tangenti varie).
A tutti i mozzaorecchi, inoltre, ricordo quanto ha scritto Claudio Velardi in un libro qualche anno fa:
“Il compagno Rubino, anziano militante della sezione Primo maggio, mi avviò al master mettendomi uno spezzone di matita tra il dito medio e l’anulare. Lo avrei utilizzato alla prima scheda bianca intercettata“.
Caro Rondolino,
voi che sapete tutto, risponde al vero la notizia delle minacce di Berlusconi al Presidente della Repubblica, riportata dal Messaggero e non smentita finora ?
E’ la notte delle Repubblica ?
“Secondo quanto pubblicato stamane dal giornale romano Il Messaggero, il presidente del Consiglio, durante l’incontro avvenuto al Quirinale, avrebbe minacciato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano: “Ti scateno la piazza contro” e poi “la tua firma non è indispensabile, vado avanti da solo”. Lo stesso Napolitano ha parlato di un “clima teso” nel primo incontro con Silvio Berlusconi avvenuto giovedì. E poi sempre il Capo dello Stato : “La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l’acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali.” Solo il quotidiano della capitale ha rivelato questo presunto retroscena relativo ai colloqui tra Berlusconi e l’inquilino del Quirinale. Al momento il Messaggero non ha dato notizie di alcuna smentita.
Qualcuno qui è abbastanza grandicello da ricordarsi da QUANDO il rapporto tra potere legislativo e potere giudiziario è pessimo? E CHI esattamente lo ha portato allo stato in cui è?
Non è come il discorso dell’uovo e della gallina. Qui è chiarissimo cosa, tra reato e indagine, sia nato prima.
Ripeto, quale campagna anti – italiana? Siamo seri, per favore, per un attimo. Stiamo. Facendo. Tutto. Da. Soli.
E’ allucinante che qualcuno creda giusto il decreto che è palesemente antidemocratico e inegualitario.
Le regole sono ugauli per tutti e si rispettano altrimenti cadono anche i diritti. Si aveva il diritto di non andare alle urne, di votare shceda bianca e altro, ma non si aveva il diritto di cambiare le regole in maniera retroattiva.
La costituzione recita all’articolo 72 ” Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.
Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni. La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa , di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi”.
In sostanza non si possono fare decreti in materia elettorale.
Inoltre le disposizioni elettorali sono di esclusiva competenza delle Regioni, non del parlamento, o qualcuno se ne è dimenticato?
Spero che il TAR sollevi dubbi di costituzionalità prima di esprimersi.
A chi chiede, ma veramente si poteva permettere una competizione elettorale senza la presenza del maggior partito politico italiano?
La risposta è che ci sono modi di esercizio delle democrazia, con il diritto al voto, senza che questo debba andare a ledere i diritti di tutti.
ma perchè le leggi e i regolamenti debbono valere solamente per i cittadini?
se un qualunque cittadino si presenta in ritardo ad un concorso, viene riammesso?
se presentando una qualunque domanda in un qualunque ufficio, ti manca un timbro o parte della documentazione viene accolta?
siamo d’accordo nel dare rappresentanza politica a chiunque, ma proprio per questo se le firme fossero mancate ad una lista civica qualunque ci sarebbe stato l’intervento del governo?
gli errori e le inadempienze sono state loro, tirare in ballo ancora i magistrati è semplicemente ridicolo!
vedendo gli interventi nei blog e i commenti sugli articoli on line, questa politica che si auto assolve ha superato il colmo.. credo che pure gli elettori di centrodestra ne siano consapevoli.
la prossima volta che andrò a pagare il bollo in ritardo anch’io m’appellerò a qualche norma interpretativa!
Perché ci sono dei regolamenti cosi idioti?
E perchè non sono state eliminate anche le liste dell’opposizione che contengono lo stesso numero di errori ed omissioni del PdL?
Essendo un vecchio cittadino Italiano mi permetto di darci reciprocamente un consiglio (milanese) a tutti, nessuno escluso: tachèmes al tram (attacchiamoci al tram)
Mi sembra, con il massimo rispetto per tutti gli interlocutori di qualsiasi schieramento essi siano, che il sistema delle regole è stato definitivamente vulnerato … non per gli effetti giuridici che produce, ma per la dottrina che costruisce e/o destruttura. Mi sembra che un precedente del genere preoccupa sia perché denota che la politica si è ridotta a rapporti di forza senza capacità di argomentare (i silenzi non servono nè sono sufficienti a mascherare i gesti di prepotenza anche se orientati a buon fine), sia perchè si fa passare con questo precedente che la democrazia collide con il rispetto del sistema di regole.
Qualcuno mi sa spiegare perchè nelle liste Pd il paese “C.M.” viene accettato mentre nelle liste Pdl il paese “Mariano C.se” viene bocciato??
E con la domanda di Mirko si chiude ogni discorso sulla sacralità della norma.
Azz….Mirko, ha ragione Luigi Rintallo, il tuo post è una vera pietra tombale.
Neanche un impresario di pompe funebri avrebbe fatto meglio di te
A omnia munda mundis: ma chi stracavolo se ne frega di maialate precedenti? Io sto parlando di questa, non di altre.
La sua frase presume che io non mi sia mai lamentato di altre maialate, ma lei non può saperlo, mio caro, perché non mi conosce.
