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Dialogo sottomarino su potere e corruzione

Quello che segue è il sogno d’un cittadino, pertanto nomi, personaggi, luoghi ed eventi raccontati sono il frutto della fantasia notturna dell’autore e qualsiasi somiglianza con persone reali, viventi o defunte, eventi o luoghi esistenti o esistiti è da ritenersi puramente casuale.

In fondo al mare, nella profondità degli abissi, una crisi finanziaria ha ridotto a lische molti pesci e i politici salmastri preoccupati dalla grande depressione marina discutono sul da farsi su un vecchio transatlantico affondato da un centinaio d’anni.

Delfino: Devi smetterla. Non puoi occuparti di tutto, decidere tutto; hai bisogno d’aiuto. Dammi retta per una volta.

Squalo: Smetterla? Io voglio solo il bene della comunità marina, mi arrovello ogn’ora su quello che bisogna fare. Chi dice che io abbia bisogno d’una pinna in più? Siete voi, quelli che pur di prendere il potere… Ma io non vi permetterò di farlo, sono il più popolare, il primo in tutti i sondaggi, quindi scordatevi ogni piano e se non volete finire all’amo consiglio a voi di smetterla con questa fronda tra le onde.

Trota: Non è facile per me… Avete entrambi ragione a vostro modo e perciò è difficile schierarsi. Per ora voglio solo ricordarvi che senza i voti dei baccalà del mare del Nord non andate da nessuna parte, ogni crociera politica per partire ha bisogno del mio appoggio, del mio avvallo.

Delfino: O Trota! È inaudito che in tempi così difficili invece di ragionare del meglio per tutti, tu ancora mantieni posizioni di parte.

Squalo: La nostra alleanza è leale o Trota! Mai ho creduto che il tuo sostegno possa venire a mancare, la nostra vittoria dipende dalla nostra unità.

Delfino: La vostra unità è dettata solo dalla convenienza e non dalla convinzione che sia la cosa migliore. Sono quasi sfiancato dal vostro gioco, ma non datemi per morto, non ancora almeno.

Squalo: Ieri sera, mentre ballavo con le cozze di Taranto e la letizia infestava il mio cuore, ho capito che l’unico modo per superare i problemi è quello di concedermi il potere assoluto. Nettuno ha bisogno solo d’esser convinto, ma ormai siamo vicini ad avere anche il suo pieno favore ed allora per te Delfino non ci sarà più nulla da fare.

Delfino: Dico a voi, Trota e Squalo, che il tempo del vostro successo è al tramonto. I pesci d’ogni razza sono ormai boccheggianti. Basta poco a far saltare il coperchio. Avete saputo della lista di oltre trecento pesci. C’è questo pesce Pagliaccio (il pesce Pagliaccio è detto anche pesce Anemone, perché usa rifugiarsi con alcune specie di anemoni, ndr), tutti sappiamo com’è detto, che ha aiutato a loro insaputa pesci potenti. Nemmeno il pesce più balordo è disposto a bersi queste storie. Dopo “pinne pulite” bisognava fare più attenzione e invece…

Trota: Sapete bene che non ho nulla da temere. Il mare del Nord è il più pulito in assoluto. Certo non posso essere l’alleato d’una cricca di pesci disonesti. I miei pesci potrebbero insorgere anche verso di me.

Squalo: Non v’è da temere alcunché. Questo pessimismo è da condannare. Non ci sono pesci colpevoli per il momento e le tue doti divinatorie, o Delfino, sono buone solo per i nostalgici delle gogne. Sappiamo dove sono le fogne e stiamo alla larga, perciò non accetto accuse, nemmeno ipotetiche.

Delfino: Sai bene come funzionano le cose in fondo al mare, le correnti cambiano in fretta, chi oggi è sulla cresta dell’onda, domani potrebbe trovarsi travolto. Io sono l’unico esperto sommozzatore, io sono l’unico che può resistere.

Trota: È tempo d’andare ora. Ma voglio dirti, o Squalo, che non mi trascinerai nella fossa delle Bermuda. Parleremo ancora, ma per oggi è tutto.

Sosgra

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