Il Financial Times cerca il dopo-Berlusconi
Il Financial Times ci dedica un pezzo. E questa è una notizia. Il pezzo è dedicato alla “Italy still unable to see beyond Berlusconi”. Ma questa, convengo, non è una notizia. L’autore, Geoff Andrews, fa l’assistente alla britannica Open University e ha scritto un libro, che Massimo D’Alema potrebbe non gradire: Not a Normal Country: Italy after Berlusconi. Non abbiamo letto l’opera ma immaginiamo vi si propongano gli argomenti – rassegnati più che allarmati – che si leggono nell’articolo a proposito del fenomeno Berlusconi, la natura della democrazia italiana e la ratio che spinge l’elettore a rinnovare la propria fiducia all’attuale capo del governo, nonostante lui. Andrews una ragione a tutto ciò se la dà: Enrico Letta. Del vice di Bersani pare si sia discusso a Birmingham, addirittura in un seminario universitario dedicato alla “Italy in a post-Berlusconi era”. Letta – constata l’autore – ha le idee giuste su quali siano le riforme necessarie al Paese. Peccato solo che non dica mai come intenda realizzarle.
I giornali francesi si applicano un sacco a L’Aquila, un an après. Le Journal du Dimanche, caustico, ironizza sul premier: con la sua attitudine a dire bugie, e con tutti quegli aquilani ancora fuori casa a cui un anno fa aveva promesso… sarà per questo che alla cerimonia ha mandato Letta! Più tragico Le Figaro che titola: “L’Aquila désespère de renaître de ses cendres”, mentre stupisce Le Monde che racconta l’anniversario all’insegna di uno speranzoso “L’Aquila, époque renaissance.”
Al tema si dedicano anche gli inglesi. Al Guardian in particolare va riconosciuto di aver colto l’aspetto più promettente dell’altrimenti tragica vicenda: “The man who predicted an earthquake”. Un intero articolo è dedicato dal quotidiano liberal a quello sfigato di radiotecnico che misura il radon prevedendo terremoti ma che nessuno prende sul serio. Nessuno? Macché. Oltre il Guardian, ben inteso, ci sono pure gli americani che alle tesi di Giampaolo Giuliani, pare, diano credito eccome.
Notizia per blairiani. Domenica mattina Tony ha bruciato i toast nella cucina della prestigiosa, antica dimora di campagna. Un po’ di fumo, nulla più, però è scattato l’allarme e Cherie non ha fatto in tempo a chiamare la stazione dei pompieri che quelli erano già partiti, e in grande spolvero. L’episodio avviene due giorni prima dello scioglimento del Parlamento accordato al primo Ministro da Sua Maestà la Regina, e dunque due giorni prima dell’apertura ufficiale della campagna elettorale. Se vi va di commuovervi un po’, qui c’è il video con lo speech di Gordon Flash Brown che annuncia la cosa. A proposito, tra i due fatti – la Pasqua piromane di Tony Blair e la corsa di Brown verso Downing Street – sembra potersi escludere ogni relazione.


Gent. ma autrice,
gli Inglesi dell’Italia non hanno mai capito nulla!
Se non cresi italiano, certe cose non le puoi capire.
Es: il “così fan tutti”,relativo ad un’interpretazione della legge che spesso finisce con l’essere l’esatto contrario dello scopo della legge (es. concorsi pubblici con raccomandazione).
Ci sono cose da cambiare nella nostra Italia, che non si vogliono cambiare: in UK, nella Pubblica Amministrazione si accede con curriculum (stile azienda), in Italia no. Perché? Perchè sul curruculum non si possono fare raccomandazioni (il reclutatore ne risponderebbe), mentre sulle prove scritte ed orali del nostro stupido concorso pubblico si possono fare eccome (perché non risponde nessuno).
Questi sono i veri problemi dell’Italia (e non Berlusconi).
Condivide?
@ antonio
SI
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certo che uno che ha “previsto” il terremoto poi si metta a dormire in casa è molto strano!
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