La sconfitta nel Lazio è soltanto colpa di Emma
Siamo proprio italiani e non c’è nulla da fare: popolo di cuore e istinto. Nel Lazio la gente non si è fidata della Bonino e ha avuto ragione, perché Emma non è una democratica e non è nemmeno una radicale.
Voto radicale da prima che nascessi. I miei genitori sono: il primo un nostalgico dell’Msi e l’altra una socialista craxiana. Mio fratello ed io non sapevamo che scegliere: bianchi o neri? In Veneto, negli anni ’80, o eri democristiano o neo-fascista. Ma noi eravamo diversi: figli di separati dalla tenera età, figli di madre straniera e di padre play boy, non potevamo omologarci, perché farlo significava entrare a far parte del mondo dei normali e la nostra “anormalità familiare” non sarebbe più stata sopportabile nella convivenza sociale.
Verso i 14 anni – prima mio fratello più grande, lo ammetto – per casa è cominciata a risuonare Radio Radicale. A 18 anni lui era responsabile del Club Pannella della nostra città. Io ero invece diventata una macchina da firme: dove arrivavo il tavolo faceva manbassa di adesioni, che fossero referendum, presentazione di liste, proposte di legge di iniziativa popolare; individuavo la faccia, la puntavo dall’inizio della piazza e quella persona diventava mia, firma sicura! Alle Regionali del 2000 ero diventata una trottola: nella mia Peugeot caricavo le persone, gli autenticatori, e passavo a chiudere le liste di città in città: Verona, Venezia, Treviso, Vicenza, Rovigo.
Poi lo sbarco a Roma, quando, dopo le politiche del 2001, la simpatia per i radicali diventa una missione di vita. Crescendo, poi, si capisce che la vita è un’altra cosa, ma il modo di essere rimane: l’affezione, l’adrenalina, il capire le battaglie, anche quelle più incomprensibili, lo spirito di legalità, lealtà, giustizia, la lotta a costo della vita. Pannella si nasce, Bonino si diventa.
Sì, perché Emma Bonino è l’immagine sbagliata del partito radicale, è colei che svende il partito usando il metodo radicale. Scioperi della fame? Non ci crede nemmeno lei, e quando nel 2001 al fianco di Luca Coscioni (lui oggi non c’è più) perde le elezioni politiche non superando lo sbarramento, la delusione è talmente alta che scappa al Cairo, al fianco di un fantomatico (inventato di sana pianta) dottore egiziano, ad imparare l’arabo.
Lei, che era stata commissario europeo calata dagli elicotteri per parlare con i pescatori spagnoli, si era rivista nei tg nazionali con le labbra secche, nel letto di un ospedale, ad elemosinare un po’ di spazio in tv, come succede sempre in questi casi. Quello sciopero le ha fatto perdere due denti e fu un’esperienza che oggi vorrebbe solo scordare.
Pannella, invece, ricorda ogni singolo attimo dei suoi momenti più sofferenti. E’ impressionante come lui riesca a ricostruire ogni sua azione non violenta, in maniera così opportuna, inserendola in un contesto che fa della storia passata qualcosa di così presente e attuale. E’ difficile seguire i discorsi di Marco, perché lui parte ogni volta da Altiero (Spinelli) ed Ernesto (Rossi), da Piero (Calamandrei) e dai fratelli Rosselli. Parla di Pier Paolo (Pasolini) e di Bettino (Craxi), di Benedetto (Croce) e ci inserisce Adriano (Sofri), persone che sono e sono state la storia del nostro paese: e lui era al loro fianco in questa storia.
Emma, dall’altra parte, è facile quando parla, perché tutti capiscono cosa vuole dire: parla di attualità, è semplice, è brava, è efficace, “è una pasionaria”, dicono. Si commuove, sviene proprio quando serve, sorride in maniera convincente. Se la incontri per strada e le dici “Ciao Emma!”, se non ti conosce ti potrebbe anche regalare un cenno del capo fatto con gentilezza. Se la conosci e la incontri nei corridoi del partito, se le dici “Ciao Emma”, difficilmente farà lo sforzo di alzare lo sguardo.
