Conferenza delle Regioni, presidente cercasi
Finito il conteggio dei voti è tempo di bilanci, anche all’interno della Conferenza delle Regioni che deve fare i conti con i nuovi equilibri interni in vista dell’elezione del successore di Errani. Al risultato del 6 (per il centrodestra) a 7 (per il centrosinistra) bisogna sommare le restanti Regioni nelle quali non si è votato, per un totale di 12 Regioni guidate dal centrodestra e 8 dal centrosinistra.
Tradotto in voti all’interno del parlamentino delle Regioni il cambio di marcia è notevole: nel 2005, quando fu eletto Errani alla guida della Conferenza, il centrosinistra poteva contare su 18 voti su 22 (oltre ai 20 presidenti di Regione hanno diritto di voto anche i presidenti delle Province Autonome di Trento e Bolzano). Ad oggi la situazione è di sostanziale parità, 10 voti possono essere espressi dal centrodestra (Lombardia, Piemonte, Molise, Friuli, Veneto, Lazio, Abruzzo, Campania, Calabria, Sardegna) senza contare la Sicilia e 11 voti dal centrosinistra (Trentino Alto Adige, Provincia di Trento e quella di Bolzano, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Puglia, Basilicata, Valle d’Aosta).
Diventa a questo punto interessante capire chi verrà scelto tra i governatori a fine aprile alla guida della Conferenza, considerando che, da Statuto, è necessaria l’unanimità nelle prime due votazioni e solo in caso di mancato accordo, dalla terza viene eletto il più votato. La poltrona di Presidente e di interlocutore con il governo è sempre più ambita. Nelle ultime ore è circolato il nome di un veterano come Formigoni, che però ha smentito prospettando piuttosto una scelta concertata «non seguendo la semplice maggioranza ma il consenso di tutti».
Aldilà dei colori, il presidente della Conferenza deve portare avanti gli interessi di tutte le Regioni al tavolo con il governo e sicuramente Errani in questi cinque anni ne ha compreso fino in fondo il senso del ruolo. Il suo nome circola nell’ipotesi di una presidenza di garanzia a tempo con un ufficio di presidenza rafforzato dalla presenza di esponenti del Pdl. Cosa ne penseranno però i “nuovi” della Lega?


Presidenza di Garanzia? Manco morti!
Ma come? Se ha la maggioranza il centrosinistra si sceglie – senza problemi – un Presidente di quell’orientamento politico e se invece la maggioranza pende verso centrodestra ci vuole un “Presidente di garanzia”? Bell’idea di democrazia: se vinco io comando io, se vinci tu mettiamo uno super-partes….ma stiamo scherzando?
Beh, se il calcolo è quello dell’articolo, anche se risicata la maggioranza in conferenza ce l’ha ancora il centrosinistra.
Visto che si deve tenere conto del significato politico delle recenti regionali, allora … ecco che emerge la questione del Presidente di Garanzia.
Dov’è la questione? Mi pare ci sia una sua logica ….
@ The Lawyer Piccolo particolare insignificante: dopo le Regionali il centrodestra governa regioni con 42 milioni di abitanti, il centrosinistra governa regioni con 17 milioni di abitanti….A chi dovrebbe andare la Presidenza della Conferenza Stato-Regioni? A un tanghero super-partes espresso dalla sinistra? Ma andiamo, siamo seri!
condivido il principio della maggioranza di popolazione. Mi sembra molto piu democratico
Vittorio Di Trapani
Ma c’entra! se si pesa il numero d’abitanti di una regione guidata da una determinata coalizione, bisogna tener conto del fatto che non tutti gli abitanti della medesima regione sono dello stesso schieramento. La matematica è un’opinione!
Scusate, ma la Valle d’Aosta l’avete contata sia per il cdx che per il cds.
@ oriana: fammi capire. Il centrodestra guida tutto il nord produttivo del paese, le regioni più popolose del sud oltre a Sicilia e Sardegna e la presidenza della Conferenza delle Regioni dovrebbe essere super-partes perchè il centrosinistra governa le solite 3 regioni rosse del centroitalia, Trento, Bolzano, la Liguria e la Puglia? Ma stiamo scherzando?
Ma che problema c’è a che il presidente della conferenza sia di centrodestra?
Per esempio il presidente del Friuli Tondo mi sembra persona equilibrata, poi se è per occupare che occupino, come al Tg1 “epurator” ha colpito ancora, non c’è problema, così va la vita.
Suvvia.
A discutere in questo spazio di nomine !
Mirabile !
@ loremaf: non si sta discutendo di nomine (e di nomi) ma del principio….
Il solo pensiero del Presidente di Garanzia – chissà perchè – mi ha fatto venire in mente Oscar Luigi Scalfaro, il ribaltone..e i governi tecnici…insomma tutto per fregare la volontà popolare….
scusate, ma la valle d’aosta è stata attribuita 2 volte? sia al centrodx che al centrosx.
che il presidente della conferenza delle regioni sia ancora di sinistra mi sembra incredibile ma verosimile…ricordiamoci sempre che il presidente della Rai è stato nominato dal governo espresso dal centrodestra vincitore fra i giornalisti di sinistra (Garimberti, di Repubblica). Sembra proprio che i capi di Rai, conferenza Regioni, Enciclopedia Treccani, Cassa DDPP, FS, ecc. (senza parlare del Capo dello Stato e dei senatori a vita), debbano sempre e comunque essere di sinistra, chiunque vinca le elezioni.
Nominino chi vogliono.
Basta non nominare i nomi dei principi invano.
Perchè quanto a principi stiamo ridotti malino.
Questo in tutto lo stivale.
@dvd hai ragione. E’ il Molise e non la Valle d’Aosta di centrodx! sono sempre 10 a 10