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Qui ci vuole una grande coalizione

Nel Pd è da qualche tempo in voga una vulgata secondo la quale il dibattito sulle riforme sarebbe ormai stantio. Parlarne non servirebbe a nulla. Sia perché si tratta di temi che non interessano la “gente”, sia perché con B. e B. non è possibile realizzare alcunché. Buon ultimo se ne è fatto sostenitore il sindaco di Firenze, uno dei nuovi talenti del Pd. E invece bisogna parlare di riforma delle istituzioni e provare a realizzarla. Con pazienza, sapendo che è la cosa giusta da fare. Così il Pd può esprimere la sua funzione nazionale: contribuire a fare uscire la democrazia italiana dall’interminabile transizione nella quale è impantanata dal ’93. Perché anche se il Pd vincesse le elezioni domani, magari con un nuovo Ulivo, il sistema non reggerebbe lo stesso.

La proposta del Patto repubblicano avanzata da Bersani è un ottimo punto di partenza, ma perché limitarla all’eventualità del pericolo democratico? Serve una grande coalizione che raccolga tutti quelli interessati a tenere unito il Paese, a riformare le istituzioni riaffermando la centralità del Parlamento, ad affrontare la crisi finanziaria globale. Una grande coalizione che si proponga come forza di governo che denunci il danno che deriverebbe da una nuova prova elettorale. Ci attendono tempi molto duri, la politica dovrà dimostrare di essere all’altezza. Altrimenti ci penserà qualcun altro. Come in Grecia.

Paolo Allegrezza

0 commenti a “Qui ci vuole una grande coalizione”

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