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Totti, D’Alema e le scuse a Balotelli e a Sallusti

La provocazione può giustificare come reazione un insulto o addirittura un calcio? Questo genere di reazione può essere perdonata a chi detiene posti di responsabilità ed è un modello per milioni di persone? Mi sono posto queste domande dopo le incredibili performance di Massimo D’Alema a Ballarò e Francesco Totti nel finale della partita Roma-Inter.

Riassumiamo: D’Alema a Ballarò perde le staffe con il vicedirettore del Giornale Alessandro Sallusti dicendogli: “Ma vada a farsi fottere. Lei è un bugiardo e un mascalzone. Io stasera non la faccio più parlare”. Totti insegue l’avversario interista Mario Balotelli – che peraltro era già marcato da altri due calciatori della Roma- per metà campo e gli rifila un gran calcio negli stinchi.

Entrambi dichiarano che hanno agito perché provocati. D’Alema perché Sallusti lo aveva accostato al ministro Scajola, dimissionario in quanto sospettato di aver avuto 900 mila euro in dono da un costruttore per acquistare una casa a Roma. Mentre lui, D’Alema, era stato coinvolto nello scandalo di “Affittopoli” sol perché aveva abitato una casa ad equo canone. E Totti perché Balotelli l’aveva offeso in campo e per quello che aveva fatto in passato a S.Siro (il riferimento è alla partita del scorsa stagione contro l’Inter a Milano, quando Balotelli dopo un gol tirò fuori la lingua per sbeffeggiare i tifosi romanisti).

Quindi Totti pensa di giustificare la sua azione anche con una vendetta per qualcosa che è accaduta l’anno scorso, e che dovrebbe essere stato dimenticato da tempo. Ma una linguaccia, per giunta vecchia di un anno, non ha mai fatto male a nessuno. Un calcione sì. Pur non specificando quali siano state queste offese, Totti parla di “offese dirette ad infangare una città ed un intero popolo”. Volendo prendere per buone le sue parole, avrebbe potuto e dovuto replicargli  senza alzare le mani, anzi i piedi.

Il calcione di Totti è tanto più grave perché un capitano di una squadra non dovrebbe mai trascendere. Anzi. Dovrebbe essere lui a raffreddare gli animi dei compagni quando si surriscaldano. Perché “er Pupone” muove a simpatia per il fatto che sa ridere di se stesso – vedi le famose “barzellette su Totti” e i due libri da lui stesso pubblicati. Perché i tifosi giallorossi, cioè milioni di romani, acquistano ai loro figlioletti la maglia numero 10 per fargliela indossare , indicando loro il capitano della squadra come modello da imitare.

D’Alema non gode di una buona stampa, come il capitano della sua squadra (anche lui è tifoso giallorosso). Anzi. Di “baffino di ferro” quando si può, si dice e si scrive peste e corna. Lo conosco da quando aveva i pantaloncini corti. Amico del padre Giuseppe, l’ho visto salire tutti i gradini della sua ormai lunga carriera (gli ho visto salire anche i gradini della famosa casa ad equo canone, poiché abitavo un piano sotto al suo): segretario della Fgci, direttore de l’Unità, capogruppo alla Camera, segretario del Pds, presidente della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali, presidente del Consiglio, ecc. ecc.

Ebbene da tempo mi sono convinto che D’Alema non è quell’odioso personaggio che viene comunemente descritto. E percepito. Certo ha un caratteraccio, ma sicuramente è la migliore intelligenza politica della sinistra. Insomma se c’è rimasto un politico di razza nella sinistra questo è proprio lui. Per questo appare incredibile – così è per me, almeno – che abbia perso le staffe in quel modo. Com’è possibile che un un uomo politico che ha ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio, di ministro degli Esteri, è stato lì lì per diventare ministro degli Esteri dell’Unione europea, ed è ora presidente di una delicata commissione parlamentare di garanzia, dica in televisione ad un giornalista – provocatore o no, non importa – “ma vada a farsi fottere”? Giustamente D’Alema ha sempre difeso il primato della politica (è rimasto uno dei pochi a farlo).  Ma il primato della politica significa anche separare il proprio ruolo dalla propria persona, e  non dimenticarlo pure se si subiscono provocazioni.

D’Alema e Totti sono accomunati anche dal fatto che – potete giurarci- mai e poi mai chiederanno scusa a Sallusti e a Balotelli. Dimenticando che solo i grandi sanno riconoscere i propri errori e chiedere scusa.

Non sono grandi, Massimo e Francesco. Anzi. Sono piccoli come la maggior parte degli italiani.  Che sono piccoli e maleducati. Non rispettano le code, occupano i posti dei disabili nei mezzi di trasporto e nei parcheggi (tanto “non c’è nessuno”), sostano in doppia e tripla fila, suonano il clacson a tutto spiano, non raccolgono le deiezioni dei propri cani dai marciapiedi, non si fermano né rallentano in prossimità delle strisce pedonali, non pagano il biglietto sugli autobus,  buttano ogni genere di cartacce e cicche per terra, tengono l’hifi di casa e l’autoradio a tutto volume, non pagano le tasse (non tutte, almeno), passano col rosso, urlano dappertutto e ingiuriano chiunque osi contraddirli (quando non alzano le mani), mandandolo spesso affa o a farsi fottere.

E non chiedono mai scusa.

