Berlusconi, Fini e la comicità involontaria
Non so voi, ma io ne ho le tasche piene della lite o della rottura o del quasi divorzio o come vi piace chiamarlo, tra Berlusconi e Fini. Sono due settimane piene che se ne parla: quotidiani, Tg, talk show, settimanali, siti web in un’orgia di interviste, dichiarazioni, dibattiti, articoli e articolesse. A leggerli ed ascoltarli ho provato una strana sensazione: come se tutto si liquefacesse, non avesse più alcuna consistenza. Imbarazzante se non irritante. Poi ho provato a dare una lettura con le lenti dell’ironia e mi è parso di cogliere alcune frasi degne di nota. Penso, anzi sono convinto che avrebbero fatto gola a Gustave Flaubert per il suo Sciocchezzaio dal Bouvard e Pecuchet, o magari a Carlo Maria Cipolla per il suo saggio sulla stupidità.
Ve ne propongo una breve antologia (limitata ai politici: se avessi considerato anche i giornali , mi ci sarebbe voluto un libro).
D’Alema (al Corriere della Sera) e l’importanza di chiamarlo Gianfranco – Fini “è l’interlocutore importante – e per questo dialogo con lui da anni – di un centrosinistra che capisce che il Paese non si può più governare in questo modo”.
Bersani (a Rainews24) e il patto con l’ancora – “Propongo un patto repubblicano, anche con Fini, per varare riforme ancorate alla Costituzione”.
Rutelli (il Sole 24Ore) “en attendant Gianfrancò” – ”Aspetto Fini, naturale l’approdo verso un nuovo schieramento politico”.
Fini (a Porta a porta) cuore ingrato – “Non sono presidente della Camera per concorso vinto né per un cadeau del presidente del Consiglio”.
Berlusconi ovverossia Pinocchio – “Io non ho litigato con nessuno “
Bossi (alla Padania) il pompiere – “Non voglio mettere benzina sul fuoco, ma siamo davanti a un crollo verticale del governo e probabilmente di un’alleanza. Fini, invidioso e rancoroso per le nostre ripetute vittorie ha rinnegato il patto iniziale e non ha fatto altro che cercare di erodere in continuazione ciò che avevamo costruito”.
Bocchino (a SkyTG24 ) e la grandezza – “Il problema è che il Pdl non deve essere un partito grande ma un grande partito”.
Di Pietro (all’Adnkronos) e la pietra, ovverossia gutta cavat lapidem – “Fini, che è stato buttato fuori dal Pdl come un extracomunitario, sta cercando di deberlusconizzare la destra. Mi auguro che piano piano, goccia a goccia, la pietra di questo regime si possa bucare”.
Scalfari (su Repubblica): l’avevo detto io! – “Come ho scritto nell’articolo di domenica scorsa, rompendo con Fini il presidente del Consiglio ha confermato che non ha alcun interesse alle future sorti del partito da lui fondato, non è su di esso che si basa la sua fortuna politica e il suo potere”.
Bobo Craxi (a Ballarò) e il cavallo amerikano – “Probabilmente Fini è stato scelto come cavallo da ambienti americani che hanno interesse a spezzare una politica estera che Berlusconi ha condotto con eccessiva leggerezza, come nel continuo civettare con Putin”.
Ecco, questa gara a chi la spara più grossa mi ha fatto pensare ad Albert Einstein (“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro circa il primo”) oltre che all’incompiuto capolavoro di Flaubert. Come scrisse alla sua amica Louise Colet, il suo fine era di scrivere un libro che arrivasse ad una comicità portata all’estremo, una comicità che non facesse più ridere. Ma Bouvard e Pecuchet erano due copisti, non uomini politici.
A questi spesso capita che credono di poter dare una risposta ad ogni cosa, pervasi da solide certezze. Così si addentrano negli inesplorati territori del pensiero, e quando e dove meno ce la aspettiamo, ci regalano un po’di imprevisto buonumore. E si laureano campioni di comicità involontaria.


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Anni addietro un anonimo politico Dc vicentino (che molti in realtà conoscono) scrisse un gustoso libretto “Arcipelago Gulash” (parafrasando Arcipelago Gulag di Solzenicyn) dove raccolse fior da fiore tutte le castronerie dette dai politici in Consiglio Comunale a Vicenza.
