Il Pd punta su Lazio, Piemonte e Liguria
Lettera B. Le parole chiave dell’ultima settimana di campagna elettorale, per il Pd, hanno tutte la stessa iniziale. Intanto devono assolutamente vincere quei tre: Bresso Burlando e Bonino. Gli sforzi degli ultimi giorni – pubblicità, presenze dei leader più amati, attenzioni da parte dell’ufficio stampa – si concentrano su Piemonte Liguria e Lazio.
Le prime due regioni, dove da sempre i due poli vincono o perdono per un’incollatura, vanno al voto in condizioni analoghe: due governatori uscenti non piacioni ma con personalità, che sul finire del mandato sono stati capaci di allargare la maggioranza con cui avevano governato, grazie a un sapiente corteggiamento dell’Udc, e che tornano alle urne con la coalizione più ampia possibile; ma che pure sulla carta sarebbero perdenti, stando ai risultati delle politiche e delle europee.
La cazzutissima Bresso, soprattutto, deve fermare l’avanzata leghista nel nord e salvare l’avamposto piemontese, necessario al Pd per restare partito nazionale e non solo del centro sud. L’antidivo Burlando non può fallire, perché la bandierina rossa sulla pur piccola Liguria servirà come il pane a riempire la cesta dell’opposizione, soprattutto se, come sembra inevitabile a meno di miracoli, verranno a mancare rispetto a cinque anni fa quelle che sventolavano in Campania e Calabria.
La Bonino infine, deve vincere quasi suo malgrado: arrivata in modo rocambolesco a essere la candidata di tutto il centrosinistra e quasi per caso a misurarsi per la prima volta con una reale e concreta proposta di governo, la pasionaria radicale era partita da sconfitta quasi sicura, ma ora che si ritrova con l’avversario auto-azzoppato non può perdere l’occasione. E chi ha parlato con Emma in questi giorni assicura del resto che la signora, all’idea di fare la presidente, ci sta prendendo gusto. Al Nazareno già pregustano la soddisfazione.
Poi c’è la B di Berlusconi. Al Pd sanno benissimo cosa li aspetta sabato: piazza San Giovanni sarà piena, c’è poco da fare. E il Cavaliere farà la star, come ha già cominciato a far vedere in questi giorni, utilizzando le sue corde preferite: ce l’hanno con me, i giudici mi perseguitano, i comunisti minacciano la libertà. La contromossa democratica è già decisa, anche perché è inevitabile: non cavalcare la carta giudiziaria, ma tenere l’agenda sui temi concreti, sulla crisi economica, su un capo del governo che pensa agli affari propri e non si occupa dell’Italia, che passa il tempo a guardare la tv e protestare al telefono invece di usare il telecomando per spegnere e dedicarsi alle riforme e al governo. Purtroppo, sanno bene al Pd, è una partita che si gioca in trasferta: perché quei pochi spazi televisivi rimasti, il Tg1 in testa, di fronte alla furia comunicativa berlusconiana che ci aspetta nei prossimi giorni non daranno certo una mano a far sentire le ragioni dell’opposizione.
Ma qui entra in gioco l’ultima B, quella di Bersani. Il segretario è in gran forma. Ha azzeccato il discorso di piazza del Popolo, grazie alla manifestazione dell’altro sabato è cresciuto come leader “costruttore” nella considerazione della gente del centrosinistra, ha vinto ai punti la sfida con un Tremonti nervosissimo e arroccato nel dibattito sull’economia alla camera. Dicono che il leader del Pd sia carico e ottimista, e deciso, come dice lui, a “tenere la barra dritta” e affrontare l’ultima settimana senza temere la riscossa del premier. Dicono anche che finora Bersani come segretario abbia avuto parecchia fortuna. Ma non c’è dubbio che, più che il fattore C, Bersani in questi giorni abbia in testa il fattore B.


La Puglia e’ data per vinta comunque o persa comunque? O il PD non vuole aiutare Vendola?
Mercedes Bresso, per vincere, deve prendere moltissimi voti a Torino e Provincia. Il resto del Piemonte è difficilmente recuperabile. Vergognosamente il TG regionale è completamente schierato con Cota…. insomma è un TeleCota. Ci propinano, ogni sera, Cota in tutte le salse, nonostante i suoi discorsi insulsi e la scarsità di idee.
Per Esule/
la Puglia allo stato attuale delle cose è considerata come regione sicuramente vinta dal pd.
[...] Articolo completo fonte: Il Pd punta su Lazio, Piemonte e Liguria | The Frontpage [...]
La Puglia è “regione sicuramente vinta dal Pd”? Col vice di Vendola arrestato e con il partito impegnato in una campagna di moralizzazione, vincere in Puglia sarebbe una barzelletta. Sul resto delle regioni non so, ma quella della Puglia è un’altra sciarada mossa da troppe manine…
che in Piemonte sia facile per la Bresso non si può dire di sicuro. Non solo perchè al di fuori della provincia di Torino la Lega la fa da padrona, essendo l’unico partito rimasto “vivo”, ma anche perchè come farà la Madama a recuperare i voti della Val Susa?
I Tg regionali sono dappertutto schierati, l’informazione è pilotata.
Nessuno interviene e dive le cose con il loro nome, Piemonte, Lombardia e Veneto è pieno di redattori eterodiretti e nessuno fiata, questo avviene da anni e la stessa sinistra non batte ciglio.
La lunga mano della Lega si vede, altro che roma ladrona, hanno occupato e militarizzato l’informazione.
Anni fa sventolavano la minaccia dello sciopero del canone, ora silenzio.
Sono fatti così.
Prendere o lasciare.
Vedremo la valle di Susa cosa sceglierà.