Buonanotte, buonanotte mio trotino
“Piccolino, è ora di dormire.”
“Dov’è il mio papà?”
“Arriva presto, era occupato a dar fuoco a dei negri. Mi ha detto di leggerti una fiaba.”
“Ma io voglio il mio papà.”
“Stai zitto, idio… stai tranquillo, piccolino. Ti sei lavato i denti? Fatto la pipì? Il culetto è pulito?”
“Sì… ma quando arriva, papà?”
“Papà torna presto, ma basta fare i capricci, ora. Devi dormire. Mettiti bene sotto, così, da bravo.”
“Che fiaba mi leggi?”
“Oh, è una fiaba bellissima. C’era una volta un bambino non troppo intelligente, anzi, un bambino molto stupido. A dirla tutta, questo bambino era proprio un cretino completo. Un po’ come te, piccolino.”
“Ehi!”
“Non te la prendere, piccolino, aspetta di sentire il resto della fiaba: è una bella fiaba, te lo assicuro.”
“Uffa.”
“Insomma, c’era questo bambino idiota, ma proprio idiota, e anche bruttino: tanto che tutti lo chiamavano il Trota, un po’ per l’idiozia, ma anche perché aveva lo sguardo fisso e imbambolato di un pesce con gli occhi truccati per sembrare fresco. Un po’ come te, piccolino.”
“Non mi piace, questa fiaba.”
“Il Trota non sapeva fare niente: a scuola andava così male che l’ultimo anno l’avevano bocciato tre volte, e perfino il suo papà lo considerava un pezzo di scemo. Ti ricorda qualcosa, piccolino?”
“Il mio papà non pensa che io sono scemo!”
“Il Trota passava le giornate bighellonando con gli amici e fantasticando di picchiare gli immigrati, e ogni anno si faceva sempre più grande e grosso e ciula. Il suo papà si preoccupava per lui: quel figlio senza arte né parte stava diventando un problema. Era talmente stupido che era impossibile farlo studiare, e così incapace da non essere in grado di trovarsi un lavoro da solo. Così il papà del Trota, che si chiamava Umberto… proprio come il tuo papà, piccolino!”
“Mbf… mf… mf… uaaaaaaaahhhhh!”
“Perché piangi, piccolino? Aspetta di sentire come va a finire. Un giorno, il papà del Trota, in ansia per la sorte del suo figlio inutile, lo chiamò e gli disse: ‘Figlio mio, qui le cose sono due. O ti trovi un lavoro tu, o ti devo sistemare io. Puoi dirmi ora che cosa vuoi fare: qualunque sia la tua scelta, io la sosterrò. Mi basta non lasciarti alla famiglia come un mutuo che non si estingue mai’. E il Trota disse…”
“… mavaffanculo!”
“No, non disse questo, piccolino, e asciugati il moccio, per favore, ché fai schifo. Il Trota disse: ‘Papà, io voglio fare l’astronauta!’ E il papà del Trota, per un momento, contemplò l’ipotesi: mettere il Trota su una navicella e guardarlo perdersi nello spazio profondo. Poi si rese conto che il Trota, imbranato com’era, rischiava di creare una crisi internazionale, far precipitare la navicella su New York o farsi esplodere come un petardo alla prima passeggiata spaziale. Così decise che il modo più semplice per evitare che il Trota facesse dei danni permanenti fosse tenerselo più vicino possibile.”
“VOGLIO IL MIO PAPINO!”
“Stai zitto un attimo, defic… piccolino, taci. La storia è quasi finita. E fu così che il Trota andò a lavorare nell’azienda di famiglia: il padre, dopo averlo tanto esecrato, cominciò a dire che in fondo il ragazzo si impegnava, che non era lo scemo che sembrava, e che col tempo avrebbe imparato. Gli diedero un bello stipendio, una posizione importante in un posto dove bastava urlare ‘I negri puzzano!’ a intervalli regolari per essere applauditi, e niente da fare a parte ripetere a pappagallo le parole del papà. E vissero tutti felici e contenti.”
“Che fiaba di merda.”
“E invece qui c’è un insegnamento, Tro… piccolino mio. E l’insegnamento qual è?”
“Non lo so.”
“Perché sei scemo. Se non fossi scemo, capiresti che l’insegnamento è: non importa quanto sei coglione, se il tuo papino ti vuole bene e ha il potere di parcheggiarti da qualche parte, sei in salvo. Capito? E ora dormi.”
“Sì.”
“Buonanotte.”
“Buonanotte, zio Silvio.”


Non mi ha fatto ridere per niente,se era questa l’intenzione.Troppo greve.
Se poi sostituisci i nomi del padre con Antonio,quello del figlio con Gaetano hai fatto la sagra dei Bassolino.