Presume anche che io sia elettore del PD. No. Sono di sinistra, il PD mi sta anche simpatico ma non voterò mai un partito nella compagine rimangano presenti persone come Follini e D’Alema. Mai. Piuttosto la morte. Eppure Bersani mi sembra serio e in gamba.
Siamo nel 2010. La pianteremo mai, durante una seria discussione, di argomentare con “E voi allora?… anni fa avete fatto questo e quello”?
Sennò, caro Omnia Munda Mundis, io mi sentirei autorizzato a dirle “E lei, allora, che nel 1938 ha applaudito le leggi razziali?”
Il punto è, caro FR, non che la firma sia giusta, ma che questi, non so più come definirli, hanno un disprezzo assoluto per le regole, per il diritto, per la democrazia. Napolitano si è fatto carico di un problema che è nato a causa loro, per una guerra tra bande (banditi?) all’interno della destra qualunquista e xenofoba. Perché il Paese si deve fare carico dei loro errori, delle loro mattane, delle loro porcherie? A questo punto attendiamo il decreto per fare vincere il campionato al Milan, per vincere le elezioni senza farle e chissà per cos’altro. Meditate gente, meditate……..
@ Beppe. Giusto, a forza di rinfacciarci scorrettezze non si va da nessuna parte. Il punto è fare un salto: togliersi dalla testa questa idea della idolatria delle regole. Le regole sono fatte da uomini, che sono imperfetti e quindi non possono a loro volta essere perfette. Di più: le regole hanno un senso se sono applicate in modo equanime. Se non lo sono, perdono di senso. Per uscire dal groviglio, occorre che le regole siano rispettate naturalmente. Se delle norme sono sistematicamente violate, sono le norme a dover essere riviste. Delegificare, depenalizzare, con spirito aperto e davvero condiviso: questa è la strada, secondo me, da seguire.
Non solo. Lei, signor Luigi, ha più o meno consciamente usato l’espressione “rinfacciarci scorrettezze”, come se i protagonisti della nostra discussione fossimo NOI, cioè io, lei, il signor Omnia (o la signora Omnia? mannaggia a questi nickname, non so mai con chi ho a che fare), forse sarebbe meglio che smettessimo anche di identificarci con questo e quello, anche perché è oramai chiarissimo: nessuno ci rappresenta più, e da un bel pezzo. Siamo spettatori piuttosto impotenti di cose più grandi di noi gestite da persone lontanissime da noi, in tutti i sensi. Ma va beh.
D’accordo al 100% sulla “umanità” delle norme e delle regole che sovraintendono all’applicazione delle norme. La sistematica violazione delle regole, essendo un abuso, va sanzionata. Sempre. E su questo siamo d’accordo.
Il problema è: queste regole sistematicamente violate da alcuni possono essere cambiate, certo; ma da chi? dagli stessi che le violano sistematicamente. E questo senza la minima garanzia che le nuove norme saranno migliori di quelle vecchie, senza la garanzia del fatto che verranno rispettate. Ammetterà anche lei che si tratta di una situazione senza uscita.
Il problema, tornando al nostro argomento di discussione è: ma la norma che dice “hey ragazzi, presentatevi QUI a mezzogiorno con firme timbri e bolli” è ingiusta o stupida di per sé? E’ l’archetipo dell’ “iter burocratico complicato ed insensato che crea solo guai”?
No. E’ solo uno dei molti esempi. Cambiare le regole (giuste o ingiuste, stupide o insulse che siano) “in corso” è cosa che dà adito, naturalmente e ovviamente, a sospetti, sig. Luigi. Ed è cosa che non si può fare. No, non si può.
Un conto è che un governo si presenti con un “piano di semplificazione dei vari iter burocratici, elettorali amministrativi etc”, allo scopo di evitare confusione, abusi, violazioni sistematiche e via dicendo. Quel che è successo è lievemente diverso.
Le dirò, nella sua ultima frase lei dice esattamente quello che dice il dottor Bruno Tinti. Spero di non darle un dispiacere dicendole questo, signor Luigi, anche perché Bruno Tinti è uno degli ex magistrati che stanno, come alcuni dicono, “facendo scuola di pensiero”.
Uno dei problemi che mi preoccupano di più è: spirito aperto e davvero condiviso. Possiamo aspettarci qualcosa del genere da un parlamento di cui fanno parte persone che hanno problemi con la giustizia? Hmmm. Temo di no.
Anch’io temo di no.
P.S.: nulla di male ad aver detto le stesse cose del magistrato Bruno Tinti.:)
Leggo bene, signor Rintallo? “se delle norme sono sistematicamente violate, sono le norme a dover essere riviste”.
A Seminara calabra di potrebbe “rivedere” l’omicidio.
E ancora: “occorre che le norme siano rispettate naturalmente”.
Certo, sciogliendo i carabinieri ed affidandosi alla Divina Provvidenza.
Tertium: “occorre una gigantesca opera di depenalizzazione”: in questo il governo di Capello Falso ha già provveduto, credo per legittima difesa.
Mah, non voglio derogare dalla correttezza verbale: o lei è reduce da una visita ad un villaggio amish della Pensylvania oppure ha letto a tempo di record Thoreau.
E’ un autore che impressiona molto, solitamente gli adolescenti dai 15 ai 17 anni.