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La tentazione elettorale di Silvio (e Umberto)

A distanza di qualche settimana, s’avanza di nuovo lo spettro delle elezioni anticipate. Stavolta dopo la storica rissa tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, alla direzione nazionale del Pdl. Dall’inner circle del Cavaliere riferiscono che la sparata di Bossi sul “crollo dell’alleanza tra il Pdl e la Lega” sia soprattutto una sponda (tattica?) del Senatur al premier per stringere a tenaglia il presidente della Camera. Insomma, il gioco si è fatto durissimo.

Del resto, Berlusconi continua a essere nero per lo spettacolo dell’auditorium di via della Conciliazione (l’umore era pessimo anche stamattina al Consiglio dei ministri) e vorrebbe andare oltre l’epurazione degli undici piccoli finiani. La tentazione, appunto, è il voto prima del tempo, anche in autunno. In questo modo, lui e Bossi si libererebbero di Fini con annesse opzioni terziste da Casini a Montezemolo, e approfitterebbero del deserto-vuoto dell’opposizione per fare strike nelle urne. E a quel punto, il sogno del Quirinale si potrebbe avverare nel 2013 con un nuovo Parlamento a rigida blindatura berlusconian-bossiana e senza ricorrere alla riforma presidenzialista.

Quello che è certo, in ogni caso, è che la faglia apertasi nel Pdl è destinata a provocare altri terremoti. Nuove scosse devastanti o solo di assestamento? Anche perché la Lega non sembra disposta a fare un passo indietro e a rinunciare al suo ruolo di avanguardia del cambiamento. E i timori per il federalismo potrebbero costringere Bossi all’estremo passo.

Senza dimenticare che, benché offuscato dallo scontro tra il Cavaliere e il premier, il ministro Giulio Tremonti ha fatto un intervento alla direzione da premier (paraleghista) in pectore. In cui ha difeso a spada tratta la Lega, “che al Nord ha conquistato quote importanti del proletariato operaio” e ha invitato a ragionare tutti sulle “onde lunghe”, non sulle “onde corte del quotidiano”. Non è un caso che sull’altro fronte dei poteri forti il sottosegretario Gianni Letta stia invece frenando e gettando acqua sul fuoco. La resa dei conti finale tra Berlusconi e Fini è infatti l’occasione per ridisegnare gli equilibri generali. Come dimostra anche l’editoriale del Corriere della Sera di oggi, che mena duro su Fini, accomunando i destini di Berlusconi e del Paese e schierandosi con Tremonti sulla gravità della crisi economica. Lo spettacolo continua.

8 commenti a “La tentazione elettorale di Silvio (e Umberto)”

  1. Maurizio scrive:

    Falliti, Fascisti, Fanculo…

  2. Ciro scrive:

    Mi sembra fantapolitica! Non succederà nulla di tutto ciò. Fini tornerà a casa con la coda tra le gambe anche perché in caso di eventuali elezioni anticipate non lo seguirebbe nessuno.
    Casini invece vorrebbe approfittare della situazione per rientrare ma per fortuna Bossi e la Lega lo fermano, cioè non lo vogliono indietro e fanno bene! :)

  3. alberto scrive:

    Ma perché si deve sempre sottolineare il deserto dell’opposizione? Alle ultime regionali il Pd ha preso circa il 26% più i listini dei governatori. Da 65 anni la sinistra in Italia prende sempre circa il 30%, ora poco più ora poco meno. Il Pdl non è riuscito ad avere la maggioranza assoluta, ma sta facendo con la Lega quello che la Dc faceva con il Psi. Scusate, ma non mi sembra cambiato molto. Capisco che non è la situazione ideale per Bersani. Ma non mi sembra la situazione apocalittica che qui e altrove viene descritta. Ah già, l’illusione d’alemiana di una sinistra di governo: una contraddizione in termini, la sinistra sta sempre dalla parte dei più deboli e questo la rende necessariamente più debole. Chi ha ambizioni di carriera, forse è meglio che cerchi altrove.

  4. Alfredo Manzella scrive:

    A mio modesto parere il Presidente Fini dopo le scenate di gelosia e sputtanamento andate in onda in occasione della Direzione Nazionale del PDL, ancora di più non sarà super-partes ed io, prevedendo che aumenterà notevolmente l’ostruzionismo nei lavori parlamentari a causa anche dei franchi tiratori che ancora allignano nel PDL (quelli non mancano mai), gli chiederei: Presidente Fini, Le sembra opportuno occupare ancora quello scranno e non, invece, uscire silenziosamente e crearsi una sua formazione politica? Dimostrerebbe agli Italiani la sua onestà intellettuale.

  5. sophia colpiacca scrive:

    @maurizio. Supini , Secessionisti,Smascherati……

  6. alberto (non quello sopra) scrive:

    sophia……

    Supini?
    Secessionisti?
    Smascherati?

    supini de che? la riunione del pdl e’ stata un’occasione democratica, e la maggioranza ha espresso le sue idee.

    secessionisti?
    ancora con sta storia?
    guarda che ti devi essere persa qualche puntata della soap, adesso e’ “federalisti” e c’e’ una bella differenza. E’ chi parassitariamente interessa un sud schiavo dell’assistenzialismo vecchia maniera e non piu’ praticabile ma sempre ricco di poltrone e affari interessanti continua a cavalcare la polemica secessionista.

    Smascherati?
    Be’ certo, e’ stato smascherato il tentativo di Fini e compagni il loro giochino di potere nel far fuori Gasparri and company per i propri interessi di tasca.

    Dicevi?

  7. alberto scrive:

    dopo il buon senso resta sempre il silenzio…..

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