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Prossima resa dei conti nel Pdl ligure

Le dimissioni di Scajola dal governo terremotano la politica ligure e rischiano di porre fine alla diarchia dei due “Claudi”. Ovvero ad una scena politica regionale governata in condominio da Scajola e Burlando. Il secondo ha appena riconquistato la presidenza della Regione – l’unica portata in salvo dal centrosinistra nel Nord – grazie ad un solido background politico-amministrativo e ad una campagna oculata e scaltra, che lo ha visto battere il territorio dalla Spezia a Ventimiglia, palmo a palmo, per quasi un anno e mezzo.

Scajola, dal canto suo, ha evitato di sbarrargli la strada, scegliendo di contrapporgli uno sfidante – Sandro Biasotti – che sin dal primo giorno ha portato le stimmate del perfetto candidato alla sconfitta. Una divisione delle sfere d’influenza, all’insegna della realpolitik e dell’accettazione dei rapporti di forza, che vede Burlando padrone, grosso modo, delle province di Genova e La Spezia, e Scajola di quelle di Imperia – il territorio da cui arriva e del quale è incontrastato ras insieme alla sua ramificata famiglia – e di Savona.

Qui, a Savona, si gioca ora, probabilmente, la sfida più significativa per il futuro degli equilibri politici liguri. Divisa a metà tra un levante (capoluogo compreso) di antica estrazione industriale – ancora fedele al centrosinistra – ed un ponente di terziario e turismo, di piccole imprese e partite Iva vicino invece al centrodestra, la provincia si era rivelata un laboratorio perfetto dell’espansionismo personale di Scajola – padre padrone al quale, sino a oggi, nessuno ha osato dire neppure un mezzo no, se non a pena di scomparsa dalla vita politica – ma anche dei suoi progetti politici di riorganizzazione dell’ex Forza Italia come vera erede della Dc e partito capace di strutturarsi e tornare a radicarsi nel territorio.

Non a caso, nel 2008, per conquistare al centrodestra questa provincia, Scajola portò a Savona, per la prima volta, Berlusconi in persona. Qui ha vinto e qui ha esteso la sua rete di potere sul modello della natìa Imperia, qui, come a Imperia, ha imposto la sua voce in capitolo in tutto: nelle nomine bancarie, ma, si dice, persino in quella del vescovo (che non a caso arriva dalla sua terra). Una ragnatela progressiva e pervasiva. Qui ha scelto uomini nuovi su cui puntare: supertecnici attrezzatissimi che si apprestava a portare a Roma (come l’assessore provinciale Paolo Marson, avvocato di grido, cui ha affidato i temi più delicati e che più gli stanno a cuore anche per le loro implicazioni nazionali – i rifiuti e l’energia in primis – e che è il vero dominus della Provincia). Ma anche giovani di bell’aspetto e buoni studi, come Roberta Gasco, erede di una famiglia potente e democristianissima, con solide entrature in Vaticano, prossima sposa di Elio Mastella (figlio di Clemente), già consigliera regionale Udeur con il centrosinistra, alla quale ha affidato dalla sera al mattino il coordinamento provinciale del Pdl.

È finito un progetto che andava al di là dei confini savonesi e liguri? Se Scajola ha imboccato il viale del tramonto, è facile prevedere che il centrodestra locale si trasformerà in uno scannatoio. Potrebbe essere il momento dei giovani leoni che sotto il giogo di Scajola scalpitavano un po’. Come il sanremasco Marco Simeon, uomo di stretta fiducia del Vaticano, fedelissimo di Geronzi e consigliere d’amministrazione della Rai, ultimamente entrato in pesante rotta di collisione con “Sciaboletta” (come dalle sue parti è chiamato l’ex ministro). O come il senatore savonese Franco Orsi, un altro giovane rampante – ma di antica scuola democristiana – capace di trasformarsi in una autentica macchina da voti: per arrivare a Roma era sceso a patti con il divo Claudio, ma tutti sapevano che si trattava di una tregua armata e obbligata. Per non parlare dei fragili equilibri dell’estremo Ponente (Sanremo e Ventimiglia), diventati terreno di scontro palese tra cosche e ‘ndrine, ma anche teatro di corruzione palese e clamorosa (il casinò di Sanremo) come nel più profondo Sud. Scoperchiata la pentola e rotta la relativa pax garantita dall’“ordine scajoliano”, anche sotto questo profilo, ora, rischiano di vedersene delle belle.

1 commento a “Prossima resa dei conti nel Pdl ligure”

  1. [...] fine alla diarchia dei due “Claudi”.Continua a leggere il post originale su The Front Page: Prossima resa dei conti nel Pdl ligureSharePotrebbero interessarti anche questi post:Alla Milano-Sanremo l’Olio Dop Riviera Ligure [...]

  2. Ottodixit scrive:

    Chiaro e informativo. Attendiamo il seguito con interesse. Grazie.

  3. [...] This post was mentioned on Twitter by The Front Page. The Front Page said: Prossima resa dei conti nel Pdl ligure: Le dimissioni di Scajola dal governo terremotano la politica ligure e risc… http://bit.ly/8Z386D [...]

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