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La struggente impotenza del presidente della Camera

Evvai, Gianfranco, spiegaglielo tu a quel sultano della populistico-crazia cosa è la politica, cosa sono le istituzioni, cosa vuol dire governare che non è comandare. Fare meno i buffoni e più gli statisti, perdio! Più partita meno derby, meno amore più futuro. Meno Berlusconi, meno berlusconate, meno berlusconismi… Cioè?

C’è da diventar scemi oggi a leggere le lenzuolate di commenti analisi retroscena previsioni. Ma quando mai il Pdl, nato in punta di predellino, avrebbe potuto esser altro da una Forza Italia finalmente liberata dalla dolente costola aennina? Il solo pensarlo, come inopinatamente deve aver fatto Fini, è stato un errore. Peggio: un crimine di portata colossale, una colpa grave gravissima, talmente “cotanta” da meritare al reo la radiazione perenne dall’albo della politica.

Di Fini si dice non ne abbia mai azzeccata una. Sarà perché guarda troppo in là? Come Tabacci, come Follini…: quelli che dicono cose giuste, le dicono bene ma fondamentalmente le dicono solo a sé stessi. Oltre che guardare in alto o in avanti o al futuro, come fa Fini; oltre agli intellos, ai libri, alle riviste di politica e ai webmagazines che guai a dirgli fighetti se no te la menano per settimane a narrativeggiare che no, loro non fanno politica. Ah no? E che fanno? Fanno pensiero, pensiero libero. Bene, ma la politica allora chi la fa?

Insomma: Fini, finiani, finisti, oltre a guardare aldilà – delle Alpi e della Manica (l’esterofilia farefuturista è ormai un riflesso pavloviano), della pancia, del presente… – bisognerebbe pure che muovessero qualche passetto sudato nella direzione agognata. Una mossa qualunque. Qualcosa che faccia capire che la marcia è partita. L’ha mai fatto Fini? No che non l’ha mai fatto.

In Lombardia, per dire, il finismo non c’è, non ci sono finiani e, per quanto mi consta, non c’è mai stato neppure Fini (anzi si: è passato per caso un dì elettorale, ha presenziato ad un seminario, che di elettorale non aveva nulla, e, mentre dissertava di riforme necessarie a cospetto di una manciata di manager nordisti, Lega ciellini e pidiellini laici stavano da Formigoni, in un popolarissimo vernissage di campagna elettorale).

Ora, uno dirà: ma in Lombardia Fini non è mai esistito. Vero. Perché il destrismo sociale dell’ex An non era oggettivamente concepito per sfondare in Padania. Ma altra cosa – se ne converrà – è il post-destrismo liberale che il Presidente Fini va cantando da un po’. Riforme, futuro: sono cose che la borghesia milanese comprende, no? Eppure, com’è possibile che la suggestione repubblicana, moderna, civile che il nostro uomo propugna dagli schermi tv venga snobbata proprio dalla constituency più evoluta e dunque teoricamente più feconda ad accogliere l’alternativa – di destra – all’arrogante provincialismo berlusconian-bossiano? Mah!

Sarà che le idee, per poter esser feconde, vanno scongelate dall’olimpo dei desideri e piantate sul terreno e innaffiate e curate e nutrite con pazienza, e protette dai temporali, dalle cacche di piccione, dalle forbici radicali del bracciante invidioso. Ecco: Fini, invece, le sue idee le lascia in vaso, le contempla, le griffa, le loda e intanto gli altri monopolizzano il campo mettendoci dentro patate, che saranno pure volgari ma almeno per un po’ da mangiare lo danno.

Postilla: Berlusconi e Bossi sono entrambi cittadini di Sparta. Lo sono sempre stati e le rivalità degli esordi non erano altro che competizione – sana – tra guerrieri. Ma due guerrieri, come è d’uopo, fatta la pace è pace forever.
Il mestiere del guerriero è fare la guerra non la filosofia. E la guerra loro fanno, perché spartani sono. Solo che la guerra, ovviamente, B&B la fanno ad Atene.

6 commenti a “La struggente impotenza del presidente della Camera”

  1. [...] 16 aprile 2010 di Kuliscioff per The Front Page [...]

  2. gino scrive:

    sei bravissima, lucida ,ineccepibile.

