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Le Regionali in Sicilia: fuori il Pd, dentro l’Udc

Il fulmine giudiziario giunto a ciel sereno al quartier generale di “Arraffaele” (pare che Lombardo sia indagato per concorso esterno in associazione mafiosa), sommato  ai risultati delle Regionali, nel giro di pochi giorni, ricompatterà il Pdl siciliano e il centrodestra di vecchio conio. “Arraffaele” non vuol più sentir parlare di Pd, pare ieri abbia detto: “Basta con questo Pd. Non hanno una linea. Poi, non parliamo di questa inchiesta. Mi stanno fottendo”.  “Se dovessi scegliere tra la verità di Repubblica e la verità che traspare dalle dichiarazioni, nette e serene, di Lombardo, sceglierei Arraffaele tutta la vita!”, ha tuonato Miccichè dal suo blog.

Il Pdl siciliano, ribelli e lealisti, si è raccolto attorno ad “Arraffaele”, gli ha mostrato fiducia e sostegno ma ad una condizione: “Si fa il Lombardo-quater, con dentro il Pdl (tutto), l’Udc e l’Mpa”. Con questo scenario si riformerebbe il centro-destra di vecchio conio. Il Cav. non vede l’ora, rivuole la Sicilia per riequilibrare il leghismo del Nord.  Infatti, fonti vicine al Cav. assicurano che abbia telefonato ad Alfano: ”Angelino, telefona a Gianfranco (Miccichè), fissa un incontro, così la finiamo con questo caso Sicilia”.

E con Casini? Dopo l’ennesimo esperimento fallito in Piemonte e il risultato modesto a livello nazionale dell’Udc, “Pierferdi” è confuso. Si ritrova senza nulla. La Bresso ha perso, e a Roma e provincia, nonostante l’assenza della lista del Pdl, il risultato dell’Udc risulta modesto. Anche in Calabria, con lo scenario che ha visto la sinistra divisa, anche senza l’Udc,  Scopelliti avrebbe vinto. Lo scenario post-risultati, è sconfortante per l’Udc che avrebbe dovuto fare da “ago della bilancia” al bipolarismo italiano e da argine al leghismo di Cota&co. Perciò, “Pierferdi” spinge i suoi referenti locali, in testa il capogruppo all’Ars Raimondo Maira, per ristabilire l’alleanza con Lombardo, Miccichè ed Alfano. Chissà se ciò non possa far rifiorire l’amore fra il Cav. e Pierferdi. In fondo qualche anno fa il Cav. diceva: “Il mio erede è Pierfedinando”. Chissà.

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