Aridatece Navarro-Valls!

Verrebbe da chiedersi chi si occupa di comunicazione in Vaticano. Di certo non più Navarro-Valls. E si vede. Le logiche pretesche che si sono insediate dopo Giovanni Paolo II, e che si sono declinate nel mondo della comunicazione, semplicemente non funzionano.

Si iniziò con il Papa che a Regensburg accennò ad un discorso sull’Islam, decisamente sensato, pacato e condivisibile. Il messaggio che passò fu invece che il Papa era contro l’Islam. Poi il pontefice abbozzò a mezza bocca un pensiero sul preservativo, l’AIDS e la sessualità responsabile. E tutto il mondo gli si rivoltò contro attribuendogli la colpa di tutti quelli che contraggono l’HIV.

Adesso riesplodono i casi di cronaca di orrendi preti che tradendo la loro missione, e condannandosi all’inferno, divorano corpi e anime di ragazzini. E i media attribuiscono le colpe a Papa Benedetto, mentre il popolo manovrato da questi fenomeni mediatici chiede la testa del pontefice. Il quale poverino è invece quello che ha fatto di tutto per inasprire le pene e le procedure, e con preti pedofili non ha nulla a che vedere.

Allora, nessuno si è chiesto se forse alla Sala Stampa della Santa Sede c’è qualcuno che non ha una mezza idea di come funzionino i fenomeni mediatici? Ai tempi di Giovanni Paolo II c’era l’abilissimo Navarro-Valls, il quale riusciva sempre a far uscire il Papa vincitore. Buona parte dell’immagine che Papa Wojtyla ha guadagnato la si deve a lui, e va riconosciuto.

Se ci fosse stato lui, di sicuro il Papa quella parola a mezza bocca sul preservativo l’avrebbe rettificata sul momento, su suo suggerimento. La faccenda islamica sarebbe stata quantomeno gestita in modo più fluido. E di certo nessuno avrebbe attribuito al placido Ratzinger colpe che ricadono gravissime su altri, preti e vescovi, ma certo non su di lui. Ma hanno prevalso logiche clericali. E adesso se le tengano.