La Lega degli uomini straordinari
Sulle pagina di Facebook imperversa la sindrome rivolta della base del Pd. “Adesso parliamo noi della base” (e le primarie non le avete fatte voi?). Molti invocano l’effetto Nichi: “Ci vuole Vendola segretario nazionale, con questi dirigenti non vinceremo mai” (solo che a lanciare il grido di dolore non è più Nanni Moretti ma Claudio Amendola).
Nessuno che dica che con la Poli Bortone al Pdl, Vendola avrebbe preso, e che Vendola ha preso meno punti in percentuale dell’altra volta e l’Udc assieme al centro destra di più. Nichi ha preso appena un 2% in più della coalizione, più debole e più divisa. Ma per carità: fabbriche di Nichi ovunque (che sembra un progetto di clonazione improbabile) e speriamo in 10, 100, 1000 Fitto?

Come il cacio sui maccheroni arriva Prodi: “Ci vuole un partito federalista, via il gruppo dirigente nazionale” (leggi: D’Alema, Veltroni e forse Bersani?). Ma non è per odio nè per rivalsa sui suoi due presunti detrattori, nonché resposabili più o meno diretti delle sconfitte dei due governi Prodi, no.
E’ che ci vogliono 20 uomini forti, come nel fumetto Marvel portato sugli schermi (La leggenda degli Uomini Straordinari) con uno Sean Connery invincibile: Mina Murray, Alan Quatermain, Doc. Jekyll e Mr. Hyde, Capitano Nemo e Hawley Griffin (l’Uomo Invisibile). La Lega degli uomini straordinari, almeno 20, contro la Lega di Bossi. Per aiutare il Pd a ritrovare le sue radici… io direi anche le bacche e i funghi, per mangiarsele da solo, perchè sembra che gli elettori non siano interessati.
Prodi parte da una constatazione giusta, la necessità di ripartire dal territorio, ma non è chiaro per fare che cosa e non è chiaro se per scegilerli, questi 20 uomini forti, ci saranno altre primarie, visto che le ultime, quelle della bocciofila, hanno distrutto i gruppi dirigenti regionali arrivando ad un livello di conflittualità e inconsistenza senza precedenti.
In alternativa si può sempre pensare ad un bel talent: “P factor” con Prodi, Sandra Zampa (la ex addetta stampa oggi deputata) e Silvio Sircana (ex-portavoce) come giuria. Ma su Sircana sembra che Prodi abbia dei problemi: negli ultimi tempi si è
avvicinato troppo a D’Alema. Pure lui!


cara redazione.
L’unico problema del Pd è che parla troppo del Pd, qui da mè nella bassa bolognese dove ci sono degli operai davanti ai cancelli delle loro oramai ex aziende, si vedono bandiere della Cgl assieme a quelle della Lega, il movimento Viola e quelle dei Grillini, le bellissime mandiere similtricolore del mio Pd non ci sono, Vendola,D’alema, Veltroni, ora anche Prodi, debbono solamente iniziare a parlare del paese al paese, potrebbero partirere con il rimettere metà del loro stipendio a disposizione dei cassaintegrati e licenziati, per ritrovare le radici non ci vuole una mappa, ci vuole la voglia di farlo.
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credo che dopo 25 anni di mediaset il signor b.sia riuscito ha fare il lavaggio del cervello alle nuove generazioni e non.Oggi il popolo del 101(dipendenti,operai ecc)pensano a diventare veline,tronisti,partecipanti dei reality ecc.Il capolavoro del signor b.è aver allontanato i cittadini dalla politica,è una questione di cultura,di pensiero,e non basteranno certo 20 uomini straordinari del PD per recuperare 25 anni di lavaggio del cervello
Facci sognare! Vai!”: così Massimo D’Alema rispondeva nel luglio 2005 a Giovanni Consorte, numero uno di Unipol, che gli annunciava l’imminente acquisizione del “70 per cento della Bnl”.. “Abbiamo una banca!”, commentava con minore slancio onirico, ma con uguale compiacimento l’allora segretario ds Piero Fassino parlando al telefono con lo stesso Consorte. E per queste due espressioni, banalmente entusiaste, si scatenò il pandemonio. Ora invece, quando l’ineffabile Bossi, chiede tutte le banche del Nord, ecco leghisti e soci plaudire immemori degli strali lanciati contro i plutocrati diessini, e dimentichi del pietoso fallimento del loro primo (ed unico per fortuna ) esperimento bancario.