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Il Magnifico Rettore se ne va col centrodestra

Al di fuori dei confini campani forse la cosa è di poco interesse, ma non così in Campania, seconda Regione italiana per popolazione, sede della terza metropoli di uno degli otto paesi più ricchi del mondo, dove il professor Guido Trombetti, Magnifico Rettore dell’Università Federico II (il secondo ateneo d’Italia, almeno per numero di iscritti), cattolico e di sinistra, vicepresidente dell’Associazione nazionale rettori, addirittura adulato da molti professori, sempre di sinistra, sta per entrare nella giunta Caldoro come assessore all’Università e alla ricerca. Scusate se è poco.

irriformabile

6 commenti a “Il Magnifico Rettore se ne va col centrodestra”

  1. Alfredo Manzella scrive:

    Io penso che un Rettore debba fare il Rettore, come un Medico debba fare il medico, un Ingegnere l’ingegnere, e così via; è questa la loro missione. Essendo io campano e a conoscenza di come funziona l’Università, pensasse il buon Rettore Trombetti a migliorare l’Ateneo in tutte le sue sfaccettature e lasciasse stare la politica, perchè quella debbono farla, e bene per i cittadini, i professionisti della politica con la P maiuscola.

    Come pure i medici; ma vi siete accorti come le Amministrazioni comunali siano infarcite di costoro che, all’improvviso, si scoprono amministratori e si buttano in politica perchè supportati dal bacino di voti della loro utenza (i pazienti) e, anzichè curarli, spesso e volentieri si fanno sostituire da altri medici che in molti casi sono lì a prescrivere solo ricette, perchè i titolari sono impegnati in Giunte municipali e/o Consigli comunali, o riunioni di partito.
    Perciò diamoci una calmata e siamo più seri. I non campani sappiano che la provincia di Caserta chiamata alle urne alle ultime elezioni politiche, è l’unica che dopo 45 giorni non ha ancora un’Amministrazione perchè non vi è accordo sulla composizione con baroni universitari, medici o politici.

  2. Portoreale scrive:

    Basterebbe una piccola norma per evitare questo via vai dalle professioni alla politica e ritorno: chiunque ricopre una carica politica retribuita deve dimettersi dal proprio lavoro (se dipendente) o vendere la propria azienda al momento dell’assunzione della carica.

    Per i primi, toglierei anche il diritto al reintegro automatico nella posizione precedentemente occupata (ergo, se dipendenti pubblici facciano di nuovo il concorso e lo vincano, se ci riescono; se privati, si cerchino un’altra azienda o si facciano riassumere da quella precedente, se ci riescono).

  3. Portoreale scrive:

    ….vendere la propria azienda se imprenditore, ovviamente

  4. [...] almeno per numero di iscritti),Continua a leggere il post originale su The Front Page: Il Magnifico Rettore se ne va col centrodestraSharePotrebbero interessarti anche questi post:Il Magnifico Rettore se ne va col centrodestra Al di [...]

  5. John Doe scrive:

    Beh, ma se fosse come dite voi nessuno (che abbia mai fatto una cosa qualunque in vita sua) si “presterebbe” alla politica. Di fatto ci sarebbero solo politici di mestiere, dalla laurea alla pensione.

    Si potrebbe allora istituire un esame di stato per accedere all’albo professionale, e poi via via con la progressione di carriera in base all’anzianità….mmh, non mi sembra una buona idea e mi dichiaro in disaccordo con voi.

    Continuo a pensare che tutti devono poter fare tutto, l’importante è che lo facciano nella trasparenza (vedi ad es.l’anagrafe degli eletti di iniziativa radicale), per poi essere giudicati col voto.

  6. un esule scrive:

    Concordo con Doe.
    La politica dovrebbe essere fatta da dilettanti, non da professionisti.

  7. Portoreale scrive:

    Credo di non essermi spiegato completamente. La politica è una scelta di campo, non solo ideologica, ma di cose che si fanno(accontentando alcuni) e di altre che non si fanno (scontentandone altri).

    Visto come siamo ridotti, sono le seconde cose a contare.Io vorrei essere certo che chi scende a fare politica non lo fa col paracadute, ma perché ci crede. E non esita a mettere a repentaglio la propria tranquillità economica per farlo.

    Il fare una cosa del genere dimostra anche un’altra cosa, alla quale tengo molto: il politico non deve avere paura del suo futuro economico. Deve essere uno che, tornato elettore fra gli elettori, sa benissimo come guadagnarsi pane e companatico.

  8. [...] Link articolo originale: Il Magnifico Rettore se ne va col centrodestra | The Frontpage [...]

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