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Gli italiani tollerano tutto, tranne i ladroni

Lasciamo da parte le abituali, doverose premesse sulla presunzione d’innocenza di qualsiasi indagato, a qualsiasi livello. E lasciamo da parte anche l’indignazione per l’ennesimo sputtanamento di cittadini (fino a prova contraria) innocenti, per l’abitudine delle Procure di svolgere le inchieste sui giornali, e per la pessima idea di dare in pasto ai media quella che il Pdl, giustamente, ha definito una “lista di proscrizione”.

A parte tutto questo, l’inchiesta sulla “cricca” legata – secondo forme tutte da verificare – alla struttura centrale della Protezione civile, tuttavia, mette in evidenza un fatto politico di primaria grandezza. Tanto che il primo ad accorgersene, secondo il Corriere di oggi, è stato proprio Berlusconi. Le opposizioni già parlano di ‘questione morale’, rispolverando l’infausto slogan berlingueriano che condannò il Pci all’afasia politica per tutti gli anni Ottanta: più propriamente, dovremmo parlare di ‘questione patrimoniale’.

Come è noto, Berlusconi vince le elezioni e conquista palazzo Chigi dopo i due anni di Tangentopoli, cioè dopo quel ciclone mediatico-giudiziario che travolge i partiti democratici denunciando le ruberie dei loro dirigenti. Tangentopoli non è una cesura politica nella storia d’Italia (se non, naturalmente, nelle sue conseguenze), ma è una frattura giudiziaria. Le procure non giudicano la politica, ma i politici. E li eliminano ad uno ad uno perché “rubano”.

Berlusconi si presenta sulla scena del terremoto dicendo: “Io sono ricco. Se anche mi capitasse, non avrei bisogno di rubare”. Il messaggio, qualche volta esplicito e sempre subliminale, si arricchisce di preziosità aneddottiche: l’appartamento di palazzo Chigi ristrutturato a proprie spese (a proposito di ristrutturazioni!), i voli con l’aereo privato, l’esibizione di un’Irpef mostruosa.

Già, perché gli italiani l’unica cosa che sembrano non sopportare davvero è il ladrone. Non il ladruncolo, e neppure il rapinatore di banche: è il ladrone – il potente che s’approfitta della posizione che ricopre per accumulare la “roba” per sé e per la famiglia – che li manda in bestia. Per invidia, naturalmente: ma questo poco importa. I giudici di Milano devono averlo scoperto per tempo: altrimenti, chissà, avrebbero indagato su piazza Fontana o, per dire, sull’abusivismo edilizio nell’hinterland.

Questo modo di vedere le cose – al potente si perdona tutto, ma non il furto – spiega tra l’altro perché Berlusconi sia passato indenne da una serie di scandali, rivelazioni, campagne giornalistiche e inchieste giudiziarie che l’hanno di volta in volta dipinto come un eversore, un mafioso, un puttaniere, un evasore fiscale e un corruttore di giudici e avvocati. Vere o false che fossero le accuse (o né vere né false), Berlusconi ne è uscito non soltanto sano e salvo, ma con in più l’aureola del martire come bonus da giocarsi alla roulette elettorale.

Ora l’immagine di onestà quasi obbligata che contraddistingue il miliardario Berlusconi rischia per la prima volta in quindici anni di subire un colpo. Nessuno, naturalmente, dubita di lui: ma che qualcuno intorno a lui possa essersi arricchito indebitamente, possa avere accumulato case e favori e “roba”, è motivo più che sufficiente per svegliare dal torpore gli italiani. E per mettere in allarme il presidente del Consiglio.

Si spiega così la rapidità con cui Berlusconi si è disfatto di Scajola, la decisione di avviare l’avvicendamento di Bertolaso, e soprattutto l’estrema preoccupazione con cui in queste ore a palazzo Grazioli si segue l’evolversi dell’inchiesta. Ci sono naturalmente ottime probabilità che Berlusconi, grazie all’esibizionismo irrefrenabile della Procura di Perugia, riesca a rovesciare in proprio favore anche questa partita. Ma neppure lui, proprio perché più di tutti conosce gli italiani, può permettersi che in prima pagina arrivi qualche altro appartamento acquistato all’insaputa del ministro o del sottosegretario cui appartiene.

19 commenti a “Gli italiani tollerano tutto, tranne i ladroni”

  1. andrea lucangeli scrive:

    Il ragionamento fila via liscio, impeccabile ma, ma – da “vecchio” garantista ormai sconsolato – non posso fare a meno di notare che tutta la vicenda, al momento, si svolge in ambito extragiudiziario (cioè su giornali e Tv).
    Noi italiani, purtroppo, ci siamo ampiamente abituati a questo “andazzo” da Repubblica (giudiziaria) delle Banane, ma all’estero (nei paesi civili..) una cosa del genere sarebbe impensabile…
    Propongo di ripristinare la pubblica gogna in ogni piazza d’Italia…evviva il progresso!