Ecco, la colpa di questa sconfitta è solo sua, non è del Pd, non è della tv che ha dato spazio solo a Berlusconi: lei c’ha messo la faccia e lei ha perso. Per un radicale oggi questa ferita è ancora più profonda, perché questa volta ci avevamo creduto un po’ tutti, vincere ogni tanto fa piacere, anche se si è abituati a perdere sempre. La colpa di tutto questo è solo sua, di Emma, della sua falsità, del suo opportunismo.
Se un radicale arriva ad essere candidato alla Regione più importante d’Italia, significa che i radicali hanno fallito, hanno fallito nel proprio dna: essere l’antivirus della democrazia italiana. E questa caratteristica la Bonino non l’ha mai avuta, da commissario, da ministro e oggi da vicepresidente del Senato. Complimenti alla Polverini, ci ha creduto e se l’è meritato. Mi auguro di vedere Emma entrare nel Pd, sarebbe l’ennesima conferma che quel partito non esiste.


Elettra, ripigliati!
Coraggio Elettra, Ti capisco. Anch’io per 11 anni ho votato – credendoci – per Marco & Co. (dai 18 sino ai 29 anni).
C’è stato anche un breve periodo di felicità quando Marco partecipava ai congressi della Lega (con Bossi ed il Prof.Miglio) e veniva acclamato dalla base leghista come uno di loro….
Poi tutto si è sputtanato….i Radicali hanno virato a sinistra, le menti più sveglie (e meno servili) se ne sono andate (Taradash, Della Vedova etc.) ed il partito si è involuto diventando una robetta residuale….
Ps tanto per la cronaca, dopo 11 anni di Radicali è da 16 anni che voto convintamente Lega….
A quanto pare, nessuno è profeta in patria.
Se pensi questo di Emma tu che dici d’essere radicale, perché avrebbero dovuto votarla coloro che radicali non sono?
Io invece l’ho votata con convinzione, proprio perché Emma mi pare un’esempio più unico che raro ci “radicale risolto”; una che cerca di portare la sua radicalità all’interno di una forza che abbia massa critica, niente a che fare coi transfughi di varie parrocchie, i Capezzone, i Rutelli, i Taradash, ecc. ecc.
Era troppo bello per essere vero, tutto qua.
Ma questo è il sito di Claudio Velardi ex collaboratore di D’Alema, Assessore regionale di Bassolino, consulente della campagna elettorale della Polverini e soprattutto grande teorico del “mettiamoci d’accordo” tanto da teorizzare tempo addietro una bella lista bipartisan a Napoli.Ricordo le lodi di Letta “con cui si risolve ogni cosa” in una intervista TV. D’Alema guarda cosa hai prodotto!!!
ed io che mi vergognavo di ammettere che nonostante le discontinue solidarietà, l’occasionale militanza referendaria, nonostante la dipendenza patologica da massimo boldrin, non fossi proprio capace di respingere, soffocare, abbattere una volta per tutte la repulsa per quell’alterità così pura, così puramente snob, così snobbisticamente settaria…
brava elettra. questo pezzo è la cosa più onesta ed affettuosa e lucida e – permettimi – decomplessata – che mi sia mai capitato in sorte di leggere. e leggerlo è stato, francamente, un’esperienza liberatoria!
Piero, PIERO Calamandrei
La Bonino raccoglie quello che seminato. Essendo una fondamentalista antivaticano da sempre non può pretendere di vincere a Roma…..la chiesa non perdona ha mille gangli e mille leve. I radicali non vinceranno mai proprio perchè sono “radicali” .Il mondo e la realtà è variegata quindi va capita e non attaccata in modo radicale.
che bella collezione di meschinità
@ nicola: non sono per nulla meschinità, è la pura e semplice verità. Visto “dal di dentro” l’universo radicale non è proprio così “cristallino” come vorrebbero far credere all’esterno: ci sono faide interne pazzesche, lotte di potere, scomuniche emesse dal “Papa laico” Pannella, teste che volano, nessuna pietà per i “traditori” del “Messia laico” (domandare a Capezzone per chiarimenti…)
Beh, che dire… Emma ha perso, è vero,
Emma è una Radicale atipica forse, ma guardiamo in faccia alla realtà, dopo il “Caso Marrazzo” vincere in Lazio per il Centro Sinistra sarebbe stato impossibile con qualunque altro candidato; Emma ha perso è vero, ma ha perso per poco… molto poco, ha potuto giocarsela, ha condotto una battaglia persa fino in fondo, come solo i Radicali sanno fare. Per questo, Grazie Emma, per un po’ ci abbiamo creduto!
