Religione e mistica del giustizialismo
Ultimamente mi capita spesso di restare spiazzato nel leggere articoli e post di quella parte di sinistra (sinistra?) che per comodità chiameremo giustizialista e, sempre per farla facile, individueremo intorno a Repubblica. Quello che mi lascia soprattutto perplesso è come i discorsi e gli ideali – questi ultimi spesso condivisibili, ma sempre più rigidi, sempre più freddi – si spostino rapidamente dal versante politico al filosofico e siano ormai ad un passo dal toccare quello mistico/religioso. L’Italia del 2010 somiglia sempre più alla Germania del 1530: ci tocca scegliere tra i santi e i corrotti.
Questa settimana è toccato a Raimondo Vianello, destinato via internet alla dannazione per un paio di sue antiche ed incaute dichiarazioni; mi domando peraltro come avrebbe reagito questa parte di opinione pubblica e di giornalismo alla notizia della morte di Ernst Jünger, per dire, o di Heidegger, o di altri uomini che forse è scorretto ridurre soltanto ai propri errori. Ma fin qui saremmo in ogni caso nella normalità: Vianello era un dipendente di Berlusconi e come tale un peccatore, dunque uno da scacciare dalla città dei santi.
Quello che mi ha mi stupito di più è il gran polverone sollevato dal caso Alfano-De Magistris; soprattutto l’ultimo, che ancora poco tempo fa era uno dei predicatori più ascoltati dagli anabattisti nostrani, coloro cioè che non accettano nessuna autorità al di sopra o al di fuori della propria coscienza (specialmente se questa autorità ha a che fare col Pd), si trova adesso al centro di tali e tante accuse che vien fatto di dubitare del prosieguo della sua carriera di moralizzatore.
In tutto questo, ci tengo a precisarlo, può essere che abbiano ragione i colpevolisti, anzi: sono certo della fondatezza dei loro argomenti; ma, nel loro insieme, i giornalisti di Repubblica e dell’Espresso comincio ormai a figurarmeli come gli inquisitori bambini di Münster, le piccole manine bianche e scheletriche pronte a indicare e a condannare, mentre il volto innocente osserva senza espressione il terrore negli occhi delle proprie vittime. Temo però che la storia abbia già mostrato che una simile amministrazione della giustizia o un simile concetto di integrità non giova alla forza e alla coesione di una comunità; semmai, congiura soltanto ad indebolirla e a preparare il ritorno dei vescovili.
Personalmente, tra i puri e i corrotti, anche se non credevo che l’avrei mai pensato, comincio a preferire i corrotti; se non altro, li trovo più umani.
Tamas


Prima o poi dovremo dirlo che Q è il più bel romanzo italiano della nostra generazione!
A lei risulta che nella storia d’Italia, recente o remota, gli “anabattisti protestanti” abbiano mai esercitato il potere con “bianche manine scheletriche”?
Ha mai visto cesti di teste mozze rotolare sui selciati italiani?
In una Paese che per 30 anni è stato teatro di una “guerra a bassa intensità” che ha fatto almeno 3000 morti, pochissimi dei quali hanno avuto giustizia, la sua affermazione è una bestemmia.
Per stare nella sua metafora, a me sembra abbia governato sempre gente come l’”umanissimo” monsignor Fisichella, così generoso nel dare veste teologica alla sceneggiata dei sacramenti al Capo.
Uno che non condanna.
Forte coi deboli, debole coi forti, come diceva Nenni, uno dei pochi socialisti non da balera come De Michelis.
Si preoccupa se cominciano a piacerle i corrotti? Ha ragione, ma non si preoccupi: non patirà la solitudine.
[...] facile, individueremo intorno a Repubblica.Continua a leggere il post originale su The Front Page: Religione e mistica del giustizialismoSharePotrebbero interessarti anche questi post:Francesco Guccini – Eskimo Francesco Guccini [...]
Diffidare sempre da quelli che si (auto)proclamano “puri”….Scava, scava e alla fine ci troverai sempre dei peccatori e dei corrotti…E’ la natura umana, siamo esseri imperfetti (tranne – naturalmente – i giornalisti di Repubblica, Travaglio e De Magistris…)
Se i sacedoti avessero dovuto negare la comunione a tutti coloro che hanno vissuto nel peccato, le pie suorine che le fanno avrebero avuto molto tempo libero. Negare i sacramenti per la Chiesa e’ sempre stato un segnale politico, come anatemi e scomuniche, una estrema unzione non si nega a nessuno.
Ma se berlusconi avesse sposato col rito civile anche la dell’oglio avrebbe potuto farne mille di comunioni. Il matrimonio civile per la chiesa e’ solo concubinaggio…
Gentile melechov, la mia metafora era per l’appunto una metafora. Di certo non volevo e non voglio falsificare la verità storica, per la quale ho troppo rispetto, né offendere i morti che lei giustamente ricorda.
La Storia però mostra anche che, dove viceversa i cattolici hanno perduto, le teste mozzate non hanno smesso di rotolare. E forse si sono anche create le condizioni che hanno portato a tanti macelli di massa.