Si informi sui processi alle banche per i derivati a Napoli.Non garantisco le risate.
Siamo arrivati alle battute da avanspettacolo….che tristezza….e sarebbero questi gli argomenti “politici” per fermare l’avanzata al nord della Lega? Auguri…
Ps non pensavo che una donna potesse arrivare ad essere così greve….
C’è un problemino: ci si accorge solo ora del familismo? Se magari vi svegliavate di buon’ora, vi scandalizzavate per tempo..
Già che ci siete, scandalizzatevi pure per il milione di euro che Errani ha fatto elegantemente elargire dalla regione Emilia Romagna alla cooperativa diretta da suo fratello, e poi fate le battutine del caso.
I miei ciccibelli dall’animuccia candida..
Brava Giulia!
Ho riso come la Mangano, riso amaro.
Il tone greve va benissimo, parliamo di gente greve e maleducata che si comporta esattamente come i meridionali più deteriori
Ma siccome parlano in bergamasco, pensano di essere diversa.
Questi radicano la differenza non nei comportamenti, che sono uguali ai Bassolino, ma nei dialetti.
Insomma vendono la cittadinanza linguistica come cuore dell’individuo e fonte dell’identità e dell’appartenenza alla comunità.
Le azioni quotidiane? Lì va ben anche Prosperini.
Risultato: un montanaro della Madonie che tace davanti ai caramba è omertoso.
Uno di Sondrio che fa altrettanto è “riservato”.
Con questa merda intellettuale si sono radicati in Padania, che da ieri esiste veramente.
E baffino a chiamarli “costola della Sinistra”?
Sì, la Sinistra boera…
@ melechov: e no caro Melechov, dire: “…parliamo di gente greve e maleducata che si comporta esattamente come i meridionali più deteriori” non è corretto perché – da quanto mi risulta – mafia, camorra e ‘ndrangheta sono prodotti tipici meridionali….
Noi qui al nord lavoriamo, non abbiamo falsi invalidi a milioni e non siamo al 70% (come al sud, fonte Agenzia delle Entrate) evasori fiscali!
Il paragone Bossi-Bassolino ì ridicolo, non ci credi nemmeno Tu…
Sono prodotti tipici medidionali la cui esportazione ha trovato al nord, dell’Europa e del mondo, terreno fertile e giardinieri di talento.
In proposito le consiglierei un esercizio poco padano e celtico, ossia la lettura di un libro: “mafia export di Francesco Forgione”.
Spero che il ministro Maroni dei fenomeni mafiosi abbia una visione meno ridicolmente regionale e folkloristica della sua.
Essendo i fenomeni di malcostune familista e criminale diffusi in tutto il Paese ed equamente divisi tra schieramenti politici, si sentirebbe bisogno di una rinascita unitaria, patriottica e civile, un nuovo Risorgimento.
Purtroppo le attuali miserabili nomenklature di Destra e di Sinistra non sono in grado nemmeno di concepire un disegno così, avendo abdicato ad una visione unitaria della Repubblica.
Siamo ormai una confederazione di leghe, tenute insieme grazie ai soldi da una attempata versione maschile di Vanna Marchi, la cui principale stampella politica pensa di riformare la vita pubblica parlando il dialetto.
Una pena, degna del capocomico che sbaraglierà il cancro.
Dulcis in fundo: grazie dei suoi interventi, ma diamoci pure del lei…
che schifezza di articolo.
Mi sento molto vicino a Sophia. Non si può sputtanare tutto e tutti per l’amore di una battuta. I contenuti che si possono estrapolare, poi, afferiscono a tutti i partiti e ai movimenti del paese. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Quando poi, come nel caso specifico, le battute sono una caterva, un senso di nausea prende il posto alla curiosità intellettuale che fa leggere quello che gli altri hanno da dire. E poi, siccome satira, si spara sulla Crocerossa senza alcun ritegno. E il povero “Trota” è Crocerossa. Abbiamo mandato a Montecitorio, nel passato, asinacci di ben altra caratura. Il solo fatto, però, che cittadini li avessero votati, dunque scelti, dava loro una grande dignità di fatto.
Concludendo: pigliamo pure per il culo tutti, ma stiamo attenti alla misura. E’fondamentale non infierire, perché si perde di credibilità.
@ melechov: diamoci pure del “lei” (anche perchè, se tutto va bene, io sono il più vecchio dei due e sono quindi io – eventualmente – a poterLa autorizzare a darmi del “tu”). Evasa la ridicola “pratica burocratica” ribadisco in toto il contenuto del mio post precedente.
