La sconfitta nel Lazio è soltanto colpa di Emma
Siamo proprio italiani e non c’è nulla da fare: popolo di cuore e istinto. Nel Lazio la gente non si è fidata della Bonino e ha avuto ragione, perché Emma non è una democratica e non è nemmeno una radicale.
Voto radicale da prima che nascessi. I miei genitori sono: il primo un nostalgico dell’Msi e l’altra una socialista craxiana. Mio fratello ed io non sapevamo che scegliere: bianchi o neri? In Veneto, negli anni ’80, o eri democristiano o neo-fascista. Ma noi eravamo diversi: figli di separati dalla tenera età, figli di madre straniera e di padre play boy, non potevamo omologarci, perché farlo significava entrare a far parte del mondo dei normali e la nostra “anormalità familiare” non sarebbe più stata sopportabile nella convivenza sociale.
Verso i 14 anni – prima mio fratello più grande, lo ammetto – per casa è cominciata a risuonare Radio Radicale. A 18 anni lui era responsabile del Club Pannella della nostra città. Io ero invece diventata una macchina da firme: dove arrivavo il tavolo faceva manbassa di adesioni, che fossero referendum, presentazione di liste, proposte di legge di iniziativa popolare; individuavo la faccia, la puntavo dall’inizio della piazza e quella persona diventava mia, firma sicura! Alle Regionali del 2000 ero diventata una trottola: nella mia Peugeot caricavo le persone, gli autenticatori, e passavo a chiudere le liste di città in città: Verona, Venezia, Treviso, Vicenza, Rovigo.
Poi lo sbarco a Roma, quando, dopo le politiche del 2001, la simpatia per i radicali diventa una missione di vita. Crescendo, poi, si capisce che la vita è un’altra cosa, ma il modo di essere rimane: l’affezione, l’adrenalina, il capire le battaglie, anche quelle più incomprensibili, lo spirito di legalità, lealtà, giustizia, la lotta a costo della vita. Pannella si nasce, Bonino si diventa.
Sì, perché Emma Bonino è l’immagine sbagliata del partito radicale, è colei che svende il partito usando il metodo radicale. Scioperi della fame? Non ci crede nemmeno lei, e quando nel 2001 al fianco di Luca Coscioni (lui oggi non c’è più) perde le elezioni politiche non superando lo sbarramento, la delusione è talmente alta che scappa al Cairo, al fianco di un fantomatico (inventato di sana pianta) dottore egiziano, ad imparare l’arabo.
Lei, che era stata commissario europeo calata dagli elicotteri per parlare con i pescatori spagnoli, si era rivista nei tg nazionali con le labbra secche, nel letto di un ospedale, ad elemosinare un po’ di spazio in tv, come succede sempre in questi casi. Quello sciopero le ha fatto perdere due denti e fu un’esperienza che oggi vorrebbe solo scordare.
Pannella, invece, ricorda ogni singolo attimo dei suoi momenti più sofferenti. E’ impressionante come lui riesca a ricostruire ogni sua azione non violenta, in maniera così opportuna, inserendola in un contesto che fa della storia passata qualcosa di così presente e attuale. E’ difficile seguire i discorsi di Marco, perché lui parte ogni volta da Altiero (Spinelli) ed Ernesto (Rossi), da Piero (Calamandrei) e dai fratelli Rosselli. Parla di Pier Paolo (Pasolini) e di Bettino (Craxi), di Benedetto (Croce) e ci inserisce Adriano (Sofri), persone che sono e sono state la storia del nostro paese: e lui era al loro fianco in questa storia.
Emma, dall’altra parte, è facile quando parla, perché tutti capiscono cosa vuole dire: parla di attualità, è semplice, è brava, è efficace, “è una pasionaria”, dicono. Si commuove, sviene proprio quando serve, sorride in maniera convincente. Se la incontri per strada e le dici “Ciao Emma!”, se non ti conosce ti potrebbe anche regalare un cenno del capo fatto con gentilezza. Se la conosci e la incontri nei corridoi del partito, se le dici “Ciao Emma”, difficilmente farà lo sforzo di alzare lo sguardo.
Ecco, la colpa di questa sconfitta è solo sua, non è del Pd, non è della tv che ha dato spazio solo a Berlusconi: lei c’ha messo la faccia e lei ha perso. Per un radicale oggi questa ferita è ancora più profonda, perché questa volta ci avevamo creduto un po’ tutti, vincere ogni tanto fa piacere, anche se si è abituati a perdere sempre. La colpa di tutto questo è solo sua, di Emma, della sua falsità, del suo opportunismo.
