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Bossi (e Tremonti) vinceranno le regionali

Sono tanti i punti interrogativi che si addensano come nubi minacciose sulla maggioranza berlusconiana (al netto della fronda finiana e dei complotti di corte) in questa settimana di passione che precede la domenica delle palme e delle urne. Ma in questi giorni di tensione c’è soprattutto un dato che allarma il fronte dei falchi del premier: il boom della Lega al Nord. Il partito di Bossi potrebbe ritrovarsi con due governatori (Zaia in Veneto e Cota in Piemonte) e un clamoroso quasi pareggio a livello di voti di lista in Lombardia, senza contare un costante avanzamento nelle rosse Toscana ed Emilia.

Risultato: il voto regionale consegnerebbe al paese un governo a trazione nordista e sotto tutela dei leghisti, e quindi dell’ineffabile ministro Giulio Tremonti, neobazoliano, che a quel punto passerebbe in pole position rispetto al collega di rito andreottiano Gianni Letta, peraltro logorato dalla graticolo dei casi Bertolaso e Agcom, negli scenari di transizione post-berlusconiana prefigurati dai poteri forti.

L’exploit del Senatùr, poi, moltiplicherebbe le spinte centrifughe all’interno del Pdl, dove il triumviro Denis Verdini, che non si sente per nulla azzoppato dall’inchiesta sugli affari della Protezione civile, aspirerebbe al ruolo di coordinatore unico. I fari saranno sempre puntati sulle mosse del presidente della Camera Gianfranco Fini e sul fatidico lancio del suo dado neocentrista (resta però l’incognita delle truppe assicurategli dal fedele Bocchino) ma non è da sottovalutare l’esplosione delle istanze sudiste che potrebbero sfociare in un Partito del sud contrapposto a quello del nord.

Per ora ci ha messo sopra il cappello il ribelle siculo Gianfranco Micciché, ex vicerè azzurro in Sicilia, ma sottotraccia si registrano movimenti di “ortodossi” berlusconiani (Rotondi e anche altri) per dare vita a una formazione sudista di concerto con il Cavaliere. Del resto lo stesso Micciché ha mandato segnali distensivi a Palazzo Grazioli parlando di Partito del sud.

Il rimpasto, infine. In caso di sconfitta netta (ossia di nove a quattro per il centrosinistra bersanian-dipietrista), il premier potrebbe avere la tentazione di un riassetto dell’esecutivo, come il suo gemello francese Sarkozy. Un caso delicato potrebbe essere quello del ministro crociato anti-fannulloni Renato Brunetta, qualora fosse eletto sindaco di Venezia. Brunetta ha sempre precisato che manterrà il doppio ruolo, ma nel caos di una sconfitta nazionale potrebbe succedere di tutto. Pure che qualcuno reclami la sua testa.

7 commenti a “Bossi (e Tremonti) vinceranno le regionali”

  1. nunzio scrive:

    Anche in Germania c’è il partito bavarese che conta molto ma non si è mai opposto al ricongiungimento con l’ex ddr e agli aiuti alle regioni del nord afflitte dalla disoccupazione. Non credo che la crescita della Lega Nord possa costituire un problema per pdl e per la nazione. Il sud deve smetterla di piangersi addosso perchè ha enormi potenzialità e non sa sfruttarle perchè affetto da “assistenzialismo congenito”. Io sono del sud e ne sono orgoglioso ma lo sono di più quando mi confronto con gli altri senza pregiudizi.

  2. andrea lucangeli scrive:

    Da nordista – e da leghista – sottoscrivo in pieno quanto scritto da Nunzio. Il sud operoso, positivo e perbene non ha nulla da temere dalla Lega, anzi. Sono proprio i leghisti più convinti che esortano gli amici meridionali ad emanciparsi da mafia, corruttele ed assistenzialismo. Il Ministro Maroni sta facendo i salti mortali per riportare la presenza dello Stato in regioni dove….si era persa…
    Per il sud è molto meglio avere un leghista schietto che ti dice in faccia quello che pensa piuttosto che avere viscidi amici “democristiani” che col sorriso te lo piazzano nel sedere….

  3. [...] a leggere il post originale su The Front Page: Bossi (e Tremonti) vinceranno le regionali [...]

  4. sophia colpiacca scrive:

    Sono del sud e mi rifaccio alla lezione di Troisi:fra vivere un giorno da leone(con un leghista schietto di faccia)e cento da pecora (con un democristiano sorridente alle spalle) non sarebbe possibile viverne cinquanta da orsacchiotto? (con un qualsiasi politico decente non corrotto?)

  5. loremaf scrive:

    “Sono proprio i leghisti più convinti che esortano gli amici meridionali ad emanciparsi da mafia, corruttele ed assistenzialismo.”
    Cosa ci fa la lega al governo con tanti rappresntati della clientela e dell’ assistenzialismo meridionale ?
    Potrebbe anch’essa emanciparsi e abbandonarli sui cigli della strada.
    Mi chiedete i nomi: ecco fatto: Miccichè, Fitto, Cosentino, Di Gregorio, Mastella.
    Dite che questi non sono rapresentanti dell’assietnzialismo meridionale ?
    Allora dovrò andare quanto prima dall’ottico e di fretta.

  6. loremaf scrive:

    Sono convinto anch’io che questa tornata vedrà la Lega e Tremonti soddisfatti, forse anche qualche governatore di sinistra.
    Sicuramente qualche predellino resterà triste, ne hanno fatte di tutti i colori e continuano.

  7. Ottodixit scrive:

    Per me la cartina di tornasole è Renzo Latrota Bossi: se viene eletto pure lui vuol dire che questo povero paese non ha più un futuro.

    Se invece lo lasciano ai suoi studi di economia (!!!) e ai suoi fantastici videogiochi “centra l’immigrato” allora vorrà dire che gli elettori leghisti sono più intelligenti di chi li rappresenta.

  8. Maurizio scrive:

    Ma a rimanersenere in Lombardia questi fascisti verdi (di Bile o Visitors?).

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