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Le sarkozisme est Fini

Certo che è proprio sfiga! Mentre Fini, con il varo di Generazione Italia, si prepara alla traversata militante verso i lidi del post-berlusconismo, il nume del modernismo destrorso, Nicolas Sarkozy, dopo due anni appena di titaniche ruptures, viene seppellito da una montagna astensionista che proprio indice di radiose prospettive future per l’euro-destra moderna non è.

In queste regionali la Francia assomiglia parecchio all’Italia di cinque anni fa, quando la sinistra manda a casa il Cavaliere, ma solo per inerziale anti-berlusconismo. Anche in Francia, ieri, chi ha votato, ha votato contro, non per. I socialisti della Aubry sembrano i Ds di allora: poche idee e tutte confuse. Retorica nostalgica, metafisica del rassemblemant à gauche, opposizione al nemico: non progetto comune e alternativo.

È la sinistra simil-ulivista: elitaria, retorica, conservatrice. Non ha una storia da raccontare al paese ma lascia aperti i microfoni allo sfogatoio nazionale contro tutto quello che non va. Non va l’economia, non va il lavoro, non va niente. Embè? Indietro tutta, mesdames, messieurs. Indietro al paleolitico socialdemocratico, un po’ più verde, un po’ più bio…

La vera batosta per Sarkozy non è il calo di consensi – le regioni erano già tutte rosse, tranne due, Corsica e Franche-Comté – ma l’indifferenza. Alla vigilia del primo turno, in un’intervista al quotidiano amico, Le Figaro, Monsieur le President si era appellato agli indecisi perché, comunque votassero, non disertassero le urne. Si è visto come è andata.

Il problema ora è che come teoria politica il neo-repubblicanesimo sarkozista suona un sacco fico. Ma una volta al potere si è rivelato un caotico mix di inconcludenza e velleitarismo. Non una riforma importante andata in porto – liberalizzazioni, pensioni, 35 ore -, progetti culturali ambiziosi, come il programma sull’identité nationale, annichiliti dall’indifferenza generale, dossier di politica internazionale lasciati marcire a dispetto dell’interventismo rumoroso di Sarkozy, e in più un sacco di casini sociali, con la disoccupazione che galoppa, il deficit che avanza, l’industria che stagna.

Ora, Fini vede giusto quando individua nelle riforme di sistema – le riforme rupturiste – la via catartica all’italica redenzione. Ed è certo opportuno che, da statista popolare e credibile, si predisponga alla sfida prossima ventura per la leadership del centro-destra, lavorando per dare senso progettuale ad una militanza orfana di contenuti e idee. Ma prospettare il tragitto di Generazione Italia sulle rotte increspate del Titanic sarkozista, francamente, non risulta una strategia granché entusiasmante.

Faccia meno il politologo, Fini. È il cofondatore del principale partito di governo.  E allora, la sua rupture la faccia lì, nel partito che governa. Mostri di cosa è capace. Lo mostri adesso, non dopo. Dopo che, poi? Dopo aver permesso a Berlusconi di fare al paese, ancora per tre anni, tutto l’opposto di quello che riterrebbe invece opportuno si facesse lui? Si metta in mezzo, piuttosto. Si sporchi le mani. Non lasci che la nave affondi insieme al suo comandante nella speranza di poterne ereditare timone e passeggeri. Perché se la nave affonda senza che lui abbia fatto nulla per impedirlo la responsabilità sarà anche sua.

La Polverini, ad esempio. È la “sua” candidata. Il Lazio potrebbe diventare il laboratorio politico nel quale sperimentare la visione di governo del nuovo Pdl, così come il presidente della Camera lo immagina. E allora perché lasciare la palla a Berlusconi? Così, caro Fini, se Polverini perde, perderai tu. Ma se Polverini vince, vincerà Berlusconi.

3 commenti a “Le sarkozisme est Fini”

  1. [...] 15 marzo 2010 di Kuliscioff per The Front Page [...]

  2. l'esule scrive:

    Ma come si possono fare analisi politiche numeriche quando vota meno del 50%…

  3. nunzio scrive:

    I numeri sono sempre numeri a “prescindere” come diceva un simpaticissimo attore. Su quei numeri poi si può dire tutto e il contrario di tutto. Molto dipende da chi lo dice.

  4. [...] Fronte Page (che spiega in un editoriale “Perché critichiamo il Pd e non Berlusconi“), Le sarkozisme est Fini, non si può fare a meno ironicamente di notare: Certo che è proprio sfiga! Mentre Fini, con il [...]

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