La Politica rovinata dai politici
Quello che segue è il sogno d’un cittadino: pertanto nomi, personaggi, luoghi ed eventi raccontati sono il frutto della fantasia notturna dell’autore e qualsiasi somiglianza con persone reali, viventi o defunte, eventi o luoghi esistenti o esistiti è da ritenersi puramente casuale.
Politica: Sai perché sono qui?
Politico: No. Credevo fossi morta e sepolta. Dimmi, sei un fantasma?
Politica: Ma quale fantasma. Toccami: sono fatta come sempre di “merda e sangue”, per dirla con il francese.
Politico: A proposito, visto che sei arrivata: hai per caso portato qualcosa da mangiare?
Politica: Noto con piacere che le vostre abitudini sono immutate.
Politico: Sai com’è la faccenda, “è bene che tutto cambi…” Siamo sempre la stessa razza di gattopardi. Ma non devo certo spiegarti queste cose.
Politica: No. Non devi.
Politico: Certo che dev’esserci qualche faccenda di gran conto se sei venuta fin qui. Dimmi tutto.
Politica: Sono qui per formulare una condanna. Mi avete corrotta. Sono sulla bocca di tutti come la peggiore delle donnacce. La mia amica Giustizia mi ha pregato di lasciarvi la possibilità di spiegare le vostre azioni prima di prendere qualsiasi decisione. Sono qui perché ho voluto dar retta al suo consiglio.
Politico: È bene hai fatto. La tua amica Giustizia è saggia. Ma dimmi, di quali colpe sono accusato?
Politica: L’elenco è lungo e tragico. Dilaga a causa vostra la corruzione, l’impunità, l’abuso di potere. Ma non farmi dire altro, perché il dolore è grande.
Politico: Suvvia. Non è nulla che non possa essere risolto. Comprendo che la situazione è difficile e che tu sei stanca, ma io sono da poco al governo. Due o tre riforme e tutto s’aggiusta, s’accomoda. Serve solo un po’ di tempo. Dammi un paio d’anni almeno.
Politica: Non vuoi capire. Avete corrotto anche il Tempo, di questo passo non resterà più nulla da salvare.
Politico: Sono sicuro che una proroga sia nelle tue possibilità. Cacceremo le mele marce e tutto si sistemerà.
Politica: Voi avete avvelenato il seme e rotto il cesto. Come posso crederti?
Politico: Devi fidarti, in fondo ti chiedo solo una proroga, mica di lasciar perdere. Fallo per le nuove generazioni. So che non vuoi farle crescere tra le macerie della rovina.
Politica: È solo per l’amore che ho per il Futuro ed anche perché confido che non l’abbiate ancora corrotto, che ti concedo la proroga.
Politico: Grazie. Grazie. Non ti pentirai della decisione.
Andata via la Politica, il Politico prende il telefono e composto il numero dice queste parole: “Avevi detto che mi avresti avvisato. Non ci si può più fidare neanche di te. È arrivata qui all’improvviso, fortuna che sono riuscito a calmarla e farmi dare una proroga. Ti paghiamo per il tuo buon servizio e tu lasci che venga fino a me per spaventarmi?” La Giustizia che era all’altro lato del telefono rispose: “Dovresti esser felice che ha ascoltato il mio consiglio, altrimenti non ci sarebbe stata nemmeno questa telefonata, v’avrebbe travolto senza complimenti. Io v’offro il mio servizio ma voi son due mesi che non pagate il conto”.
Fabrizio Grasso


Fabrizio, senza parole sono. Sei geniale!!!
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