Ebbene, sono passati tanti anni ma i politici della seconda Repubblica continuano a “dar aria alla bocca” senza aver nulla di intelligente da dire…Il “caso Fini” è emblematico in tal senso: aria fritta a go go…
[...] Guarda Originale: Berlusconi, Fini e la comicità involontaria | The Frontpage [...]
penso che fini dovrebbe continuare a fare il presidente della camera tout court senza se senza ma e soprattutto senza parlare….
ha già cambiato troppo volte le carte in tavola per essere credibile e poi, appunto ha “soppresso” alleanza nazionale per unirsi a berlusconi, e ora? sta stretto? le sue idee non collimano con quelle del premier?dove vuole arrivare? perchè celare il suo malcontento e la sua rabbia dietro la scusa di potere esprimere in libertà le proprie idee? ci trovo della malafede aggiunta a dei modi che assolutamente non sono edificanti…….
è pur sempre la terza carica dello stato…
Che dire Onofrio ?? Non se ne può più, però l’ardire di Fini ha fatto dire qualcosa di sinistra a Bersani, è già qualcosa.
Quanto al resto, mi sembrano schermaglie tra fidanzati. Fini è e sarà sempre un uomo di destra. Ha smorzato i toni, ma a me non la dà a bere, anche se mi diverto troppo a chiamarlo compagno Fini !!!!
C’è di buono che in mezzo a politici che dicono un sacco di stupidaggini, mi sento intelligentissima.
Neo-fascisti e neo-comunisti non hanno ancora capito che sono due facce della stessa moneta. Sono ancora impegnati a differenziarsi tra di loro … (senza riuscirci se non per dettagli, essendo simili, ovviamente).
Giusto, ci sono molte cose ridicole in questa vicenda.
Le cose più ridicole, però, sono entrambe attribuibili, a mio avviso,al Cavaliere.
La prima, come rileva Onofrio, è il tentativo di negare un conflitto, che abbiamo apprezzato in tv minuto per minuto, senza perderci un solo dettaglio.
La seconda è il tentativo di far passare Feltri come una variabile impazzita, come un cane sciolto.
Peccato perchè quel cane è stato sciolto… in maniera scientifica e con intenti precisi.
Scriveva nel suo ultimo editoriale il predecessore di Feltri Mario Giordano l’estate scorsa: “Quello che fanno le persone dentro le loro camere da letto (siano essi premier, direttori di giornali, editori, ingegneri, first lady, body guard o avvocati) riteniamo siano solo fatti loro. E siamo convinti che i lettori del Giornale non apprezzerebbero una battaglia politica che non riuscisse a fermare la barbarie e si trasformasse nel gioco dello sputtanamento sulle rispettive alcove.”
Poco tempo dopo, con il caso Boffo, siamo riusciti a capire con esattezza quello che Giordano non era disposto a fare e, con tutta evidenza, il suo successore Vittorio Feltri sì.
Poco dopo il mite Boffo, nel mirino di Feltri è comparso “il compagno Fini”…
Feltri non ha un ruolo secondario in questa vicenda.
In un mondo ideale,i leader di un grande partito vanno al sodo, parlano di politica alta e “tirano dritto”.
Nel mondo reale, gli attacchi personali e le reazioni a questi attacchi, qualche scompiglio lo creano.
Feltri non è, naturalmente , il deus ex machina di questa vicenda, che parte invece dalla volontà di Fini di non finire stritolato tra Bossi e Berlusconi, ma è indubbio che con i suoi attacchi di tipo personale ha creato degli alibi per le asprezze alle quali abbiamo assistito.
Asprezze che sembrano come le scosse di assestamento di un terremoto: ogni giorno più fievoli, ma sempre in grado di provocare allarme.
Anche perchè a volte i terremoti hanno paurosi ritorni di fiamma.
Filippo, ritorni di fiamma…tricolore ???
Dio ce ne scampi !
Io invece non sono stanca di questo argomento. Forse contribuirà a fare uscire l’Italia dalla melma del berlusconismo/antiberlusconimo e a darci una destra con cui dialogare e, udite udite, addirittura votare.
Non si può negare che abbia smosso le acque. Si parla più di politica e si insulta meno, l’avete notato?
[...] Per approfondire consulta articolo originale: Berlusconi, Fini e la comicità involontaria | The Frontpage [...]
Concordo
Una vera telenovela
Penso che i politici italiani siano tutti personaggi del libro Pinocchio, capolavoro assoluto e metafora della politica italiana: Pinocchio, Geppetto, Lucignolo, la Fatina Turchina, il Gatto e la Volpe, Mangiafuoco, il Grillo Parlante.
del bel tacer non fu mai scritto
hai ragione! dato che si tratta dell’ennesimo minuetto ..per non occuparsi dei problemi reali
da elettrice del centro sinistra non posso fare a meno di …sottolineare la ..litigiosità del centro destra
ah ah ah