Cara Elettra,
allora perchè il partito radicale ha preso così pochi voti, io direi che la sconfitta “di misura” è solo merito di Emma….
per le ragioni che dicevo sopra: “Se un radicale arriva ad essere candidato alla Regione più importante d’Italia, significa che i radicali hanno fallito, hanno fallito nel proprio dna: essere l’antivirus della democrazia italiana”.
Meno prendono i radicali alle elezioni, più problemi per la democrazia del paese ci sono… sono come una cartina tornasole. Lei è la dimostrazione che non è radicale, non so se mi spiego.
Elettra mangiato pesante?
@Kuliscioff. Signora, mi chiamo Bordin, Massimo Bordin
La dispenso da qualsiasi dipendenza.
@la Gaia Elettra. Vedo dei progressi. Da un “Foglio” qualunque siamo arrivati alla “Front Page”. Ma lo stile è il medesimo. Una piccola e bionda accoltellatrice. Il mandante è sempre lo stesso, stavolta lo hai quasi svelato. Distrazione o è l’attacco finale ? La lama è diversa. Era puro acciaio siberiano ora è una “molletta” raccattata in un vicolo o persa ad Anacapri. Ma gli armieri sono comunque i più simpatici, pensa tu come siamo messi.
massimo b.
Grande direttoreeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!
Sublime commento direttore….sublime
Ma chi è sta Elettra…? che perfino Massimo Bordin si mette a risponderle…
Cercando su Google mi ha attratto il titolo… dopo le prime righe ho capito che era una idiota che parlava di se stessa.
Se una persona è candidata a qualcosa (vince o perde) la responsabilità è di quella persona candidata (in democrazia… quindi anche nel Lazio d’Italia per quel pochissimo di democrazia rimastaci). Scoperta l’acqua calda! Naturalmente vale di meno per “Frangetta Polverini” chè ha avuto il Kuliscioff prima di Ballarò e poi di capitare nel Partito dei Miracoli.
Scrivo dalla Sicilia… e quando si può voto Radicale anche in questa terra… e la BONINO/Radicale da quì è sembrata uno spiraglio, una speranza, un simbolo, un sogno che qualcosa di concreto finalmente potesse succedere… non è successo per pochissimo. Dico Emma continua non ti fermare l’Italia ha bisogno di TE e di gente come te! (Che importa chiamarsi radicali, cattolici, democratici, anarchici… abbiamo bisogno di onestà, legalità, capacità).
Quando finalmente finirà la lunga notte berlusconiana ci vorrano 10-15 anni di onesta politica per rimettere l’Italia repubblicana e democratica nuovamente a livelli europei. Elettra (chiunque tu sia) visto che hai voce fai proposte le scemenze dei luoghi comuni lasciali alla Polverini. Grazie!
Elettra, innamorata di papà. Vuole uccidere la mamma? Il nome te lo sei scelto bene…
1) Tutto scritto di pancia. Se è così bene. Sei giusto un pò luddista.
2) Se invece pretende essere altro allora diciamolo la capacità di analisi politica della edipica Elettra lascia davvero a desiderare.
“Meno prendono i radicali alle elezioni, più problemi per la democrazia del paese ci sono… sono come una cartina tornasole.”
Ma che vuol dire? Al contrario, ti rispondo io una regione con Emma presidente sarebbe stato segno di un paese che sta bene. E poi cara Elettrra esiste solo un modo di essere qualcosa?
3)Infine le responsabilità della sconfitta vanno divise in parte uguali. Emma ed il suo team avranno commesso i suoi errori strategici. Ma mica era sola. Te lo sei scordata com’è conciato il povero PD?