Se un radicale arriva ad essere candidato alla Regione più importante d’Italia, significa che i radicali hanno fallito, hanno fallito nel proprio dna: essere l’antivirus della democrazia italiana. E questa caratteristica la Bonino non l’ha mai avuta, da commissario, da ministro e oggi da vicepresidente del Senato. Complimenti alla Polverini, ci ha creduto e se l’è meritato. Mi auguro di vedere Emma entrare nel Pd, sarebbe l’ennesima conferma che quel partito non esiste.


antonello marzano scrive:”Le regole sono regole, è vero, e vanno rispettate. Ma quando producono l’assurdo di rischiare di far fuori a tavolino il proprio avversario, un liberale dovrebbe avere l’eleganza di fare un passo indietro e proporre una sfida ad armi pari.”
E PANNELLA,BONINO E I RADICALI CHE COSA HANNO PROPOSTO??
MARZANO TI SFUGGE QUALCOSA.HAI LA MEMORIA CORTA.
Isio dixit: E PANNELLA,BONINO E I RADICALI CHE COSA HANNO PROPOSTO??
MARZANO TI SFUGGE QUALCOSA.HAI LA MEMORIA CORTA.
In questo caso basta la memoria corta, e io ho quella di domenica e lunedì scorsi, quando s’è votato SENZA la lista del Pdl.
Ogni altra giustificazione sarebbe pura ipocrisia: te la puoi risparmiare.
@ loremaf: facciamo a capirci! La dirigenza quarantenne della Lega è tutta gente che ha studiato, si è trovata un lavoro, ha visto come vanno le cose del mondo ed ha scelto Lega (è anche il mio curriculum…).
I dirigenti di sinistra non hanno studiato, non sono laureati, non hanno mai lavorato ed hanno fatto carriera solo come funzionari di partito (in russo si direbbe apparatnick…)
Secondo Te qual’è la classe dirigente più vicina alle vere istanze della gente?
Perchè???
Allora capiamoci bene:
che la lega abbia dei quarantenni capaci, competenti, e anche laureati e a suo merito, che possano essere classe dirigente sperimentata per il Paese, visto il peso specifico della lega, onestamente me lo auguro, ho qunalche dubbio quando sceglie le “trote” o personaggi di tale spessore, visto che funzionarietti piccoli piccoli girano anche da quelle parti.
Che la sinistra debba andare oltre il funzionariato di partito credo che l’abbia capito, persone competenti capaci sono presenti in alrga parte anche da quelle parti, Marino, Ichino, Finocchiaro, Chiamparino e via.
Che un appparato sia superato, prima lo capiscono e prima e meglio per il apese, perchè dalla competizione tra sue qualità si potrà solo che migliorare.
Però, c’è un però, quando si approvano leggi elettorali come quelle bulgare o di calderoniana memoria, c’è poco da selezionare c’è solo da essere nominati dal segretario/presidente/comandante.
Poi mio caso amico, spero che non ti offenderai se ti chiamo così,ad ognuno i suoi studi e i suoi titoli, che non credo vadano elencati in questo spazio, ma l’assicuro che la Bonino ha i suoi come noi tutti e credo che per davvero siamo un tantino tutti al di sotto.
Chieda in Bocconi, in quel covo di comunisti.
Poi se proprio ti capita chiedi ai sostenitori della stessa aria politica la qualità e il numero dei dirigenti della regione siciliana, campana, o laziale, ma anche del comune di milano quale sia la trafila per ricoprire le cariche dirigenziali, con o senza titoli necessari. Questo riguarda tutti.
Poi per classe dirigente, oltre quella politica, in un paese decente, ritengo che sia oltremodo importante anche quella di banche, aziende e altro ancora, compresa quella di alitalia e/o di sea, rai e via cantando……
personalmente i miei genotori mi hanno sempre detto prima studia, ti laurei per bena, lavora e poi ti dedichi alla politica, se vuoi.
@ loremaf: sono perfettamente d’accordo con Te, in sostanza diciamo la stessa cosa, Tu vista da sx io da dx….
Una classe dirigente giovane, preparata e motivata fa bene al paese, sia che sia di destra sia che sia di sinistra.
Apprezzo enormemente Cacciari e Chiamparino (che, però, non sono proprio dei giovincelli…) mentre rottamerei subito i Mastella, i Lombardo e pure alcuni ministri (Matteoli in primis…)
antonello marzano scrive:”In questo caso basta la memoria corta, e io ho quella di domenica e lunedì scorsi, quando s’è votato SENZA la lista del Pdl.
