I sospetti di An sulla soluzione al pasticcio-liste
Nonostante le dichiarazioni ufficiali, nessuno nel centrodestra pensa seriamente che la lista del Pdl della provincia di Roma sarà riammessa alla competizione elettorale. È andata così, e tanto vale prenderne atto. Ma non è andata allo stesso modo per tutti: e qualcuno, dalle parti di An, coltiva più di un sospetto.
La fantomatica “soluzione politica” al gran pasticcio delle liste prevedeva, secondo le indiscrezioni trapelate sui giornali, il salvataggio di Formigoni e Polverini, l’abbandono al proprio destino della lista Pdl di Roma, e nuove elezioni a Bologna prima dell’estate. Cioè precisamente ciò che è poi accaduto (per Bologna non c’è ancora nessuna decisione). È soltanto una coincidenza?
Sta di fatto che Berlusconi, si osserva in ambienti del centrodestra laziale, non poteva permettersi di perdere in un colpo solo Formigoni, la Lombardia e la Lega. E proprio quest’ultima, fin dall’inizio, ha mostrato una sicurezza oggi sospetta sull’esito positivo del ricorso. Al contrario, il ministro (leghista) dell’Interno ha mantenuto e mantiene su Roma una posizione giudicata a dir poco ambigua; e a Roma, lo sanno tutti, il Pdl è ampiamente controllato dagli uomini di An, seppur a loro volta divisi fra finiani e “alemanniani”.
In questo quadro, anche la vicenda del decreto – inutilizzato in Lombardia, e giudicato inapplicabile nel Lazio – si può leggere sotto una luce diversa. Per esempio ipotizzando che, mentre a Roma regnava il pressapochismo giuridico che ha prodotto il decreto, a Milano qualcuno lavorava alacremente per aiutare una sentenza favorevole del Tar.
L’esclusione della lista provinciale è in ogni caso un duro colpo prima di tutto per An, che oltre a rischiare la sconfitta della Polverini avrà in ogni caso un numero sensibilmente minore di consiglieri regionali. Che infine a beneficiarne possano essere, almeno in parte, i cugini separati della Destra di Storace, pare a molti una beffa che si aggiunge al danno. Insomma, a Berlusconi non avrebbe potuto andare meglio. È tutto soltanto frutto di una coincidenza?


penso che continueremo a vivere se il pdl perdera’ le elezioni. d’altronde delle 13 regioni in cui si vota, 11 sono gia’ del centro sinistra. questo casino infinito sulla vicenda liste, non fara’ che allontanare molti dalla politica e quindi dalle elezioni.
sicuramente l’atteggiamento preso dal pdl, orientera’ diversamente l’elettorato indeciso, sempre determinante per la vittoria finale, che votera’ a sinistra.
Non è la prima che la lista del PdL non viene presentata. È capitato ad Ariano Irpino nell’ultima elezione del Sindaco, per cui nel Consiglio Comunale non sono presenti i consiglieri del partito che, in quel comune, ha la maggioranza nelle elezioni politiche. La cosa non ha fatto storia perché si tratta di un comune della provincia interna. Ma questo avrebbe dovuto essere un segnale delle faide interne al partito di maggioranza. Naturalmente ora la confusione è grande e nemmeno l’Azzeccagarbugli di Renzo Tramaglino riuscirebbe a fare chiarezza. Però in democrazia contano i numeri per cui delle undici regioni amministrate dal centro-sinistra, la conta finale dei voti potrebbe assegnare alcune al centro destra che ora ne ha appena due su tredici: per i politici anche tre o quattro in più sarebbe una vittoria.
Noto che non sono il solo a pensare che dietro questo caos ci sia una grande regia del manovratore Berlusconiano. Certo questa volta gli ex-AN (é bene dire ex-tutto) hanno servito sul piatto d’argento l’occasione ghiotta per favorire queste strategie occulte (caso liste PDL Lazio) – Proviamo a spiegare: Chi può temere oggi più di tutti Berlusconi ? Certamente non il PD che é bravissimo ad autodistruggersi. Io direi Casini ? Fini ? Rutelli ? Cioé quel nuovo asse politico moderato e Riformista che potrebbe delinearsi nei prossimi mesi, dato per assunto che ormai il modello Berlusconiano in questi anni abbia mostrato tutte le sue anomalie e collusioni (tutti gli nuomini del RE) – Le prossime regionali che partono dall’11 a 3 del 2005 a favore centrosinistra certo non potrebbero ribaltare il dato a favore del PDL, nella migliore delle ipotesi dovrebbero finire con un sostanziale pareggio- A questo punto Berlusconi, che con la Lega si é assicurato il nord, avendo definitivamente dissolto AN nel PDL perché dovrebbe consegnare a Fini una Regione importante come il Lazio ? in accordo con UDC ? in fin dei conti lui se dopo le regionali governasse 6 regioni e non 7 o 8, con la maggioranza nei rami parlamentari che si ritrova, il potere economico-mediatico, il patto forte con la Lega che ha escluso AN dal Nord, relegandola nel povero centro-sud ed inoltre un Lazio alla Bonino (quindi un PD ancora più indebolito) cosa potrebbe di meglio auspicarsi ? Direte voi ma questo é Macchiavellismo? no dico io questo é Berlusconismo, io l’ho compreso tardi e me ne pento ma oggi lo combatto, Voi aprite gli occhi e ragionate con il vostro cuore e la vostra testa – Spero che questo sia un elemento in più per vederci chiaro- Una ultima considerazione – non muovete a compassione per gli ex-AN loro pagano oggi il prezzo della mancata formazione di una classe dirigente sovrastrutturata ma efficacissima nei passati anni 70/90, assolutamente non formata, selezionata ed adeguata alla sfida di questi tempi moderni. Basta vedere il Sindaco Alemanno che, chiamato a governare Roma ha costruito uno squadra di Governo che sfido chiunque a dimostrarmi avere i titoli per Governare – L’aver militato con passione in un Partito non può essere il solo titolo per essere Assessori, nemmeno l’esperienza di una o due Consiliature (all’opposizione), per governare bisogna avere titoli e non solo di Studio, ma anche competenza nella materia di cui si ha potere decisionale e portafoglio di spesa – Questi bravi ragazzi spesso non hanno nemmeno lavorato (vi rendete conto ?) – Tra qualche anno certamente avranno la competenza ma nel mentre avranno creato danni irreparabili ? Meditate gente Meditate