La pregherei, però, di non offendere: la mia biblioteca conta migliaia di libri (letti, non solo comprati comme forse fa Lei…)
Se mi è consentito dirlo, e solo a mio modesto parere, il post di Gretel è una vera schifezza. Qual’è la notizia? Ok, non c’è, e l’approfondimento di una notizia già nota, qual’è? Non c’è. Non c’è nulla, solo insulti, spocchiosi insulti….ma c’è posto per tutti. Spero solo ne resti un po’ anche per critica roba come questa.
A proposito di familismo invito quindi alla lettura di quanto dice oggi, sul Foglio, quella berlusconiana di Barbara Palombelli
andrea lucangeli scrive:
la mia biblioteca conta migliaia di libri (letti, non solo comprati comme forse fa Lei…)
Gentile Lucangeli,
lo si capisce subito: non rimarchi l’ovvio, suvvia!!!
A proposito (o approposito?):
potrebbe, se non le dispiace, consigliarmi una buona grammatica italiana?
Non riesco a comprendere qual è la forma plurale di “pomodoro”, ed il dubbio mi è venuto leggendo una delle tanti discussioni nelle quali ha profuso il suo impegno intellettivo (o intellettuale?):
http://www.thefrontpage.it/2010/02/09/siamo-un-paese-di-bestie/
Cordialmente
un lettore distratto
Povere stelle… tanti piccoli leghisti, convinti dell’assoluta virtù politica del loro grande paladino Umberto, traditi dalla candidatura di un povero pirletta poco più che ventenne, particolarmente stupido (lo dice il padre, mica io).
Io di grevità, nello scritto, ne ho vista poca…
Nei commenti abbonda…
Io mi sono divertito molto, come sempre del resto quando leggo le avvenure di Renzo La Trota Bossi, quello che la maturità l’ha avuta alla carriera e che ora si dedica a “studi di economia” in luoghi segreti (gli vietano di indicarli per non essere sputtanati).
Il familismo in Italia non stupisce certo, ma pareva che il popolo degli elmi cornuti dovesse rimanerne indenne. Invece manifestamente questi patani hanno gli stessi difetti capitali degli italiani.
Una domanda, però, Gretel: che ci fai in mezzo a questa gente? E tu, melechov ? Siete come preti in Bulgaria nell’era di Zhivkov.
Beh Ottodixit, lo sai che c’è? C’è che io ho criticato il post di Gretel senza insultare lei (che peraltro ho letto piacevolmente su altri post) mentre tu vieni qui a criticare chi parla con me, chiedendogli se non sente puzza, se non gli fa schifo e come diavolo fa a resistere in questa fogna.
E allora di nuovo, lo sai che c’è? Prima di farmi insultare di nuovo da uno che ha magari avuto 10 lauree regalate da baroni sessantottini, e che non ha argomenti che non siano insulti personali col ditino alzato, io chiedo a chi tiene in piedi questo blog: ma gli insulti non erano banditi? Oppure ho letto male io?
Ora vediamo se questo viene censurato, per capire come funziona la moderazione….mica per altro
ps: il fatto che io non abbia mai (e mai lo farò) votato lega, a questo punto mi sembra persino irrilevante.
Caro John,
oppure, se tanta familiarità ti disturba,
Pregiatissimo Dott. Doe,
non capisco perchè se La prende tanto. Le ho forse dato del leghista (qualifica che a Lei a quanto scrive ripugna, giustamente, direi) o l’ho comunque presa a partito in qualche modo? Mi creda, ignoravo del tutto la Sua esistenza, colpevolmente, se tanto La tranquillizza.
Lei reagisce ad una domanda da me posta ai Sigg. Gretel e melechov che mi pare lecita e posta in termini civili, anche se ovviamente con intenti polemici. Ma se la polemica La disturba, come fa a frequentare questo sito, che di polemiche straborda?
Oppure solo le mie sono polemiche illecite?
Infine, quale argomento principe del Suo bel ragionare Lei si appella all’Autorità Suprema invocando su di me i fulmini della censura.
Pregiatissimo Cav. Doe, disturbare il Manovratore per così poco non Le sembra esagerato ?
Le riconosco comunque un’anima sensibile e Le auguro di trovare sempre, quando necessario, conforto dietro le gonne della mamma
troppo gusto per la polemica inter-personale.
Il problema è un altro:
posto che la Lega pone la propria diversità etnico-geografica come garanzia di comportamenti alternativi a quelli “italiani”, perchè Bossi padre si comporta in maniera familista come un terrone qualunque?
Allora non basta la pratica dialettale a garantire comportamenti alternativi?
