I sondaggi clandestini impazzano in Rete
Durante “la più brutta campagna elettorale della storia della Repubblica”, secondo Marcello Sorgi sulla Stampa, pare che nessuno si sia accorto delle corse clandestine di Right Nation (o forse tutti le sbirciano in silenzio), ovvero dell’escamotage creativo adottato da Andrea Mancia per la terza (o quarta?) campagna elettorale consecutiva. A onor di cronaca la domenica delle elezioni gli ultimi pronostici annunciavano un Gran Prix del Lazio in bilico tra Polverenne (49,2) e Fan Bonin (49,8), quello della Puglia quasi saldamente alla briglia di Fan Vendol, 46,8 contro il 43 di Palenne e il 9.5 di Ipson de Borton. In Piemonte Fan Bressol conduceva di misura (49,1 a 48,1) su Cotenne, mentre in Campania Caldenne (49,1) sopravanzava nettamente Fan De Luc (45,3) e General Ferrer (3). Il resto come da sondaggi “ufficiali”.
Tv senza politica, sotto elezioni: non esiste in nessun paese del mondo libero (e semilibero). Si può dire, come ha fatto Santoro, che in questo c’è puzza di fascismo, ma è indubbio che quello che è riuscito a combinare con Raiperunanotte non se lo sarebbe mai nemmeno sognato senza la censura del Caimano. Idem per Mentana Condicio sul sito del Corriere. “Mentana e Santoro hanno avuto il merito di sperimentare la sinergia tra nuovi media e vecchi contenuti. Hanno avuto il merito di proporre prodotti professionalmente ineccepibili, anche dal punto di vista tecnico”, sentenzia Aldo Grasso.
Raiperunanotte però ha fatto di più. Piaccia o no, quello che è successo giovedì a Bologna ha segnato un punto di svolta. Un po’ come se le famose “piazze televisive”, inventate da Angelo Guglielmi negli anni ’80, fossero uscite dallo schermo e avessero dato vita a un’immensa piazza relazionale, a cui hanno partecipato i pensionati di TeleLombardia, i fans stipati davanti ai maxischermi sparsi per l’Italia, gli studenti col portatile. Santoro parla del 13% e rotti di share (facendo la somma degli ascolti delle 45 tv collegate) e di 120.000 utenti unici in Rete, a cui va aggiunta la gente in strada e chi s’è visto qualche pezzo su YouTube. Difficili da calcolare, ma davvero tanti.
Certo, le solite “storie da raccontare” di Santoro (i problemi veri della gente normale) a Raiperunanotte sono parse ancor di più degli spot fra le passerelle delle star della libera informazione, tutte impeccabili (a parte Morgan) e al gran completo. “In fondo si può essere felici anche da poveri, basta avere tanti soldi”, diceva Pozzetto nel Povero ricco.
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Anche termometro politico ha il suo escamotage metereologico:
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Vero. Sui dati, a differenza di Right Nation, il Termometro Politico da in testa Cota su Bresso. Per il resto siamo lì.
Certo che non si è mai visto sotto elezioni tv senza politica. Sopravviveremo anche a questo. Sopravvivemmo, illo tempore, a Benigni da Biagi (Enzo) e a Travaglio da Luttazzi che per primi se ne fregarono bellamente e dell “pav condicio”. Ma quelli facevano satira…
Le regole, quà da noi, sembrano fatte apposta per essere trasgredite. Una volta trasgredisce l’uovo, l’altra volta (siccome bla bla), la gallina. Il risultato è che tutti ritengono di avere ragione e invece hanno tutti torto.
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alle prossime elezioni i numeri li dò pure io abbinati ai calciatori delle squadre in campo. Di sicuro ci prenderò