La retorica delle auto blu
Ripresosi dalla sconfitta elettorale al Comune di Venezia, il ministro Brunetta ha individuato un nuovo nemico: le auto blu. Obiettivo lodevole, considerato che in Italia le macchine di servizio delle pubbliche amministrazioni sono circa dieci volte più numerose di quelle che ci sono in Francia, Germania o Regno Unito. Così Brunetta ha annunciato di aver avviato un censimento delle auto blu, informando che entro un mese si avranno i primi dati, identificando così le “amministrazioni buone e cattive”. Infine, per non farsi mancare il colpo ad effetto, il ministro ha preannunciato che in questo modo “si potranno ottenere risparmi enormi: il 50% di quello che si spende attualmente”.
Ora, fermo restando che l’idea di ridurre le auto blu – vissute come uno dei più odiosi simboli di privilegio – è più che giusta, la sortita brunettiana lascia comunque un dubbio: se il risparmio di spesa è già stato quantificato, non si vede bene la necessità del censimento. Se invece bisogna ancora capire quanto e dove si potrà tagliare, forse ha poco senso sparare una cifra che, in mancanza di dati, ha la stessa attendibilità dei numeri al lotto.
E poi, ministro, tanto per svelenire un po’ il clima, ogni tanto, non si potrebbe almeno per una volta rinunciare alla retorica dei buoni e cattivi?


In Italia – dove tutto è grigio – la “retorica” dei “buoni e cattivi” serve, eccome!
Se io – cittadino di Vicenza – scopro che l’amministrazione comunale della mia città ha in carico 50 “auto-blu” mentre l’amministrazione comunale di altra città (simile per dimensioni demografiche, territoriali ed orografiche) ne ha in carico solo 25, mi incazzo, eccome se mi incazzo, perchè quelle 25 “auto-blu” in più sono un privilegio della casta che io sono chiamato a pagare! E ,in tempi di “vacche magre”, tutti si tira la cinghia, per primi i politici e gli amministratori.
A ‘sti qua comunque la giri non gli va mai bene.
A lasciarli fare si autoestinguono, basta non farci caso.
[...] ci sono in Francia, Germania o Regno Unito.Continua a leggere il post originale su The Front Page: La retorica delle auto bluSharePotrebbero interessarti anche questi post:Vola il mercato delle auto in regione Nel 2009 il [...]
Il prof. Renato è un ottimo affabulatore, una bravissimo agitatore, un ministro mediocre, molto mediocre.
Si era imposto di modificare il funzionamento della pubblica amministrazione è finito per contare il numero di auto blue.
Che nel nostro paese il numero di auto si servizio sia alto è noto da tempo, come è arcinoto che alcun ministro vi ha messo seriamente le mani per ridurle, anzi sembra che ciascuno abbia contribuito ad incrementare il numero complessivo. Una volta erano solo le amministrazioni centrali, ora sono cresciute a dismisura anche negli enti locali e in primo luogo nelle regioni.
Sempre e solo nuova spesa, poi si indicano i dipendenti pubblici e gli insegnanti come i mali del paese, come se ciascuno di essi sia accompagnato a lavoro da un auto bleu.
Suvvia, vi sono sicuramente dipendenti pubblici e insegnanti che non si impagnano, come vi sono pure dipedenti di banche, di assicurazioni, che non fanno il proprio lavoro e che scaricano su altri il loro lavoro. Questo non va bene sia nel pubblico che nel privato ed occorre mettere rimedio, anzi avrbbe già dovuto essere fatto mio caro sig. ministro.
Ma la cosa che trovo stupefacente è il fatto che con quello che succede il nostro Renato nazionale non conosca il numero di auto di servizio che ciascuna amministazione pubblica ha in carico.
Stupefacente, ci è accorto di ciò dopo due anni, il prossimo si accorgerà che non conosce neppure il numero di dipendenti assunti nei ministeri, e poi l’anno successivo scoprirà che per le esternalizzazioni si spende di più di prima, ma di questo è meglio non parlare, si potrebbe arrabbiare il manovratore.
Ribadisco quanto già espresso sopra.
no scusate.. domenica sera Crozza ha dato dei dati sulle auto blu e che se si fossero messe in fila arriverebbero fino a mosca. Ce ne abbiamo non so se il decuplo rispetto a tutti gli Usa. Siccome Crozza prende per i fondelli Brunetta che è un paranoico complessato, deve aver sentito anche la “battuta”(visto la tempistica sono più che sicura. Anche perché gli ha detto: chissà brunetta che pensa. E’ molto più banale. La politica vive e si esaurisce nello spazio televisivo..
[...] Link articolo originale: La retorica delle auto blu [...]
@ Loremaf
Se un impiegato di banca e’ un cialtrone sono problemi della banca.
Se un professore o un poliziotto un militare un usciere un ministeriale e’ un cialtrone sono fatti miei, visto che li pago con le mie tasse. O no…
Esule e con le tasse del poliziotto, del professore e del militare chi viene pagato?
E’ il cane se si morde la coda.
Preciso è corretto che i dipendenti pubblici facciano il proprio lavoro con scupolo, nel caso qualcuno non lo svolga occorre che si prendano provvedimenti, se il numero aumenta credo che sia anche un problema del dirigente che utilizza male le risorse oppure sono stati selezionati male e via dicendo.