Il mio è proprio il partito dell’amore: mette daccordo tutti, ma proprio tutti, quelli belli e quelli brutti,i supponenti della sinistra e quelli della destra che la colpa di tutto sono i terroni e la loro natura biologica che li porta inevitabilmente alla camorra….non fa niente, vi amo lo stesso….per adesso in modo platonico…poi,quando riusciremo a liberarci della corruzione e del clientelismo cui questa classe politica ci ha costretto…stateve accuort!
Baci e …abbracci
@ottodixit
hai la puzzetta al naso?
sei il prototipo del quasi intellettuale di sinistra
IL TROTA, è PERFETTO nell’epoca del paraculismo pdl, è idiota e ignorante alpunto giusto, davvero brutto da guardare, ladro quanto basta 12.500 euro rubati al paese e alle ns tasche altro che roma ladrona, votato per forza e con voti obbligati dal padre, pessimo esempio educativo, familiare e politico. credo che anche i leghisti l’abbiano votato con il naqso turato. non ha mai fatto niente a parte collezionare bocciature a scuola, disprezzato anchge dai suio compagni di scuola, quando parla sembra uno psicolabile, degno compare del governo corrotto di silvio.
bossi il vecchio parla di roma ladrona , ma si mette in tasca 900 mila euro all’anno nostri degli italiani, anche del sud. LA PADANIA, non esiste, esiste l’italia, punto di vista meschino e limitato quello della Lega. Se vuole essere credibile, allora inizi a lasciare i soldi di Roma, e i ministri e paralmentari lavorino gratis.
Al di là del pessimo articolo…..
Porto il mio umile e ignorante contributo (lo dico prima, così mi evito le solite battute sui leghisti ignoranti)
sulla questione Lega.
La lega ha preso i voti, ed e’ legittimata a governare tanto quanto Fini.
I giochini di potere, solo i bambini possono fare finta di non conoscerli, e ci sono in tutti gli schieramenti, mi ritorna sempre in mente la frase di Craxi.
La politica e’ compromesso, scambio, ecc. ecc. anche in casa Di Pietro.
Non si puo’ non prendere atto che la lega ha CONSENSO. e NON HA TELEVISIONI, GIORNALI, STIPENDIATI o altro.
Ecco perche’ spaventa.
Cara Sandra, se andassimo ad analizzare tutti quelli che sono in parlamento ne verrebbero fuori delle belle su parenti ed amici
I conti con la lega li dovrete fare fintanto che la lega avra’ consensi, e ne avra’ fintanto che chi la gestisce la gestiche con rigore ed intelligenza.
Il suicidio politico di Fini, Bossi non lo avrebbe mai commesso, e il ribaltone lo ha gia’ sperimanteto in passato, verificando come e quanto l’elettorato poi ti punisce.
Sandra, perche’ non lo chiedi a TUTTI di lavorare gratis? a partire da Fini, per poi arrivare a Di Pietro, e Bersani?
Saresti decisamente più credibile.
aggiungo una considerazione finale….
Rileggendo posts, ascoltando le interviste e documentandomi un pochino…
pare che il problema del sud sia la malavita (mafia, sacra corona, camorra).
Pare che il problema sia tutto li’.
perchè alla fine di tutte le pantomime che leggo a difesa del meridione viene sempre come ultima ratio, la discussione sula criminalità.
E gia’, le colpe della campania stanno tutte in bassolino, e poi nella criminalita’.
Ma la domanda semplice e’:
Ma chi ce lo mise li bassolino?
non una, ma addirittura piu’ volte?
La criminalità? o la gente che lo votava?
Cos’e’ peggio, la gente che vota bassolino, o la criminalita’ che promette chi sa che cosa per acquistarne i voti?
Se come alcuni la menano da anni gli italiani che votano Berlusconi o Bossi sono fondalmentalmente dei cerebrolesi (che alibi del piffero), anche chi ha votato i propri rappresentanti al sud negli ultimi 20 anni doveva essere cerebroleso, e gia’…ha votato una classe dirigente che era in conbutta con la criminalità organizzata.
E se questo ragionamento fosse una stupidaggine? allora l’alibi della criminalità alla fine di tutti i discorsi sarebbe una fregnaccia bella e buona.
Se poi uno (ignorante) come me, suggerisse uno stato di polizia al sud, per estirpare una volta per tutte questo alibi, verrebbe bollato come fascista o nazista. E il sud potrebbe contiuare ad avere l’alibi della criminalità per sempre e quindi avere diritto all’assistenzialismo del nord.
ultimissima considerazione, ma succede ancora al sud, che il datore di lavoro si trattenga una parte dello stipendio?
A titolo di ringraziamento per aver concesso un lavoro?…
e’ un paio di anni che non vado in puglia, l’ultima volta che sono andato, alcuni amici di sinistra mi raccontavano questo.
Grande sud!!!!
W Bossi