Mantra per aiutare la memoria collettiva
Siccome sono un ragazzo di campagna del profondo Nord, dove da tempo le meraviglie leghiste sono al potere, mi sembra opportuno ricordare a voi cittadini metropolitani qualche piccolo mistero italiano non ancora risolto. Di quelli recenti, eh? Quelli vecchi sono ormai tutti chiari…
Qui, tra le dentate scintillanti vette, di queste cose noi ce ne freghiamo, sono distanti dalle nostre montagne felici, noi non vediamo oltre il nostro campanile. L’ombra del campanile delimita il territorio, che noi presidiamo. L’importante è che siamo liberi da voi teròni come l’acqua del Po, e che ci illuminiamo d’immenso ruttando in bergamasco. Però magari sapere qualche verità, magari con comodo, magari col prossimo piano quinquennale veneto, potrebbe aiutare. Così, tanto per sviluppare la memoria del rincoglionito medio televisivo.
Insomma va bene la teledemocrazia di Raiset, la libertà del telecomando, essere pubblico di studio tv ma non cittadini: però ogni tanto un piccolo ritorno al passato non guasterebbe. In piccole dosi. Il record attuale di memoria storica, limite raggiunto in ogni test dallo scimpanzé usato come cavia e rivelatosi il più cretino, non supera i 7 giorni. Proviamo a superarlo ripetendo insieme prima dei pasti:
Chi ha inquinato il Lambro?
Chi ha legnato a morte Stefano Cucchi?
Chi comandava i carabinieri del caso Marrazzo?
Chi ha fornito la dose al pusher del caso Marrazzo?
Come vanno le indagini sulla bomba anarchica alle Poste milanesi?
Come vanno le scoperte per sconfiggere il cancro?
Quando torna Vanna Marchi?
Questo mantra è da ripetere una volta al dì.


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Aggiungerei, perché di attualità: come è finita la vicenda del fallimento della banca leghista Credieuronord ?