Ogni altra giustificazione sarebbe pura ipocrisia: te la puoi risparmiare.”
LA MEMORIA CORTA DI COMODO, MARZANO!
PROVA, SE CI RIESCI, A TORNARE INDIETRO ANCHE SOLO DI UNA SETTIMANA/DIECI GIORNI.ESSENDO TU UN ASSIDUO ASCOLTATORE DI RADIO RADICALE, PERCHE’ DA ALTRI NON POTEVI SENTIRLO, TI DICONO NIENTE LE PAROLE SANATORIA,RINVIO ELEZIONI DI UN MESE,30 GIORNI PIENI DI CAMPAGNA ELETTORALE CON ANCHE LA LISTA PDL…..
Ogni altra giustificazione è pura ipocrisia: te la puoi risparmiare.
@LUCHI:peccato che la Bonino abbia ottenuto 9 punti percentuali piu’ della Polverini proprio a Roma città,sede del Vaticano….come la mettiamo?
@claudio velardi Se ho dato l’impressione di criticare FP, per la pubblicazione dell’articolo della gaia Elettra, devo aver sbagliato qualcosa. Naturalmente ognuno deve essere libero di pubblicare quello che vuole,mancherebbe. Poi il lettore giudica, interpreta. Se il pezzo è “de core” (ingrato, aggiungo io; una hit di Nunzio Gallo che sicuramente Velardi ricorda) meglio opporre il cervello. Il mio, per quel che vale, ci vede un forse maldestro tentativo di indirizzare (male) l’inevitabile dibattito interno (sub specie elaborazione del lutto) dei radicali. Ma non mi sogno di addebitarlo alla ditta Velardi & Rondolino almeno come intenzione. Non ho prove e sono un garantista. E se pure fosse, la linea “armiamo il casino e poi qualcosa magari succede” ha ascendenti illustri. Non sarò io a criticarla. Mi sono solo limitato a contribuire al casino con un pezzullo a metà strada fra “La settimana enigmistica” e Mino Pecorelli.
Non escludo di ampliarlo fino alle dimensioni del ‘feullieton’. Titolo: “La pugnalatrice scaligera”.
Vedo (e ascolto) comunque che i radicali continuano ad essere del tutto “immuni” da autocritiche.
In pratica, la teoria è la seguente: B. perde perchè non ha di fronte Polverini, ma perchè c’è una cospirazione di tutto il Male possibile coalizzato contro di lei (dal Vaticano a Berlusconi, dai TG ai GR, ecc.) con le sole eccezioni dei tribunali, i Tar e il Consiglio di Stato, forse.
Non ci siamo, non ci siamo proprio. Capisco che conviene perchè tiene unite le truppe e fa gioco per il prosieguo della baracca, ma quanto ancora può durare? Spero che fra di loro si discuta in separata sede anche di politica, oltre che di fantapolitica. E spero che si ragioni anche sugli zerovirgola di tutt’Italia e non solo sulle grandi cospirazioni laziali.
Questa la situazione, questi i fatti e misfatti. Buona cospirazione se potete.
sembra che le critiche più agguerrite vengano tutte da ex radicali.. (un cult..) con tanto di citazioni pannelliane.. vecelliane..ecc ecc.. ma non è che c’avete il dente avvelenato perchè la Bonino non salutava nenche voi eh?
buona giornata, se potete.
[...] Per approfondire consulta la fonte: La sconfitta nel Lazio è soltanto colpa di Emma [...]
marzano!!!
du palle l’autocritiche!!
..e siccome ti conosco non mi sembra che anche tu sia bendisposto alle autocritiche!
non sarà che sò du palle anche per te.
MARZANO!!!!
marzano!!!
du palle l’autocritiche!!
..e siccome ti conosco non mi sembra che anche tu sia bendisposto alle autocritiche!
non sarà che sò du palle anche per te?
MARZANO!!!!
Questa la situazione, questi i fatti.
buon du palle anche a te.
Ritengo che la posizione velardiana: Polverini è popolare quindi va meglio di Bonino . si è dimostrata vera. Però il Lazio resta ai fascisti, si deve dare una mano a tutti i pecorecci che esistono? Mica tutti abbiamo l’assicurazione sulle malattie e i soldi per gli asili nidi privati. Ormai sta cavolo di politica la fanno i ricchi che se ne fregano di chi resta indietro e fa la fila al policlinico