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Le spine del Cavaliere

Neanche un’allusione. Silenzio assoluto. Bocca cucita. Su quello che era sicuramente l’argomento che gli stava più a cuore. Che lo tiene sulle spine in questa Pasqua di Passione, e non per la morte di Gesù Cristo. Il Cavaliere dopo la Resurrezione elettorale spera nella firma da parte del Capo dello Stato di quel “legittimo impedimento” che gli farebbe dormire sonni tranquilli al riparo degli attacchi delle toghe “rosse”. Lui la scena la vede da sempre così.

Nel giorno della tregua e delle dichiarazioni di buona volontà, a cominciare dalle riforme, non ne ha parlato Berlusconi, non si sa se per rispetto o per timore di irritare l’interlocutore. Non ne ha fatto alcun cenno Napolitano, che i documenti, i pareri, le opinioni se li è portati anche a Positano, in Costiera amalfitana, dove sta trascorrendo qualche giorno di vacanza. Per ponderare una decisione che, qualunque sia, sarà presa nella più totale autonomia, ma non mancherà di suscitare polemiche e prese di posizioni.

Il presidente ha tempo trenta giorni per decidere. Scadono il 10 aprile. Tenendo presente che a Roma tornerà il 6 e che l’8 è prevista una due giorni a Verona, per una serie di impegni ufficiali, è evidente che tra martedì e mercoledì si conoscerà la decisione del presidente. I pro e i contro si bilanciano. Si tratta di una norma transitoria, tant’è che chi l’ha scritta ha già previsto di dover poi intervenire con la riforma entro diciotto mesi.

Ma questa formula risponde alla richiesta avanzata dalla Corte Costituzione in sede di bocciatura del Lodo Alfano? Oppure l’esigenza riaffermata che sulla tutela delle alte cariche si debba intervenire con modifica costituzionale, in questa forma, potrebbe essere valutata una risposta non accettabile? Quanto c’è di possibile palese incostituzionalità nella norma sottoposta alla firma del Capo dello Stato? A leggere i giornali di questi giorni il no e il sì sembrano essere opzioni entrambe in campo. La bocciatura da parte del Quirinale della legge sul lavoro non influirà in alcun modo sulla decisione di Napolitano. La mancata firma è questione di sostanza, non temporale. Nessun automatismo.

A breve ci sarà la decisione. Poi sarà eventualmente la Corte costituzionale a entrare nel merito, dato che, è bene tenerlo sempre presente, ad essa compete intervenire nella sostanza. Ricordarsi le due leggi precedenti.

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