  3. [...] berlusconate, meno berlusconismi… Cioè?Continua a leggere il post originale su The Front Page: La struggente impotenza del presidente della CameraShare a2a_config.linkname="La struggente impotenza del presidente della Camera"; [...]

  4. [...] partita meno derby, meno amore più futuroContinua a leggere il post originale su The Front Page: La struggente impotenza del presidente della CameraShare a2a_config.linkname="La struggente impotenza del presidente della Camera"; [...]

  5. Gulag2010 scrive:

    Metamorfosi e enigmistica.
    Parola di quattro lettere:si credeva un delfino e si è mutato in un tonno in scatola marca “FARE FUTURO”

  6. [...] Link fonte: La struggente impotenza del presidente della Camera [...]

  7. [...] via La struggente impotenza del presidente della Camera | The Frontpage. [...]

  8. loremaf scrive:

    Auguri di buon lavoro compagno Fini !
    E questa sarebbe la buona politica della terza repubblica ?
    Suvvia, questi non hanno la statura, sono dei piccoli commedianti da “l’isola è mia e me la gestisco io”.
    Concordo:Simul stabunt, simul cadent .
    troveranno il modo anche su diverse posizioni, come lo sono da anni, di trovare come proseguire, perchè il popolo è sovrano e i guai italiano sono derivati dalle fiction e dai libri che non incersano il dominus.
    Il sempre impettito Fini è come il gambero un passo avanti e due indietro, e visto che lo fa da anni si allontana sempre di più dai suoi compatrioti che stando fermi guadagnao posizioni nei suoi confronti.
    I vari gasparri, storace, la russa, matteoli, alemanno e polverini sono già posizionati bene e non lascieranno il loro posto al sole dei famosi.
    Lui sta lì con il suo pensatoio, a leggere e rileggere, ma non si sente mai pronto per sostenere gli esami, vorrebbe un voro di stima, ma di questi tempi al messimo gli potrà essere elargito dal dominus, nessuno gli fa più credito, forse qualcuno nell’opposizione.

  9. agostino scrive:

    ma c’ha li voti????

  10. Paolo Pantani scrive:

    Saranno uomini di Sparta, ma Sparta fu sconfitta da Tebe a Leuttra (371 a.C.) e giunse perfino nel Peloponneso, fino ad allora mai violato.
    Fini non è Atene, è Tebe, altra scuola politica, con un contro-copione fresco che lo fa simile a Juan Carlos di Borbone, anche lui designato da un altro:
    ” Giovane, non fascista, non nostalgico, che creda, come ormai credo anch’io, in queste istituzioni, in questa Costituzione. Perché solo così il Msi può avere un futuro ”
    Ma pure ai designati, tocca, ” a chi tocca nun se’ ingrugna”, IL MOMENTO DELLA VERITA’ E DELLA FERMEZZA.
    Se non altro è meglio quello che tocca a lui adesso, mica gli tocca el coronel Antonio Tejero Molina, quello che occupò le Cortes e sequestrò i deputati.

  11. Luigi Rintallo scrive:

    A parte che Atene è stata causa di guerre ingiuste e quindi si merita di essere combattuta… Resta il fatto che Fini non rappresenta alcun futuro, non guarda al di là, non parla di politica ma in politichese, concepisce il mondo e i suoi problemi senza mai salire su un tram. Circa poi le cose giuste, saremmo grati se se ne facesse un elenco. Probabilmente la pagina resterebbe bianca.

  12. [...] che mostrerebbero la crisi irreversibile del Pdl, il tramonto inesorabile direbbero quelli che “fanno pensiero, pensiero libero“. “La Lega ha infatti ottenuto un grande successo ma con la complicità [...]

  13. [...] riflessione che fa un po’ di chiarezza su quelli che secondo gli intellò che hanno sproloquiato in questi mesi avrebbero voluto solo far ritornare il “paese [...]

  14. [...] una rete di idee, pensando al paese, vogliono solo dire la loro nel partito che hanno fondato, fanno pensiero, pensiero libero, è come veniva chiarito qui: “Il mondo vitale che si ispira alla visione politica del [...]

  15. [...] Meno male. Ma quanto fatica sprecata da parte dei neo-fighettini, quante parole impalpabili, quanto pensiero, pensiero libero fatto, quanto entusiasmo fanciullesco sprecato senza l’ombra, neanche lontana della politica. [...]

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