@ Massimo Bordin. Diretto’, mi sa che qui l’unico radicale/liberale/liberista sono io. Non leggo mai i pezzi che vanno in pagina sotto l’augusta direzione di FR, unico supremo decisore. Ho letto e apprezzato su Front Page, in campagna elettorale, decine di pezzi pro Emma. Mo’ che sarà mai un pezzullo sentito e de’ core, scritto dopo la campagna elettorale, e solo un po’ critico nei confronti della nostra?
@ Velardi: scusi se mi permetto ma la nostra è la vostra?? e anche la Sua??
ho un pò di confusione.. sa tra cuore pancia..nostro .vostro.. mio e tuo.,
cordialità!
Si infatti. La nostra, la vostra. Ma a che gioco giochiamo? A la comédie humaine peut être…
a Velardi!!!
credo che Elettra sia adulta, matura e consapevole per ribattere personalmente al “pezzullo” di Bordin.
…che d’è nà difesa d’ufficio??
PS.”..mi sa che qui l’unico radicale/liberale/liberista sono io”.
hai dimenticato Libertario!
Come ha già fatto notare qualcuno,la frase “Se un radicale arriva ad essere candidato alla Regione più importante d’Italia, significa che i radicali hanno fallito, hanno fallito nel proprio dna: essere l’antivirus della democrazia italiana.”…:)))…é una contraddzione in termini e di logica e dimostra che Elettra non ha capito la famosa frase di Pannella che ha proprio il significato opposto…Fammi capire:é come se tu dicessi che lo scopo dei Radicali é quello di sperare di non migliorare questo paese perche’ altrimenti la loro stessa esistenza sarebbe inutile…oppure che sarebbe un male che i Radicali andassero al governo e prendessero molti voti perche’ cio’ significherebbe che il paese finalmente é cambiato e si é liberato dalla partitocrazia….delle due l’una:o ad Elettra piace l’Italia cosi’ com’e’ oppure fa molta confusione e ha capito poco o nulla,con rispetto parlando.Pannella diceva proprio quella frase famosa perche’ nel momento in cui lui fosse stato nominato/eletto PdC cio’ avrebbe significato che il paese era cambiato e che quindi non ci sarebbe piu’ stato bisogno di lui.Discorso completamente opposto a quello di Elettra.
@Andrea Lucangeli: con tutti gli esempi proprio Capezzone dovevi citare? Su una cosa ha sbagliato Pannella: sul proporlo come segretario del partito, non certo quando – accortosi di che pasta era fatto – lo ha “scomunicato”, peraltro in totale e piena trasparenza, in radio e al congresso che lo avrebbe visto sostituito, come avviene sempre in casa radicale.
Elettra ci racconta che esistono discussioni e “faide” tra i radicali?
E capirai che scoop e che grande retroscenista questa Elettra!
I radicali vivono in una casa di cristallo e mettono online tutte le loro riunioni, a disposizione di tutti sul sito della radio. E sono gli unici a farlo.
E ribadisco: nel merito, oltre ad aver detto un cumulo di cazzate sulla questione dei radicali al governo, interpretando malamente la famosa frase di Pannella, come giustamento osservato prima di me da altri, elenca una serie di cose su Emma che ben poco hannoa che vedere con la sua capacità politica o sull’eterodossia del suo essere “radicale”.
Cara Elettra, ammesso e non concesso che qualcuno possa dare a chicchessia la patente di “radicale”, escludo che quella possa essere tu.
I radicali non sono “l’antivirus della democrazia italiana”. Sono semmai l’antivirus della NON-democrazia italiana. Ed Emma alla Regione Lazio faceva paura proprio per questo. Perché la non-democrazia fa comodo a una gamma ampia di cittadini, nel belpaese, ed Emma avrebbe tolto troppa polvere da sotto i mobili della Regione…
ringrazio il direttore per così tanta stima e attenzione! sono solo un’umile servitrice nella vigna del signor… velardi e non c’è purtroppo tutto questo disegno che lei, caro direttore, immagina.
quanto alla frase incriminata, ci tengo a precisare che forse l’unico errore è quello individuato dalla contessa mascioletti, sempre attenta e arguta.
Mi pare che questa discussione sia diventata il forum radicali.it, morto ormai da troppo tempo.
Fa piacere, però, da radicale (ex o no che sia) aver stimolato una discussione.
