Metriquadri calpestabili/15: Millesimé
“Diceva Giorgio che era una questione di millesimi.”
“Ah.”
“E per quello non si poteva fare la votazione senza di loro, capito. Per via dei millesimi.”
“Esticazzi.”
“Ha un po’ ragione, no?”
“Ma neanche per idea. I millesimi vanno e vengono, l’amministrazione cambia, la palazzina resta.”
“E intanto gli amici di Adriana dicono che alla festa da lei non ci vanno più perché ha invitato Cosimo.”
“Ma davvero?”
“Sissì, hanno proprio fatto sapere che piuttosto vanno a ballare da Nichi.”
“Ma no.”
“Ma sì. E li puoi anche capire, poveracci. Cosimo è la sfiga.”
“Ma sì, non dico, è che… Nichi è…”
“… frocio?”
“… no, non quello.”
“Pugliese? Fricchettone? Uno con l’orecchino che ha bisogno di un logopedista? Cosa?”
“… no, cretino, comunista.”
“Abbi pazienza, ma detto fra noi, chi è che crede ancora ai comunisti? Neanche Silvio crede ai comunisti.”
“Vabbè, ma scusa, è una questione di forma, prima di tutto. Eleggeresti uno che poi ti decora tutta la palazzina a stencil del Che?”
“Nichi non mi pare il tipo. Al massimo c’è da preoccuparsi per qualche serata di pizzica di troppo. La cantina occupata. Cose così.”
“Non ti riconosco più.”
“Non ti agitare, è tutto perfettamente in linea con la logica dell’entropia.”
“L’entropia non ha logica.”
“Appunto.”

