Separati in casa
“Allora niente, io dormo qua.”
“Sì.”
“Guarda che mi sono preso il comodino. Quello dell’Ikea blu.”
“Ah. Va bene.”
“Non ti dispiace?”
“No. Cosa vuoi che me ne freghi. È un comodino. Ho cose più gravi a cui pensare.”
“Dai, Silvio, adesso non fare il piangina. È meglio così, lo sai anche tu.”
“No, non ci credo, ma se lo dici tu…”
“Te ne renderai conto con il tempo. Abbiamo esigenze diverse.”
“Ma non è vero. Lo dici solo perché mi vuoi punire.”
“Non ti voglio punire, credimi, voglio solo che tutti e due siamo felici. Tu hai bisogno dei tuoi spazi, di far venire chi vuoi, in ogni senso. Io ho altri ritmi, altre priorità, capito? Non posso continuare a stare sveglio fino alle sei di mattina pensando a dove sarai e con chi sarai e se tornerai con sei igieniste dentali in minigonna. Devo poter trovare me stesso.”
“Io credevo che tu avessi trovato te stesso con me.”
“Invece no, con te mi sono perso. Ma vedi, non me ne vado, ho solo bisogno di tempo e di capire cosa voglio.”
“Non te ne vai solo perché non trovi un’altra casa comoda e bella come questa.”
“Non è vero.”
“Mi stai lasciando. Abbi il coraggio di ammettere che mi stai lasciando!”
“Ma no! Non è vero. E poi, dài, non sei felice di avere un po’ di libertà? Puoi uscire con chi vuoi. Anche con Umberto. Certo, ti tocca portarti dietro il Trota, ma io te l’avevo detto che finiva così.”
“Non mi dire che te ne vai per colpa del Trota.”
“… mmm… nnno. Ma… ecco…”
“Ma il Trota lo facciamo sparire, dai! Se è quello il problema. È quello?”
“No, Silvio, non è quello, mi dispiace. Non è proprio quello. Sono tante cose. Adesso però vai di là e lasciami finire di sistemare le mie cose. Ho bisogno di restare solo.”
“Sei senza cuore.”
“Ti passerà.”
“Come fai a dire che mi passerà? Che ne sai che mi passerà? Io volevo solo te. Adesso cosa faccio da solo?”
“Che domande. Due telefonate, e passa la paura. Vai sul tetto a tirare giù antenne. Cambia il regolamento di Miss Condominio e fatti eleggere. Basta che adesso te ne vai in camera tua e mi lasci riposare, ok? È un momento difficile anche per me.”
“Non ti mollo.”
“Mi mollerai.”
“No.”
“Sì…”
“No.”
“Va bene, ciao.”
“Che fai, mi molli?”
“Sì, sì, vado, scusa, ho da fare.”
“Ma come? Ma dopo tutto questo tempo? Te ne vai così? Ma non ci tieni a me?”
(Continua…)