Se proprio dobbiamo appiccicarci etichette, io sono spesso radicale, ma a volte no. Questa volta lo ero per abitudine e per mancanza di alternative ma…..convinzione poca. Ero pieno di dubbi, pare che i miei dubbi fossero fondati, ce li ho ancora tutti. Ottimo!
Ciò detto, che senso ha prendersela con Emma? Ci sono problemi interni al partito? Beh, trovatemi un altro partito che fa un congresso o un’assemblea tutti i giorni. Fatevi valere nelle sedi proprie!
E se invece i problemi non sono interni ma elettorali che cavolo volete? Quella è partita da sola e sapendo di perdere, come sempre fanno i radicali.
E invece toh, stavolta no, stavolta quei vigliacchetti del pd non vedevano l’ora che passasse un fesso su cui far cadere le disgrazie di Marrazzo. Con chi ce la prendiamo? Ma con Emma naturalmente.
L’unica cosa che mi sento di imputare ai dirigenti radicali è il non aver capito che quei 4 stronzetti del pd li stavano fottendo. Li hanno usati come scudi umani, tra loro e i loro stessi elettori, o non è ancora chiaro questo?
e quindi sig.na Elettra conferma la mia ipotesi e cio’ che a lei piace questa partitocrazia,visto che ha ammesso solo forse l’errore sulla frase “non democrazia” e non il controsenso della sua frase,con l’erronea interpretazione della frase di Pannella da cui ha trato ispirazione per quella sulla Bonino,come da me spiegato,e quindi un errore sostanziale e non formale.Capisco che sia sempre difficile ammettere i propri errori sostanziali,pero’ occorrerebbe anche farlo ogni tanto.
@ nicola: non è che Pannella ha “proposto” Capezzone come Segretario del partito, lo ha semplicemente “nominato”: non raccontiamoci balle, in casa radicale quello che dice Marco è legge…
Poi – dato che Daniele è un essere pensante ed è entrato in rotta di collisione con l’ala sinistra del partito – Marco lo ha fatto fuori: tutto molto semplice….
come lei crede, caro roberto. quella è la sua interpretazione, errata rispetto a ciò che volevo dire, ma pur sempre un’interpretazione, quindi rispettabile.
anche perche’ per essere antivirus di un sistema occorre avere accesso ai file del sistema per poter eliminare i virus e quindi paragonando il tutto alla politica,occorre poter entrare nelle istituzioni avendo il potere di modificarle e quindi governare per fare tutto cio’.
per Andrea:se non lo sapesse,ai congressi radicali si vota ed ogni iscritto ha diritto di voto…quindi Pannella avrà pure lanciato Capezzone segretario,ma poi é stato votato dai presenti all’assemblea.Tra l’altro é Capezzone che é entrato in rotta di collisione visto che voleva essere rieletto segretario pur essendo diventato deputato:in casa radicali italiani,se non erro, si usa eleggere come segretario qualcuno che non abbia tale carica.E tra l’altro,Capezzone era stato gia’ segretario per piu’ anni consecutivi…
Sig. Elettra…le parole hanno un senso logico…a questo punto é lei che ha espresso male il suo pensiero,che pero’ anche tentando altre interpretazioni mi risulta comunque illogico e senza senso…potrebbe provare a spiegarlo meglio?
Che vuoi che sia un articolo contro Emma per Velardi che ospita i papisti
@ Roberto: vabbè, facciamo finta di credere alle favole, cioè che un Segretario portato al congresso da Marco non venga eletto…..fantapolitica….
Capezzone è stato semplicemente “fatto fuori” per le sue idee politiche entrate in collisione con quelle della sinistra, l’incidente diplomatico si può sempre creare ad arte….
Comunque anche Benedetto Della Vedova ha preso un’altra strada rispetto allo spostamento (opportunista) a sinistra del partito….
@ Roberto: la logica??? ma stiamo parlando di un “pezzullo” telematico.. non di un teorema matematico..
Magari la logica guidasse le parole… pura utopia e se si considera che Pannella può venir facilmente frainteso.. il gioco è fatto!
Elettra grazie mi hai fatto tanto divertire.. si può leggere il pezzo che avevi preparato se Emma avesse vinto?
