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L’ispettore Veltroni

Alla richiesta da parte di Walter Veltroni della riapertura del caso Pasolini ha risposto, pacatamente e serenamente,  il ministro della giustizia Angelino Alfano. Il guardasigili ha detto che non rientra  nei suoi poteri riaprire l’indagine, ma ha segnalato alla procura di Roma la richiesta di un supplemento di indagine proposto dall’ex leader del Pd. Quella dei cold cases, deve essere una moda bipartisan se in piena campagna eletorale persino La Russa ha annunciato che si indagherà (lodevolmente) per dare un nome ad alcuni dei martiri delle Fosse Ardeatine.

In un paese così smodatamente rivolto al futuro, perchè improvvisamente sorge questa necessità di guardare indietro? Mah. Molti si chiedono le ragioni di questa mossa di Garabombo (finora) l’invisibile: nostalgia canaglia dei tempi del Pincio e della Fgci col suo amico Borgna e Bettini? Tentativo di imitare il giudice Baltazar Garzon con le indagini sui
morti della guerra civile spagnola e sui dittatori argentini?  La speranza di diventare co-autore di Carlo Lucarelli in Blunotte?

Dicono che nell’ex leader democratico la passione per la cronaca nera a sfondo politico si sia fatta insopprimibile e che stia preparando altri “speciali post mortem“: su Piazza Fontana, l’Italicus, la scomparsa di Mattei, il caso Montesi e persino uno sullo smemorato di Collegno.

Per indagare sulla tragica fine del partito da lui fondato invece bisogna aspettare le elezioni. Dove si spera ancora nella “caduta della mela del consenso”, ancorochè rinsecchita, nelle ruvide mani bersaniane, e dunque il soggetto dato per spacciato dopo la tragedia delle primarie potrebbe passare dal coma profondo a quello vigile. Sulla scomparsa del Pd, dunque, special rinviato, almeno per ora…

1 commento a “L’ispettore Veltroni”

  1. Marcello scrive:

    Ma non era in Africa?

  2. [...] Il seguito di questo articolo: L’ispettore Veltroni [...]

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