Le rivendicazioni di lady Mastella
Intervista strappalacrime, e non solo, dall’esilio. I settimanali rosa arrivano spompati alle urne della Domenica delle Palme con la solita eccezione del berlusconiano Chi di Alfonso Signorini che propina ai suoi lettori-elettori una ficcante conversazione con lady Sandra Mastella, costretta al confino romano dai magistrati dell’inchiesta napoletana sull’Arpac nonché candidata alle regionali con l’Udeur del marito Clemente ritornato con il centrodestra. L’intervista sarebbe da riportare integralmente, ma ci limitiamo ai passaggi salienti.
Chiede la giornalista alla presidente uscente del consiglio regionale della Campania: <Il giudice ha deciso, però, che può fare la campagna elettorale su Internet…>. Risponde l’esiliata: <Questa restrizione vale solo per me? Non c’è par condicio. Se non verrò eletta, sarà colpa loro. Nelle province di Napoli e di Benevento la copertura Adsl non è totale e poi molti anziani non sanno come funziona Internet>. E uno. Poi un fendente alle donne del Pd, sue colleghe di coalizione fino a qualche tempo fa: <Le ringrazio tutte di questo silenzio assordante. Dov’è la solidarietà femminile? Hanno paura di esporsi, anche se non c’è un capo di imputazione vero a mio carico. Sono sotto inchiesta per due spintarelle, che non ho dato, e per una frase (“Per me questo è come se fosse un uomo morto”), che sta pure nel film Baciami ancora. Per una donna come me, che ha fatto il suo dovere ed è stata esiliata su due piedi, dovrebbero stare tutte qui sotto a fare la rivoluzione!>. Un’idea suggestiva.
Lady Sandra entra anche nel merito dell’inchiesta. Con una rivendicazione che arriva dal suo passato di studentessa negli States: <Se segnalare qualcuno viene considerato un reato, dovremmo essere tutti quanti in galera. Siamo un popolo di ipocriti. Io vengo dagli Stati Uniti, dove la raccomandazione, documentata e ufficiale, è fondamentale per ottenere un lavoro>.
Imperdibile su Diva e Donna (gruppo Cairo) una foto di Gianfranco Fini seduto sulla panchina di un parco romano: le mani giunte in grembo, le gambe accavallate, gli occhiali scuri. Il presidente della Camera è ripreso mentre, assopito, si gode un po’ di sole, mentre la compagna Elisabetta Tulliani con in braccio la loro figlia Carolina è su un risciò guidato da Italo Bocchino, anche lui con prole. La foto dà l’idea dell’avanguardia delle truppe finiane.
C’era una volta un giornalista. Dalla rubrica “Signora mia” di Carlo Rossella su Chi: <Ho letto da qualche parte che Oliviero Toscani sostiene che l’intelligenza delle donne è inversamente proporzionale ai centimetri dei loro tacchi. Tu che cosa ne pensi? Manu, Rieti>. <Cara Manu, Toscani appartiene al partito “piedi nudi nel parco”. Io a quello dello stiletto ben temperato. Conosco donne intelligenti come Daniela Santanchè che portano tacchi altissimi. E altre che, dinnanzi a un uomo che non ama lo stiletto, alzano i tacchi e se ne vanno>.


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meglio non pensare altrimenti mi beccherei una querela per oltraggio da quegli inquisitori che hanno “esiliato” la presidente del consiglio regionale campano.
E poi dicono che la giustizia va bene così com’è.
Che orrore.
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Scusate, ma credo di aver perso qualche puntata: quali pubblicazioni di prestigio e quali iniziative epocali ha prodotto la N.D. nel corso della Sua vita pubblica che giustifichino tanto interesse per la prosecuzione della Sua carriere politica?
Ora che è stata rieletta che succede? Viene revocato l’esilio? Mah. Non vorrei essere nei panni di quei magistrati che hanno avuto la luminosa idea di mandarla a vivere nella capitale per tenerla lontana dagli elettori che ora hanno presentato il conto. Quale sarà la nuova mossa per bloccarla per un altro giro?