Manuale per i “giovani” del Pd
All’indomani delle regionali, si moltiplicano gli appelli ai quarantenni, o meglio ai quarantenni di ieri, già sessantenni d’oggi, centenari di domani. I capelli cascano, le taglie aumentano, ma l’appello alla “nuova classe dirigente” è sempre lì, fermo, come il semaforo. Una nuova classe dirigente ci salverà. Un giorno i “più bravi” trionferanno. Peccato che non sia vero: non esiste nessun “populismo del merito” che dopodomani consegnerà le chiavi dell’Italia a Irene Tinagli.
Non importa quanto siamo o saremo alla frutta. Non esiste una peer review con cui la Suprema Corte possa regolare/regalare l’accesso al potere attraverso l’analisi dell’impact factor delle riviste su cui hanno pubblicato gli aspiranti parlamentari o consiglieri circoscrizionali. Né è plausibile lo strumento delle primarie aperte sulla rete tra tutti coloro che vomitano quando ascoltano Minzolini. Queste non sono le dinamiche del potere.
I processi politici passano per l’acquisizione di potere, e tale acquisizione deriva dalla legittima rivendicazione di gruppi/reti che avanzano proposte e strategie, sfidano i gruppi di potere consolidati e stantii, e vincono. Non è complotto né casta: si chiama politica. I gruppi di potere non si sfidano chiedendo il permesso. Si sfidano prendendo la parola. Le donne che si sono affermate e si affermano in Italia, tra mille vere difficoltà, non hanno chiesto il permesso. I Cavalieri dello Zodiaco non hanno chiesto il permesso, non hanno atteso Draghi o Monti, per sfidare i Cavalieri d’Oro delle Dodici Case: dovevano salvare Atena.
Questo mi fa pensare alla Segreteria del Pd, una cosa che nessuno conosce però da qualche parte esiste. Penso alla Segreteria del Pd, perché se consideriamo l’età dei componenti, qualcuno di loro dovrebbe conoscere i Cavalieri dello Zodiaco. Più che un prepensionamento o un giuramento, vorrei lanciare qualche suggerimento per la Segreteria del Pd e per le Segreterie prossime venture e per gli aspiranti gruppi dirigenti, in tutti i luoghi e laghi in cui si trovano adesso. Anzi, parecchi suggerimenti, comunque incompleti, per fare qualche passo avanti rispetto all’idea ingenua della formula magica con cui creare classi dirigenti, che conosce solo lui:
- Prendete la parola.
- Fate capire che il punto non è: dimettersi o resistere. Il punto è sempre: trovare ragioni per esistere, senza chiedere il permesso.
- Almeno voi evitate di parlare della Lega “costola della sinistra”: la maggior parte dell’elettorato non ha mai visto la sinistra, non sa cosa sia. Conosce solo la Lega e vorrebbe capire chi siete voi.
- Rivendicate il senso e i numeri del vostro servizio, davanti a chi vi chiama “dipendenti” o “nominati”.
- Occupate la vostra sedia da Santoro, senza snobismi.
- Fatevi intervistare dal Fatto Quotidiano. “Travaglio guadagna” non è un argomento.
- Quando vi considereranno, limitate le vostre interviste.
- Non prendetevela con Scalfari perché è anziano. Non è un argomento.
- Scrivete odi, inni, traduzioni dell’Ecclesiaste. Ma tenetele per voi. In pubblico, se proprio siete artisti, dite la vostra su Nico Bortis. Per il resto, meno poesia e più prosa.
- Ricordate che il patriottismo costituzionale basato sul presupposto che metà del corpo elettorale sia formato da scemi o da servi non è un’idea geniale.
- Non abbiate paura della bellezza perché Berlusconi fa battute sconce e quindi voi non potete più sorridere o ammettere di essere eterosessuali.
- Lo so che è banale, ma ricordate ciò che Berlusconi non ha fatto e non fa, e fate capire che vi importa.
- Dite che Azeem Ibrahim è possibile in Italia. Dite che Shai Agassi pure. Dite come. E molti altri, meno fighi, che non sentiamo nominare, devono essere possibili. Dite come con parole e leggi semplici, senza dare l’impressione di spararle grosse o scrivere romanzi.
- Ficcatevi in testa che non saremo mai la Svezia.
- Ficcatevi in testa che non abolirete il Vaticano.
- Guardate e studiate la televisione.
- Se respirate innovazione, imparate a renderla contagiosa. E non siano solo parole: altrimenti farete la figura dei Latorre 2.0.
- Quando fate una cazzata, fate come Obama, almeno una volta: dite “Ho fatto una cazzata”.
- Quando i vostri amici parlano dei Paesi emergenti, ricordate i pezzi d’Italia che sprofondano. Ricordateli perché li conoscete.
- Deurbanizzatevi.
- Andate nei bar, la mattina presto, a parlare di calcio e non solo. Almeno una volta nella vita, provate ad aprire un bar, una gelateria o una pizzeria. Solo sushi non vale. Confrontatevi con il quintale di norme inutili che seppelliscono chi insegue il nobile sogno di allevare un maiale.
