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Il finto federalismo valdostano di Calderoli

Il ministro Calderoli, sempre presente a raffica in molti giornali, le spara grosse come richiede lo stile della Lega: l’ultima boutade è che, in applicazione del federalismo fiscale, verranno ridotti i privilegi di cui godono le Regioni a statuto speciale a scapito di quelle a statuto ordinario.

Riferendosi alle Province autonome di Trento e Bolzano e alla Regione Valle d’Aosta, “Calderoeul”  ha scoperto, con un ritardo di almeno 20 anni, che tali regioni incassano ancora somme provenienti dall’ex-Iva sulle importazioni delle merci. Peccato che tale imposta, con il libero mercato, sia scomparsa da quasi 20 anni negli scambi commerciali fra i Paesi dell’Unione Europea. Subito il boom del roboante ministro, riformista verbale dall’annuncio facile alla moda berlusconiana: con un provvedimento in corso di definizione, alla Regione Valle d’Aosta saranno ridotti i trasferimenti statali di 180 milioni di euro all’anno!

Però bastano quattro semplici calcoli per rendersi conto che le dichiarazioni moralizzatrici del ministro, riguardanti i tagli alle situazioni privilegiate, sono mera propaganda, cui non seguiranno decisioni conseguenti. Nel caso della Valle d’Aosta, lo Stato trasferisce alla Regione autonoma i nove decimi di tutte le imposte, inoltre i finanziamenti previsti da ogni legge dello Stato per l’intero territorio nazionale. Dulcis in fundo, i Paperoni valdostani ricevono anche, indicizzati, i 310 milioni all’anno dell’Iva da importazione, scomparsa da 20 anni. In definitiva, ogni cittadino valdostano riceve circa 15 euro dallo Stato per ogni 10 euro versati in tasse ed imposte. Mentre il cittadino piemontese, lombardo o veneto, ogni 10 euro versati ne riceve indietro 4.

Se con l’applicazione del federalismo fiscale ci fosse una riduzione di 180 milioni, il taglio di Calderoli sarebbe ridicolo: appena una parziale riduzione del trasferimento ex-Iva da importazione (attualmente 310 milioni di euro all’anno): una presa in giro. Non verrebbero toccati né i nove decimi del riparto fiscale, assicurati dalla legge Modica del 1981, né gli altri innumerevoli finanziamenti di settore. In definitiva ogni cittadino valdostano riceverebbe circa 14 euro (non più 15) ogni 10 euro versati allo Stato.

Una riduzione del tutto simbolica. E la Valle d’Aosta, pur essendo una fra le più ricche regioni d’Italia, continuerà ad avere maggiori risorse delle regioni ordinarie. Come mai tanta benevolenza? La spiegazione è tutta politica ed elettorale. Il fatto nuovo è che l’Union Valdôtaine, partito di maggioranza in Valle d’Aosta, dopo essere rimasto per oltre un ventennio alleato al centrosinistra dissanguandolo, si è improvvisamente alleato con il centrodestra per le elezioni di Aosta di domenica 23 maggio.

Dunque il quadro è chiaro: essendosi la Balena rossonera alleata con il Pdl e la Lega Nord, lo scopo è di fare in modo che i soldi di Roma continuino ad arrivare, in barba al federalismo fiscale e ai principi affermati da Calderoli. Insomma il federalismo sacrificato sull’altare delle alleanze politiche. Buffonata sì, ma celtica.

6 commenti a “Il finto federalismo valdostano di Calderoli”

  1. [...] This post was mentioned on Twitter by The Front Page. The Front Page said: Il finto federalismo valdostano di Calderoli: Il ministro Calderoli, sempre presente a raffica in molti giornali, … http://bit.ly/9YuZ9X [...]

  2. andrea lucangeli scrive:

    Ma che bel “processo alle intenzioni”!
    Scusa, ma dov’è la notizia? E’ stato deciso qualche cosa, è stata messa “nero su bianco” qualche dichiarazione di intenti? No, appunto, solo parole in libertà…
    Alla fine, però, i cordoni della borsa li tiene Tremonti e – se ci sarà bisogno di raschiare il barile – anche la Val d’Aosta sarà chiamata (volente o nolente) a fare la sua parte…La “cuccagna” è finita, finiti i soldi e finiti pure i “furbetti” dello Statuto Speciale…

  3. melechov scrive:

    Le parole in libertà appartengono, per nostra disgrazia, ad un ministro della Repubblica che dell’incontinenza verbale ha fatto regola, così come appreso dal suo druido celtico della Scuola Radio Elettra.
    Dunque, come notato persino dalla Cei, non si tratta di un federalismo solidale o perequativo, ma di un sistema per rimarcare ed accentuare le differenze, anche economiche.
    Nel frattempo, come in Vda da almeno 50 anni, va avanti la frantumazione culturale, storica ed emotiva tra regione e regione.
    Naturalmente mascherata da “recupero delle radici e dei dialetti”, che invece vengono branditi come randelli identitari.
    Il dialetto non più come strumento per comunicare, ma come distintivo per darsi identità.
    L’obbiettivo è recidere ogni legame culturale e sentimentale con l’Italia unita esaltando ogni differenza, inventando salde cittadinanze di egoismo localista.
    La “secessione leggera”,così profeticamente descritta da Paolo Rumiz.
    Per di più praticata da privilegiati anti-italiani, mantenuti dall’Italia.
    Mi viene il vomito.

  4. Liutprando scrive:

    ”Mi viene il vomito”.
    Non è la prima volta.
    Non è che sei incinta?

  5. melechov scrive:

    Liutprando, non mi va di dicutere così: spirito per spirito, ti rispondo che non è possibile.
    La qualità delle tue prestazioni
    sessuali, che spero non facciano il paio con quelle intellettuali, non lo consente…..
    E’ ancora chiuso il bar Obelix? Vai alla bocciofila “il burgundo quadro”.

  6. Liutprando scrive:

    Non penserai di aver aperto una discussione con l’argomentare paranoico di cui fai sfoggio.

    Ovvio che non ci possa essere discussione.
    Su che? L’aria fritta?

    Non so se il bar sia aperto, sei tu che lo conosci. Telefonagli, non chiederlo a me.

  7. [...] a scapito di quelle a statuto ordinario.Continua a leggere il post originale su The Front Page: Il finto federalismo valdostano di CalderoliSharePotrebbero interessarti anche questi post:Federalismo di destra e di sinistra Martedì 13 [...]

  8. loremaf scrive:

    Il vero governo ombra:
    primo ministro TREMONTI
    sottosegretario alla presidenza CALDEROLI
    sottosegretario senza portafoglio e addetto alla relazioni con la stampa e con la rappresentanza estera PERLUSCONI
    ministro ai lavori pubblici BERTOLASO
    ministro della disoccupazione SACCONI
    ministro del nord BOSSI
    ministro del centro POLVERNI
    ministro del sud ad interim TREMONTI
    ministro per le isole LOMBARDO
    ministro per il tempo libero SGARBI
    ministro per lo sport e spettacolo LARUSSIA
    il resto a casa, eccenzion fatta per letta, maroni e brunetta che sostituiscono a rotazione i ministri in missione o in malattia .

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