Sono stata militante radicale per parecchio, ho visto cose che voi umani etc. etc., poi mi sono decisamente stancata di militare in quel partito, anche perché condividevo alcune delle perplessità espresse da “Elettra” in quest’articolo.
Altre francamente no, ma insomma, non sono qui per contestare niente, solo per una piccola precisazione.
L’utente che ha scelto il nickname “Contessa Mascetti” (non quindi “Mascioletti”) per lasciare un commento in questo post, immagino in riferimento ad “Amici miei”
, non sono io.
Io, oltre a non avere titoli nobiliari, ho letto per la prima volta questo articolo soltanto qualche minuto fa e non ho commenti da fare nel merito.
Ho però sobbalzato nel leggere il mio cognome usato in riferimento a qualcosa che non ho mai scritto né pensato. Spero che sia stato soltanto un lapsus dell’autrice nella risposta all’utente “Contessa Mascetti”, che ripeto, non sono io.
Elettra scrive:”….Nel Lazio la gente non si è fidata della Bonino e ha avuto ragione….”.
è vero, la maggioranza non si è fidata della Bonino ma della Polverini.sul fatto che ha avuto ragione aspetterei a dirlo,vediamo prima all’opera la Polverini.
andrea lucangeli scrive:”..Poi – dato che Daniele è un essere pensante…”
..è andato con Berlusconi, dove è libero di esprimere il SUO pensiero.
andrea lucangeli scrive:
“…Comunque anche Benedetto Della Vedova ha preso un’altra strada…”
c’è una qualche differenza con Daniele.altro spessore!!
@ isio: spiegami una cosa. Perchè – secondo Te – in casa radicale fanno carriera solo quelli che scodinzolano ai capi (Bonino-Pannella) e gli yes-men?
Perchè personalità di spessore (come, appunto, Della Vedova, Taradash, anche Capezzone se vuoi) se ne devono andare o vengono cacciati? Non c’è forse un qualche problema democratico in casa dei liberali/liberisti/libertari?
Perchè se Massimo Bordin litiga con Pannella viene velatamente minacciato di licenziamento o minaccia lui di andarsene? Perchè il confronto deve sempre finire con un vincitore assoluto e l’altro che fa abiura oppure prende cappello?
Ho seguito i Radicali per 11 anni e, ad un certo punto, ne ho avute le palle piene di questo modo di fare: virtuosi a parole, meschini nei fatti….
Nella Lega, almeno, si ha il coraggio di dire che comanda Bossi, punto. Però il Bossi lascia ampio spazio ai meritevoli ed ai giovani (la vera classe dirigente è tutta fatta da quarantenni). La Lega porta Cota (anni 40) a governatore del Piemonte, i Radicali portano la vecchia gallina bollita Bonino a perdere il Lazio: largo ai giovani!
Largo ai giovani!!! ben detto!!!!
http://www.youblob.org/wp-content/uploads/2008/10/renzo-bossi.jpg
i giovani di merito.. di cultura.. di classe.. ma che dici Lucangeli!!
@ valema: mai sentito parlare del Dott.Zaia, del Dott.Cota, del Dott.Bricolo? Tutti quarantenni , tutti liberi professionisti e classe dirigente della Lega.
A proposito, Massimo D’Alema è laureato?
E Fassino a che età ha conquistato faticosamente la Laurea?
Risulta per caso laureato il vostro ex Rutelli? E questi hanno mai lavorato?
@ valema: dimenticavo l’altro brillante laureato Walter Garabombo Veltroni….noto lavoratore….
raramente uso i titoli Dottor come fonte di giudizi- pur avendone personalmente accumulati quasi tre a 26 anni..- non credo che la cultura si tagli a fette di trenta e lode.. ma nemmeno a maturità conquistate in decenni..
detto questo un grande abbraccio alla Dottoressa/Commissaria/ Ministra Emma!
degli altri che hai citato.. non è affar mio!
Elettra è stata dura, forse un pò troppo, ma le conclusioni che tira sono ragionevoli.