Alessandro Aresu/LSDP


Cara redazione
Amo Beppe Grillo, ma da quando dopo anni lo rivisto dal vivo a Modena, mi è di molto calato il consenso e dopo aver letto un articolo apparso sull’Unità Bologna che tocca cose a mè vicino e che conosco, mi sento in dovere di dire la mia.Certo molte delle sue battaglie sono giuste, molti dei suoi monologhi sono mirati e supportati da dati inconfutabili, che come dice lui puoi trovare su internet, ma su internet e dalla sua bocca non escono soluzioni, escono veti, no rigasificatore a Rivara (MO) e dove lo facciamo?, sotto i piedi di chi?, no cava della ghiaia a C.Franco e dove scaviamo a fianco della casa di chi?, no raddoppio dell’inceneritore a Modena e il patume dove si porta? nel prato di chi?
questultimo è a ottocento metri da casa mia e se non fosso per qualche giorno all’anno di bassa pressione che porta un po di odore non me ne sarei neppure accorto, qui a bologna ha abbracciato il caso sintexcal, azienda sita in un posto sbagliato che non vuole nessuno, però tutti se con l’auto prendono un buco nell’asfalto fanno causa al comune di appartenenza, il sindaco di Sala l’avrebbe portata in mezzo alla campagnia in un sito attrezzato e pronto ad accoglierla con i dovuti accorgimenti, avrei avuto questa azienda a duecento metri dalla mia, (zona artigianale Stelloni), ora dove andrà, sotto il naso di chi?.
Qui in Emilia Romagna tutto si può dire, ma che le amministrazioni si comportino in modo indifferente nei confronti della popolazione, questo nò, certo gli errori li fanno tutti, ma il progresso, le comodità e la vita votata al consumismo e all’agiatezza a un prezzo, questo prezzo sono i rigasificatori, le aziende chimiche, gli inceneritori, le cave ecc ecc.
Se il movimento di Beppe grillo avesse preso il nome “Non nel mio giardino” sarebbe stato più coerente, anche a mè piacerebbe che mio figlio vivesse in un mondo perfetto, ma in inverno debbo accendere il riscaldamento, anche a mè piacerebbe vivere in un mondo senza auto, ma debbo fare 70km al giorno per lavorare, vivrei volentieri su una palafitta di frasche e tronchi, ma serve una casa fatta di cemento e ghiaia, io mi considero una persona coerente e per questo credo che il movimento a 5 stelle, sia ne più e ne meno un utile sfogo per un popolo che è stracolmo delle angherie che gli vengono fatte da anni, ma che non sa dove sbattere la testa e certamente a sottratto voti al pd che era nato per la gente, ma con la gente non ci parla.
Rudi Toselli
Beppe Grillo, e’ il mezzo con cui il Movimento 5 Stelle ha spazio in tv. Pd e Pdl hanno tv, e poltrone in cda rai e authority, noi, solo un comico. Quanto alla propositivita’ del Movimento non ci sono dubbi. Basta entrare in una dei migliaia dei meetup di M5S per comprendere la positivita’ dei ragazzi. Basta sentire i Favia, i Fico, i Bono per capire la diversita’ nel modo di dedicarsi alla cosa pubblica rispetto ai soliti noti. Detto questo, io non ho mai sentito Bersani proporre qualcosa. Berlusconi progetta il Nucleare, Bersani? Berlusconi da un tetto agli Aquilani in un anno, Bersani? La sinistra e’ critica, noi andiamo avanti, con progetti realizzativi alternativi, biosostenibilita’, banda larga. Venite a proporre una Italia nuova insieme a noi!
Boh, mi sa che Lo Spazio Della Politica ha sbagliato il post, e pensare che ero d’accordo su tutto…
All’autore: questo è un blog serio, la prossima volta fai poco lo spiritoso e scrivi un post su Grillo.
Così finalmente sarai sintonizzato con i commenti
Segnalo (si parva licet) due post sulle sinistre senza partiti e il web.
http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2010/04/il-buco-sbagliato-ovvero-la-sinistra-conquista-il-web.html
E anche:
http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2010/04/sinistre-20-nuove-webtribu.html
@Rudi Toselli e laura tonino: non faccio parte della redazione di The Frontpage. Lo Spazio della Politica condivide con grande piacere i suoi contenuti dedicati alla politica italiana con questo sito, previo gradimento della redazione di Frontpage, come è avvenuto con quest’articolo.
In effetti ha ragione John Doe, il post era riferito al PD, e non al Movimento 5 Stelle. Vi ringrazio comunque per l’attenzione e per aver esposto due punti di vista opposti su questa realtà politica.
D’altra parte, se Grillo suscita maggiore attenzione del PD, colgo subito l’occasione per l’autopromozione. Lo Spazio della Politica ha dedicato una certa attenzione al Movimento 5 Stelle all’indomani delle elezioni regionali, con posizioni diverse, come spesso capita sul nostro sito. Per esempio, Beppe Grillo viene nominato da me qui:
http://www.thefrontpage.it/2010/04/01/le-5-leggi-fondamentali-della-politica-italiana/
Qui invece le due analisi “opposte”:
http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/03/un-grillo-per-la-testa/
http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/03/il-popolo-di-grillo-non-prendiamolo-troppo-sul-serio/
Un caro saluto,
Alessandro
@John Doe, in realtà è stato il lettore a commentare così in un articolo che con Grillo non c’entra nulla. Purtroppo i commenti non li moderiamo noi..
@Lo Spazio della Politica: no no, la mia era solo ironia rivolta al contenuto dei commenti e non parlavo di moderazione. La moderazione va bene così e c’è posto per tutti.
Ironizzavo sul fatto che lo spazio c’è ed è gratis, ma bisognerebbe usarlo meglio….ad esempio restando in topic