Aiuto, privatizzano l’acqua!

Tale Pedica Stefano, dal popolo inopinatamente  eletto senatore Idv, alla manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua, sabato scorso, ha affermato: ”Questo governo privatizza un bene dell’umanità”. Fa eco Sappino Luca, di Sinistra ecologia e libertà: “L’acqua è e deve rimanere bene comune, privo di ogni valore economico, risorsa immune dalle speculazioni”.

Da noi la cosiddetta sinistra è imbattibile nello scegliersi battaglie di retroguardia e nel perdere, regolarmente, ogni guerra. Che il sistema di acquedotti sia inadeguato e vecchio; che somigli più a uno scolapasta che ad una delle infrastrutture più importanti di un paese civile; che l’acqua si perda,  si disperda e si inquini; che le tariffe siano fra le più alte di Europa; che in Sicilia, Puglia, Sardegna nel 2010 ci siano ancora nostri concittadini che vedono, quando la vedono, sgorgare acqua dai loro rubinetti due volte a settimana e per poche ore, per il resto del tempo dovendosi accontentare, manco vivessero in Africa, delle autocisterne… beh, tutto ciò a lorsignori fa un baffo.

Servono 10-20 miliardi di euro da investire nelle nostre reti idriche? E dove li trova lo Stato, con questi chiari di luna? Inoltre: avete mai visto un servizio fornito dallo Stato che sia migliore, meno costoso e più puntuale di quello fornito da un’azienda privata? Io mai. Allora, “privatizzare” l’acqua significherebbe questo: investimenti, posti di lavoro in più, tariffe più basse (causa concorrenza), risorse liberate per altri consumi.

Ci sono fette della popolazione che abbisognano di tariffe “sociali”? Si inseriscano clausole nella legge che obblighino i concessionari a praticarle. Si vuole controllarne il livello complessivo? Si stabiliscano tariffe al di sotto della media europea. Non si capisce perché da noi i servizi dovrebbero costare più di quanto costino in Germania o in Francia. Si introduca il concetto di price erosion: la curva di apprendimento, il recupero degli investimenti, la diminuzione dei rischi, sono fattori di riduzione dei costi nel tempo. Dunque si prevedano tariffe a scendere. O divieti di aumentarle. Si scelgano concessionari con i soldi, non la solita finanza amica, e si verifichi che i soldi vengano investiti veramente.

Questa sarebbe la battaglia politica per la sinistra, una battaglia seria, meritevole di essere combattuta. Ma la serietà, a sinistra, è merce rara. Quindi, maschietti e maschiette, prepariamoci: il fregnacciume progressita con ‘sta storia della privatizzazione dell’acqua ci farà due zebedei grandi come la portaerei JFK. Altro che il global warming! Ci ripeteranno in dodicimila salse diverse che “pubblico” vuol dire “nostro”, cioè di noi cittadini. Invece, rimarrà “loro”, cioè dei politici, dei loro portafogli, del parentame fino al grado ventesimo, degli amici e delle amiche degli amici che portano voti. Cioè di quei parassiti che da sempre campano alla grande sulle spalle del resto della nazione.