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L’Union ad Aosta sposa il Pdl e la Lega

«Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux. Ils sont fait pour éclairer le monde. En général ce ne sont pas de grands peuples par le nombre, ils le sont parce qu’ils portent en eux la vérité et l’avenir». Traduzione: «Ci sono dei popoli che sono come delle fiaccole, sono fatti per dare luce al mondo. In generale non sono grandi in quanto numerosi. Essi sono grandi perché portano in sé la verità e l’avvenire”.
Questa l’orgogliosa citazione, tratta da un libro di Emile Chanoux, uno dei caduti antifascisti valdostani, iscritta su di una parete del Consiglio regionale della Val d’Aosta.

Come evidente, la modestia non è dote che attecchisca fra le montagne, e da sempre il micro-nazionalismo etnico della Vda (126.000 abitanti, nemmeno un viale di Torino…) porta sé stesso come esempio di autogoverno (con i soldi italiani) da additare al mondo. La sub-cultura della provincia nordica poi non teme la retorica né i toni roboanti, per cui tutte le scolaresche valdostane hanno avuto i programmi funestati da questi “Peuples flambeaux”, naturalmente titolari di diritti all’autodeterminazione e alla secessione contro lo “Stato centralista”.

Ma in politica la poesia lascia il posto alla prosa: proprio i soldi sono alla base della decisione assunta ieri sera dal Conseil féderal dell’Union, che si doveva pronunciare sulle alleanze per le future comunali di Aosta, che si terranno il prossimo 23 maggio. Svolta storica: dopo 20 anni di alleanza col centrosinistra ad Aosta, l’Union sceglie di correre con il Popolo delle Libertà e con la Lega, che qui è ininfluente tanto da non avere seggi né in Consiglio regionale né in Consiglio comunale. Infatti il suo spazio politico, i suoi programmi, principi, metodi e contenuti culturali sono  espressi dall’Union da oltre 50 anni.

Alcune precisazioni utili al lettore: nelle regione del preteso federalismo, il Comune di Aosta non conta niente, tutti i poteri sono regionali, ossia rigidamente centralizzati. Quanto al quadro politico, i partiti nazionali eredi della Dc e del Pci, artefici con la loro dabbenaggine di questo capolavoro di autolesionismo istituzionale e di liberticidio civile che è lo Statuto Speciale, si spartiscono circa il 20% dell’elettorato valdostano.

Sopratutto la Sinistra valdostana fu solerte nell’alimentare le “specialità”: con la legge Modica del 1981, consegnò stabilmente i 9/10 del riparto fiscale alla Regione autonoma, rendendola scandalosamente privilegiata rispetto al resto della Paese. In sostanza la Sinistra nelle sue varie articolazioni storiche (Pci-Pds-Ds-Gauche valdotaine e ora Pd), a furia di farsi garante e gregaria del localismo accattone dell’Union verso lo Stato, prima si è fatta eliminare dalla storia passata e dalla Resistenza, poi da quella contemporanea, poi dal panorama politico, indi dalle istituzioni. Ha fatto la fine del dottor Frankestein.

Al Pd, cornuto e mazziato malgrado una pluridecennale subordinazione perinde ac cadave”, resta l’amara consolazione dell’ironia: “Il y a des mouvements qui sont comme des allumettes: un petit vent depuis Rome change la direction de leur flamme”. Traduzione: “Ci sono dei movimenti che sono come i fiammiferi: basta un venticello che spiri da Roma e cambia la direzione della loro fiamma”. Ma ora chi rischia di spegnersi è il Centrosinistra.

4 commenti a “L’Union ad Aosta sposa il Pdl e la Lega”

  1. Ghino di Tac....chino scrive:

    Mica sono più fessi degli altri; non sai che disporsi a favore di vento è lo sport che ha sostituito il calcio nelle preferenze degli italiani? Non c’è nessun problema tanto prima o ….. molto poi anche il centrosinistra ritornerà a vincere.

  2. melechov scrive:

    Se non è che per questo, lo sport preferito dagli italiani è la prostituzione, e si vedono i risultati di questa….. sportività.
    Il problema è che non ci si può porre come alfieri della diversità per ragioni etnico-linguistiche (il nord virtuoso e ricco di princìpi contro il sud marcio ed opportunista!),e poi comportarsi come dei Mastella di montagna.
    Insomma se la novità leghista è una ripetizione in salsa nordica del peggior opportunismo meridionale,allora siamo fottuti.
    Può darsi che lei,dato che ha scelto lo pseudonimo di un grassatore di strada, si trovi bene in un Paese così.
    Ma molti italiani no.
    Comunque grazie dell’attenzione.

  3. Loredana scrive:

    Da anni sentiamo parlare di federalismo fiscale, di decreti attuativi ecc. ecc. , ma mi pare che, non solo nessuno conosca ancora il conto dell’ operazione, ma nessuno ha spiegato come verranno configurate le regioni a Statuto speciale nell’ ambito della legge. Continueranno a ricevere di più di quello che danno? Insomma si porrà termine a questa vergognosa sperequazione? In attesa, l’ UV si è portata avanti con il lavoro alleandosi con Lega e PdL.

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