Gli impegati pubblici devono rispettare il contratto, lavorare per obiettivi definiti, nel caso vi siano esuberi contratatre mobilità verso uffici carenti.
Di questo si dovrebbe occupare il ministro della funzione pubblica, oltre che selezionare dirigenti capaci e controllare i loro risultati a prescindere dall’appartenenza sindacale o politica.
O forse no?
”Esule e con le tasse del poliziotto, del professore e del militare chi viene pagato?”
Il poliziotto, il professore e il militare non pagano alcuna tassa perché sono statali: si usano i denari delle tasse dei contribuenti per pagarli e dunque costoro svuotano le casse e mai le riempiono.
Fosse così facile riempire le casse dello Stato basterebbe assumere tutti con stipendi da favola, ma non è così.
Poi sul tipo di contratto in uso oggi nello Stato credo che farà la fine di quello dei greci.
Partendo da presupposto che almeno Diplomatici, Magistrati, Militari e impiegati d’anagrafe e stato civile devono essere statali, penso che fino a qui nessuno possa contradirmi, costoro pagano, con qualche eccezione, le tasse, possiamo dire che il 40% de loro guadagni torna allo stato. Quindi la spesa non e’ molta.
Liutprando, io sono uno statale, diciamo, e vorrei sapere se lei conosce il contratto.
Le sole categorie strapagate, oltre ai politici, sono i Magistrati. Le altre, a parita’ di funzioni con il privato percepiscono un buon 30% in meno.
13 mensilita’. Niente premi produzione, niente o pochi straordinari, molte responsabilita’, alcuni, una dirigenza fallita e fallimentare.
Un laureato che faccia un concorso nel pubblico impiego oggi, escludo Diplomatici, Militari e Magistrati, dove esistono anche gratificazioni personali ed esiste una carriera, sono dei poveri sfigati. E lei Liutprando gli vuole anche mettere la croce addosso?
Apprezzo Brunetta, ma se vuole cambiare la PA deve anche cambiare tutta la struttura dello stato. Quando un impiegato viene pagato 1100 euro al mese senza speranze di aumenti e di carriera lei che pretende..che le portino l’acqua con le recchie…
Caro esule,
non metto la croce addosso a nessuno ma è la realtà: non esiste Stato che paghi le tasse a se stesso. Non esiste statale che paghi tasse per il semplice motivo che è con queste che viene pagato. Non fosse vero saremmo in Paradiso.
Negli ultimi anni, poi, il pubblico impiego ha percepito aumenti di stipendio che ha impedito al privato di fare altrettanto.
Tu dici: ”Quando un impiegato viene pagato 1100 euro al mese senza speranze di aumenti e di carriera lei che pretende..che le portino l’acqua con le recchie…”. Pensa ai lavoratori del privato che, oltre a non percepire gli stessi aumenti percentuali di stipendio, non ha neppure il posto di lavoro garantito. Loro hanno la croce addosso.
Non vado oltre.
Una buona cosa… da populista abbastanza scaltro com’è Brunetta.
C’è da dire… vediamo quanto ci metteranno, a ridurle…
“Non esiste statale che paghi tasse per il semplice motivo che è con queste che viene pagato. Non fosse vero saremmo in Paradiso.”
Mirabile !
A questo punto ci sarebbe solo ad ridere o da restare esterefatti: i dipendenti pubblici sono lavoratori di serie b, o meglio c2, punto e basta.
Suvvia !
Esistono nel sistema fiscale italiano tasse dirette e indirette, questa piccola differenza forse non è conosciuta o meglio la si conosce benissimo, ma la si nasconde perchè è piu’ semplice e rozzo il discorso, perchè il fine è colpire e basta, senza curarsi più di tanto: un tanto al chilo.
Andare oltre è perfettamente inutile.
‘i dipendenti pubblici sono lavoratori di serie b, o meglio c2, punto e basta’.
Non so di che serie siano. La maggior parte di loro sono inutili e spesso dannosi, nonostante i privilegi. Come tutti sanno. E non vado oltre.
Per quanto riguarda la fiscalità diretta ed indiretta, la sostanziale differenza è che la seconda è neutra nel mercato poiché direttamente legata ai consumi. La prima è fonte di sfruttamento ed oppressione dei produttori di beni e di ricchezza, intimamente legato al concetto di Stato egemone tipica dei regimi socialisti.
Cioè di quell’area ideologica che va dal nazionalsocialismo al comunismo.
Il tutto detto in quattro e quatrotto.
Approfondendo ci sarebbe da divertirsi.
“E non vado oltre”
Vada, vada.
Vada …………..oltre si spinga sempre più in là …………………………….!
“Sfruttamento e oppressione dei produttori di beni e ricchezza”
Questa me la devo veramente segnare… mi ricorda un passo di un tal filosofo…
Ma si parlava dei proletari…
Chi di spada ferisce, di spada perisce caro mio…
”Chi di spada ferisce, di spada perisce caro mio…”
Non diciamo cazzate, che poi ci si ritrova sul ponti-gru a frignare per il posto di lavoro che fino il giorno prima si disprezzava, come insegnato dai sindacalisti con abbronzatura perenne.
Semplicemente indignato dal fatto che, facendo un semplicissimo calcolo, minimo 500 euro delle tase che pago ogni anno servono a scarrozzare la casta