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Il gorilla Magilla e i manifesti elettorali

In piena campagna elettorale alcuni elettori critici hanno messo su una operazione di disturbo creativo che può essere assimilata bene alla sfera del guerrilla marketing, ossia delle tecniche non convenzionali di comunicazione che consentono di ottenere il massimo della visibilità con il minimo investimento.

Alle 4 di notte di sabato 20 marzo a Bologna, a una settimana dalle votazioni, sui manifesti elettorali affissi in città cominciano ad apparire adesivi di gorilla con un balloon bianco da fumetto di fianco. In poche ore la diffusione è così capillare che la voce si sparge e l’operazione comincia anche a Genova, Napoli e Savona. Nessuno è stato risparmiato, da destra a sinistra.

Questi elettori critici hanno messo su una fanpage su Facebook e un blog (daivoceallajungla.wordpress.com) che raccoglie le foto dei manifesti corredati dai gorilla con le frasi completate. Hanno creato inoltre un manifesto che inizia così:

La jungla è infestata; sono i soliti serpenti velenosi, i soliti coccodrilli dal sorriso smagliante, che vi guardano dai cartelloni della giungla elettorale. È il solito rito del camaleonte, del gattopardo che ad ogni stagione cambia nome affinché nulla cambi veramente, nella jungla degli animali rassegnati. Magilla è uno dei tanti animali di questa jungla stanco come tutti gli altri di questa dittatura dei caimani.

Magilla è dunque il nome del gorilla-testimonial. Forse la prima sillaba sta per marketing e la parte finale è la stessa della parola guerrilla. Il gorilla Magilla sembra sapere che la jungla mormora un po’ rassegnata e vuole chiamare la democrazia della jungla a usare un’arma fortissima: la parola. Più che di guerrilla marketing sembra trattarsi di ‘gorilla marketing’. Chiunque, armato di una penna e di una battuta, passando davanti a centinaia di manifesti con Magilla ha potuto lanciare il suo messaggio.

L’obiettivo dell’azione dunque è stato dare voce al cittadino, offrendogli la possibilità di dire cosa pensa di un politico scrivendoglielo direttamente sui suoi stessi manifesti. Il movimento è diventato sempre più ampio in questi giorni grazie alla possibilità di scaricare direttamente dal blog le immagini da attaccare ai manifesti, e promette di non fermarsi e continuare ad urlare contro i manifesti elettorali.

Di seguito il video della prima operazione di Magilla a Bologna: http://www.youtube.com/watch?v=WYD0PZqlN0Y

1 commento a “Il gorilla Magilla e i manifesti elettorali”

  1. [...] visibilità con il minimo investimento.Continua a leggere il post originale su The Front Page: Il gorilla Magilla e i manifesti elettoraliPotrebbero interessarti anche questi Post:Pisa, manifesti UAAR per una scuola laicaSconfitte [...]

  2. Portoreale scrive:

    A me sembra (ma posso sbagliarmi, perché in fatto di leggi in Italia non si è mai sicuri di essere nel giusto) che fosse reato penale strappare o coprire o danneggiare o comunque rendere illeggibili i manifesi elettorali.

    Proprio perché, immagino, sono un mezzo per chiarire agli elettori chi votano e perché lo votano.

    Ora apprendo che questa cosa “è stato dare voce al cittadino, offrendogli la possibilità di dire cosa pensa di un politico scrivendoglielo direttamente sui suoi stessi manifesti.”

    Mah. Arimah.

    Della serie: sei incazzato con il governo, con il tuo datore di lavoro, con la squadra di calcio per cui tifi?

    Allora: occupa la stazione ferroviaria, interrompi l’autostrada, tira i pomodori e insulta a sangue Lotito: è solo un nobile esercizio, tutto ciò, di libera espressione del tuo pensiero.

    Ci rendiamo conto del contributo all’imbarbarimento della vita sociale che questo pseudo-pensiero libertario comporta?

    Evidentemente, no.

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