Ma il Partito democratico quali riforme vuole?
E’ curioso sentir dire da Bersani, su Repubblica, che con B. non si possono fare le riforme. Non perché l’affermazione non contenga del vero, ma perché non si capisce come faccia il Pd a parlare di riforme quando non ha un suo progetto. Qualora B. imploda, il Pd cosa direbbe sul tema Violante recita la solita litania della separazione dei poteri e del sistema elettorale che dia potere di scelta al cittadino. Acqua calda che nasconde ciò che tutti sanno: il Pd è diviso e lo stesso segretario su questi temi non è a suo agio.
Si apra nei prossimi mesi una bella discussione tra gli iscritti sui due soli sistemi proponobili, il francese e il tedesco. Allora tanti esponenti democratici che aspettano di vedere dove tira il vento per dire la loro, dovranno pronunciarsi. Se un dirigente politico non sa cosa dire sulla questione fondante di una democrazia, la forma di governo e la legge elettorale, può veramente dirsi tale? L’unico che finora ci ha messo la faccia, piaccia o no, è D’Alema.
P.A.


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Il PD deve anche spiegare cosa e’ non solo cosa vuole.
Vuole essere il vecchio PCI o la perniciosa sinistra democristiana di Donat-Cattin.
Vuole essere il contenitore del popolo viola (noti porta sfiga) o l’espressione del riformismo cauto.
Prima si decidano e poi trovino qualcuno che riesca a sconfiggere SB senza fare anti berlusconismo. Proponendo, non solo inveendo.
Caro Un Esule, questi vogliono solo le poltrone e il potere che ne consegue. Del resto non gliene importa nulla! Ma nulla di nulla. A parte disquisire su quanto sono democratici illuminati intelligenti altruisti e colti contro gli altri beceri ignoranti rozzi.
Ma poi chi lo dice? Giusto loro.
Il problema sta nel fatto che il pd ritiene giuste le proposte di riforma fatte dalla maggioranza, ma non può ammetterlo. Di conseguenza non è facile inventarsi qualcosa di nuovo e migliore da proporre.