113 commenti a “Totti, D’Alema e le scuse a Balotelli e a Sallusti”

  1. Deborah Catemario scrive:

    Che bell’idea. Potrei passarti la ricetta della buona educazione.. Non è mai troppo tardi… :-)

  2. Liutprando scrive:

    @Deborah Catemario

    Perché no?
    Sarebbe interessante leggerla, io, in effetti non saprei da deve incominciare per darne una appetibile. :-)

  3. Patrizia Barbini scrive:

    Onofrio, per la furia distruttiva che ho conosciuto io la lingua der Piotta non è adatta. L’epica vuole altri registri, magari con la traduzione ;-)

  4. filippo cusumano scrive:

    Onofrio: Alla legge di Murphy avevo pensato anch’io.

    Questa potrebbe essere la variante: Se esiste un personaggio politico capace di ragionare lucidamente, invitatelo in un talk show, a forza di trovarsi in mezzo a delle risse, finirà per sbroccare anche lui, come tutti.

  5. sergio scrive:

    giuro che non l’avevo letto prima, ma avevo sostenuto le stesse cose indignandomi con chi non si era indignato. Tra questi, quelli che avevano tacciato di poca sportività i tifosi laziali solo una settimana prima. Due pesi e due misure. Il cancro dell’Italia? La partigianeria…in fondo siamo rimasti al Medio Evo e alle fazioni tra rioni.

  6. Ghino di Tac...chino scrive:

    @ Patrizia
    Mi dispiace rimestare l’indicibile dolore, ma possiamo usare sia l’Eneide che il Romanesco che tanto la piaga rimane

  7. Stefano scrive:

    1) Totti (o Francesco come lo chiama Lei, in tono confidenziale evidentemente lo conosce bene) non era il capitano della Roma in quella partita;
    2) Totti ha chiesto scusa la sera stessa. Lo ha detto il capitano dell’Inter Zanetti, lo ha fatto inoltre attraverso il suo sito. Di D’Alema viceversa non si hanno notizie.
    3) Si sono chiesti i benpensanti come mai dopo quel calcio nessun giocatore dell’Inter si è mosso a difesa di Balotelli? Di solito per molto meno sui campi si scatenano risse furibonde. Addirittura un giocatore dell’Inter, credo Maicon, ha dato una pacca sulla spalla a Totti mentre questi usciva dal campo.

  8. onofrio scrive:

    @Stefano. Totti NON ha chiesto scusa a Balotelli. Come D’Alema NON l’ha chiesto a Sallusti. Questo avrebbero dovuto fare se fossero grandi. Che poi si siano genericamente scusati(l’ha fatto anche Baffino di ferro) per l’atto , poco importa.
    P.S. Mi pare di capire che lei è tifoso della Roma. Invece io NON sono tifoso dell’Inter….

  9. hotalp scrive:

    mi sembra un po’ ingenuo aspettarsi buon educazione e rispetto del proprio simile, figuriamoci indignarsi per il pessimo esempio che giunge dall’alto.
    Stiamo ancora aspettando le scuse dell’attuale presidente del consiglio per aver denigrato una così grande parte di cittadini italiani che nel passato hanno aderito o simpatizzato per un partito democartico (comunista) accusandoli delle cose più grottesce ed inverosimili, per aver insultato con l’epiteto “coglioni” numerosi elettori italiani che non intendevano votare per lui e per aver chiamato “farabutti” giornaliti non proni come d’uso a cantare le sue spropositate e fantasmagoriche gesta.
    Se poi non fosse disponibile a chiedere scusa, sarebbe già aprezzabile il proposito di stenersi per il futuro da codesto suo deprecabile vezzo.

  10. Liutprando scrive:

    ”La verità fa male, lo so”

    Diceva una vecchia canzonetta.

  11. Luigi Rintallo scrive:

    @hotalp:
    Berlusconi: “solo dei coglioni voterebbero il centrosinistra”
    Bersani: “chi vota centrodestra è un poveraccio”. Condizionale o indicativo, ma la solfa è la stessa. Entrambi esprimono quello che pensa dentro di sé (anche se forse non lo dice) la loro base. Chi invece stona sono i radical chic di Rep. e compagnia, che da anni hanno messo su la campagna al limite del razzismo per cui metà degli italiani che vota Pdl è composta o da deficienti o da venduti o da ladri. Facendo un grandissimo favore all’uomo di Arcore.

  12. Mario scrive:

    Liutprando:
    > nonostante le tue fini constatazioni Sallusti

    Grazie, puo’ bastare.

  13. Gianni scrive:

    Totti ha chiesto scusa. Ha letto i giornali?

  14. agostino scrive:

    D’ALEMA MENTE POLITICA RAFFINATA???? CITATE QUALCOSA CHE HA AZZECCATO….

  15. Gianmaria Framarin scrive:

    Premetto onestamente: sono romanista e di sinistra (non però vicino al PD, ma molto più fuori dal Parlamento…), e vi IMPLORO di NON CHIAMARE IN BALLO IL TIFO CALCISTICO IN QUESTA DISCUSSIONE.
    Già accostare la reazione di un politico DA NOI PAGATO verso un giornalista onestamente LECCHINO alla reazione di un CALCIATORE pagato NON DA NOI, ma dalla società a cui appartiene, beh, è operazione CHE NON CONDIVIDO AFFATO, anzi, MI CI OPPONGO DECISAMENTE.
    In politica NON SI DEVE TIFARE, MA SOLO GUARDARE AI FATTI.
    Nel calcio si DEVE POTER TIFARE, fatti o non fatti.
    Sono due cose DIVERSISSIME.
    Quindi, ora non accetto, da romanista, di dovere scuse a Balotelli. Lo accetto, invece, da ESSERE UMANO, che non recapita calci a nessuno. E Totti si è scusato ECCOME, se poi non l’avete riportato non è colpa mia o sua.
    Non chiamate in causa una tifoseria……………

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