Ma insomma: non è che i radicali si presentassero solo a Roma, no? Ed allora facciamo i conti anche da altre parti, sennò pare che tutto si debba valutare solo da ciò che s’è verificato nel Lazio. I conti sono questi: ZEROVIRGOLA in Piemonte, ZEROVIRGOLA in Toscana, ZEROVIRGOLA in Campania, ZEROVIRGOLA in Calabria, C’è un aggettivo più incisivo di “ininfluenti” per definire il risultato? Si, e forse è il più adeguato: azzerati.
A Roma no, nel Lazio no, è vero. Non azzerati, ma quasi. Il 3,3 è quasi zero, come dato politico, a mio modo di vedere.
Ma questo per me era quasi scontato. TRATTAVASI DI ELEZIONI REGIONALI, e cazzo, ce lo dimentichiamo sempre???
Che vor dì? Vor dì che alle regionali il carattere clientelare del voto è dominante, ancor più forse che alle comunali.
Ricordo alle regionali del 2000, candidato in Calabria alla presidenza per la lista B., il giorno dopo il voto (e la catastrofe radicale dello 0,6%..comunque più che doppia dello 0,25% di lunedì scorso..) scopro che il 90% dei voti espressi a tutte le altre liste sono ANCHE voti di preferenza, Inaudito, pensai. Poi vidi che l’analisi era interessante e la estesi alle altre regioni. Risultato: quel 90% diventa 80 in Puglia e Campania, 60 nel Lazio, e diminuisce via via che si risale lo stivale. Il giorno dopo ancora, lessi sul Sole un commento di Piero Ignazi proprio su questo fenomeno. Morale della favola: è una pia illusione pensare di muovere gli elettori ad un voto d’opinione in occasione delle regionali. La gente vota mossa da senso di appartenenza e/o ideologia (e non la sblocchi) o da aspettative di natura clientelare, dirette o indirette (e non la “convinci”).
La Bonino è andata malissimo (non male) perchè la maggioranza dei laziali non voleva più un governo di sinistra. Non si vota per premiare o penalizzare la politica che ci ha governato? Ebbene, la Bonino non è stata in grado di (o non è bastata a, a seconda dei punti di vista) invertire un dato che si era consolidato a partire dello scandalo Marrazzo. Tutto qui. E non si capisce come avrebbe potuto, visto che è radicale, socia del marchio con Pannella, e portatrice delle stesse idee e delle stesse proposte che hanno prodotto lo zerovirgola dappertutto.
I radicali s’erano illusi dopo le europee, ed è davvero incredibile come questo possa accadere. Memoria corta o analisi viziate da errori di fondo che nessuno è capace di contestare a Pannella. Ora non so cosa accadrà, ma sono certo che anche i più miopi cominceranno a capire che le sterminate praterie intraviste a sinistra per le scorribande liberali, sono solo degli stagni mefitici dove s’allargano di volta in volta le escrescenze grillesche o vendoliane o dipietresche di una sinistra senza capo (letteralmente) nè coda, che non sa neppure governare se stessa, e figuriamoci il paese.
Aggiungo solo che m’è sembrata di pessimo gusto la scelta di far muro per l’esclusione della maggiore lista concorrente. Le regole sono regole, è vero, e vanno rispettate. Ma quando producono l’assurdo di rischiare di far fuori a tavolino il proprio avversario, un liberale dovrebbe avere l’eleganza di fare un passo indietro e proporre una sfida ad armi pari. Così non è stato, e mi dispiace perchè la sconfitta (inevitabile) forse sarebbe stata meno bruciante. La “galassia zerovirgola” stavolta ha sbagliato quasi tutto, venendo meno perfino a questa elementare dimostrazione di stile.
Auguri agli onorevoli, dottor, professor, cavalier d’armi e d’amori……….
Bella questa: conta essere laureati, non sapevamo che bastasse così poco, ormai non basta più neppure per poter accedere alla dirigenza pubblica dove da anni nominano tante persone con il loro onorevole diploma, così pure alla presidenza delle banche, alla direzione generali di banche e aziende.
L’elenco sarebbe lungo, è lungo.
Basta guardarsi intorno, c’è d’alema e veltroni, ma anche bossi uno e due, c’è rutelli e tanti altri, ma anche fiorani e ricussi e nessuno si scandalizza più di tanto, c’è tanto qurtierino e tante I (internet, Impresa, Inglese9 ma in fondo predomina una sola I.