  2. Liutprando scrive:

    Pezzo mediocre.
    Troppo esplicito il desiderio che lo scritto sia anche descrizione del reale.
    Non che non lo possa essere. E’ il desiderio che tradisce il malanimo.

  3. sophia colpiacca scrive:

    Ottimo.Proprio così.

  4. [...] This post was mentioned on Twitter by The Front Page. The Front Page said: Gli italiani tollerano tutto, tranne i ladroni: Lasciamo da parte le abituali, doverose premesse sulla presunzione… http://bit.ly/a17VxE [...]

  5. un esule scrive:

    Mettiamola cosi’:
    Gli Italiani non amano chi ruba. (nel suddeto modo cretino e si fa beccare)
    Amano pero’ i potenti.(finche’ lo sono)
    (di mussolini si disse che almeno lui, quando l’appesero, dalle tasche non cadde una lira…)

  6. Ottodixit scrive:

    Veramente B. oggi si è preoccupato di urlare “non è una nuova Tangentopoli”. Non certo la preoccupazione che si rubi troppo (ricordiamo l’impagabile ‘moderatevi nel rubare’ di Feltri) muove il nostro quanto il fatto che a rubare siano dilettanti e/o sprovveduti. Che Scajola, democristianone di lungo corso, sia finito in quella coglionaggine che il povero Stracquadanio ha cercato di esorcizzare dal suo Predellino fino all’ultimo è cosa che ha atterrito il Nostro. Quanti Scajola intorno a lui … lui che è in cima alla catena di comando, come lo era quell’altro finito in Parlamento a sfidare la nazione in nome anche di chi, come il B. gli era allo stesso tempo frutto e nutrimento: “Così fan tutti …”.

    Non sa che farsene, il B. dell’immagine di onestà: roba da sacristie, da sepolcri imbiancati, da baciapile. Non ha mai contato sulla virtù dell’onestà per affermarsi. Quello che invece non può tollerare è che gli si appiccichi addosso l’immagine della disonestà smascherata. Per colpa di altri, gregari incapaci, per soprammercato.

    Perchè la disonestrà smascherata è il re messo a nudo: un ridicolo e patetico personaggio posto davanti alla buffa incongruità della meta ricercata a fronte del risultato conseguito.

  7. Alfredo Manzella scrive:

    Egregio Fabrizio Rondolino, non ti pare che Berlusconi a questo punto, per sparigliare le carte, debba salire al Quirinale, rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica e mandare così a quel paese Fini e compagni che, molto comodamente, fanno guerra dall’interno perchè ben incollati alle loro poltrone, che producono rendite senza fare un c…!!!, Casini che vuole rientrare dalla finestra per accaparrarsi qualche poltrona, e tutti quei ministri e/o tecnici che hanno rubato a spese degli italiani per il proprio tornaconto?.
    Secondo il mio modesto parere, soltanto così, dalla sentenza delle urne, si vedrà che fine faranno tutti questi saltimbanchi voltagabbana, viziati, separati, con familiari raccomandati nei posti di potere (tutti figli di), truccati e abbronzati.
    Ahinoi poveri tapini tartassati che dovremo ancora attendere, dopo anni e anni, quelle riforme promesse da questi buffoni e palloni gonfiati e mai attuate ( riforma dei redditi e delle pensioni, lavoro per i giovani e per i precari e riforma del sociale). Posso avere un tuo parere?. Io sono angustiato e schifato come molti italiani.
    Cordialmente.

  8. Gio scrive:

    E io che pensavo che anche l’evasione fiscale fosse un reato da ladroni, sarà che sono troppo comunista o troppo filoamericano.

  9. Aliberto scrive:

    Fà peggio sentire le difese, come, ma si è dimesso! fà pensare che non ci sia rimedio.Cosa poter fare per questa povera ITALIA?

  10. Guido Amadini scrive:

    Beh, sono d’accordo con FR al 100%. Certo la famosa lista è, a mio avviso, in se stessa, un oggetto irrilevante: mi stupisce che desti scalpore. Certo che ci sono gli indirizzi: pensate che certi personaggi non abbiano la lista di coloro che, per esempio, vanno omaggiati a Natale? Che i fornitori facciano omaggi a chi può decidere del loro destino è usanza diffusa, anche nel privato. Forse è una usanza da abolire, ma non può, allo stato attuale, essere motivo di linciaggio politico, perchè è generalizzata.

