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Berlusconi chiama Cesa, se son rose fioriranno

Dicevamo di Casini… Ma perché nel pollaio politico di casa nostra si finisce
sempre per tornare a Pier Ferdinando? Diciamo che ce lo impone la cronaca. In questo caso, due fatti di cronaca. Delle scintille tra Berlusconi e Fini
sappiamo tutto (e possiamo star tranquilli che fino a  martedì – riunione dei
finiani – e giovedì – direzione del Pdl – sarà sempre peggio: sennò come
presidiare le pagine politiche dei giornali?), ma due telefonate sono sfuggite
all’attenzione dei media.

Di una, per la verità, ha dato conto il Riformista di oggi, domenica, ma in maniera imprecisa. Il quotidiano di Polito afferma che Fini e Casini si sono sentiti al telefono. Errore. Fini ha cercato Casini, che però non si è fatto trovare. E questo già è un messaggio. Della serie: ”Sbrigatela tu, mio caro. Vuoi che ne parliamo? dipende da come te ne esci, se te ne esci”.

La seconda telefonata, invece, è andata a buon fine. L’ha fatta Berlusconi in persona a Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, ottimo amico del Cavaliere, che quando vuole lanciare messaggi ai centristi non esita a chiamarlo: anche perché con Pier non sai mai come va a finire, magari lo racconta al primo che passa e poi finisce sui giornali.

La guerra atomica con Fini sarebbe scoppiata di lì a poche ore: senza tanti giri di parole il premier non ha invitato l’Udc a confluire nel Pdl (sarebbe stato quantomeno velleitario o prematuro), ma direttamente a entrare al governo. Insomma, se per il momento a Casini non interessa il partito, qualche poltrona, per sé o per i suoi, gli farà comodo, no? La risposta dicono che sia stata un cortesissimo: no grazie (non poteva essere altrimenti), ma, alla fine, il Cavaliere avrebbe messo giù il telefono con animo sollevato.

Dalle parti dell’Udc danno per morta la possibilità di un terzo polo, e quanto a dove schierarsi, se a sinistra o a destra, chiedono solo di non farlo subito ma a fine legislatura. Con Fini ridotto ad un fantasma politico, chi potrebbe avere le carte in regola per tentare – sul serio – l’avventura politica della successione a Berlusconi? Appunto: dicevamo di Casini…

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