  11. rosario scrive:

    Purtroppo, oggi, chi fa politica, nella stragrande maggioranza dei casi, la fa per lo stipendio, e per la pensione, e non per il bene comune. E chi poi arriva in alto vuole essere omaggiato, soprattutto materialmente. Tutti gli italiani che hanno comprato o venduto casa, prima dell’ultima legge che permette di dichiarare il vero importo e di pagare sul valore catastale, hanno pagato o introitato una parte in nero, con buona pace dei notai che facevano finta di non vedere; nessuno però può venirci a raccontare di non sapere chi gli paga o ristruttura la casa.

  12. decio scrive:

    Purtroppo, l’Italia è fondata sul principio: “Una mano LAVA l’altra” oppure “io aiuto te, tu sistemi mio figlio”.

    Questi sono principi sacri che vengono traddotti in norme, tipo quella sul concorso pubblico, ove la raccomndazione funziona e la si può mascherare dicendo che la prova scritta è fatta bene, mentre non lo è. La commissione non risponde delle competenze o non competenze del candidato (basta che facia bene le prove) e quindi si possono mettere dentro cani e porci.

    Sbaglio forse qualcosa? che cosa?

  13. un esule scrive:

    @ Decio.
    Dipende dai concorsi. Veramente.

  14. decio scrive:

    @un esule :

    a differenza del privato, dove chi assume risponde di chi ha assunto (il capo potrebbe dire a chi si occupa di risorse umane es: la prossima volta che mi assumi un cretino ti licenzio) nella PA, una volta che la commissione ha firmato il verbale si scioglie e non risponde più!

    Ecco la grosso sbaglio italiano:metto dentro il deficiente nel pubblico e non ne rispondo perché mi invento (non posso essere contestato nel merito) che il tema era fatto bene e non mi preoccupo del cv. Sul tema posso imbrogliare, sul cv non posso.

    Ergo: in Italia la raccomndazione e l’imbrogio sono LEGALI!!!!

    chi se la sente di SMENTIRMI?
    AVANTI!

  15. Sabina scrive:

    Fabrizio scusa ma 1) spero che tu sappia come sai ma non lo dici, che non sono certo i magistrati che mettono in giro i nomi, ma quel sottobosco di intrighi che sono dietro le indagini di poliziotti, questure, etc etc e etc. pertanto la lista detta gogna e’ un accordo tra sottobosco e media . I magistrati indagano dove c’ e’ da indagare. E poi archiviano se non c’ e’ da indagare. Vedi che sono perfino oltre la questione morale. Penso che si tratti di cialtroni che ora depistano il discorso sul magistrato cAttivo. Eccheppalle.

  16. un esule scrive:

    Decio. Io smentisco per quanto mi riguarda.
    Ho fatto parte di molte commissioni. E non ho mai constatato, anche per come erano costruite, nessuna inclinazione a soggiacere alle raccomandazioni. Ho bocciato decine di figli di colleghi.

  17. decio scrive:

    @un esule:

    converrà con me che, lo spazio aperto per gli imbrogli c’è.

    Se a Lei non è mai capitato,le fa onore, ma credo Lei sia consapevole del fatto che a moltissimi capita.

    Tenga conto del fatto che nel caso Lonardo (moglie di Mastella), la contropartita era costituita da assunzioni facili in posti pubblici.

    Ergo, ciò è possibile e nessuno ne risponde.

    Altra cosa è il casino dei concorsi pubblici:

    1)perchè se il concorso esce oggi, la prova scritta è tra 1 anno, tra 2 anni l’orale e poi c’è una pioggia di ricorsi?

    2)perchè nel privato, io posso assumere in 1 minuto senza casini?

    Non trova sconvolgente questa differenza?

  18. Un esule scrive:

    @ Decio. Io correggevo 1500 temi in un mese. E poi si passava un mese a fare gli orali.
    Gratis.
    Ma molte amministrazioni se la prendono comoda….

  19. andrea lucangeli scrive:

    @ Sabina:…”spero che tu sappia come sai ma non lo dici, che non sono certo i magistrati che mettono in giro i nomi,”…

    Ma quanta sicumera! E chi lo dice che non sono proprio alcuni Magistrati a metter in giro i nomi per far “pubblicità” alla loro inchiesta (e – di riflesso – a loro stessi)?

    Ho “bazzicato” per vent’anni nell’ambiente giudiziario-forense e posso affermare – senza paura di smentite – che il più pulito c’ha la rogna…Nessuno si salva, Magistrati, Cancellieri, Avvocati, Polizia Giudiziaria etc. etc.

  20. cesare scrive:

    mh …io vedo invece che gli italiani sopportano tutto ma proprio tutto se fossimo un popolo normale e onesto non avremmo mandato al potere un’accozzaglia di questo genere, e se dobbiamo dirla tutta non è questione di garantismo o meno ma chi decide di dedicarsi alla politica e quindi di gestire il bene pubblico deve accettare di essere messo alla berlina se sbaglia anche senza un avviso di garanzia e poi sono stanco di questo finto garantismo buonismo sig. andrea lucangeli.

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