rss twitter facebook youtube search
top

Libertà di stampa e domande vietate

Il quadretto è di quelli rassicuranti-impegnati-politicamente correttissimi. Obama è seduto alla scrivania dello studio ovale, contornato da signore e signori tutti impettiti nei loro abiti buoni, un bambino con giacchetta e cravatta rossa che sbircia il presidente alla sua sinistra e sembra divertirsi un mondo. Sono tutti parenti di Daniel Pearl, il giornalista americano ucciso nel 2002 in Pakistan mentre effettuava un’inchiesta sugli estremisti islamici.

L’occasione è quella della firma di una legge sulla libertà di stampa, che Obama ha voluto dedicare al reporter ucciso perché affida agli Usa il compito di stilare ogni anno una lista di Paesi in cui viene negato il diritto di conoscere la verità. Il presidente firma, sorride, tutti sono felici. Fino a quando uno dei giornalisti presenti non prova a rivolgersi al presidente. Nel video la domanda non si coglie. Ma si sente benissimo la risposta: “Non risponderò alle domande. Non sto facendo una conferenza stampa”. Ma non era una legge sulla libertà di stampa? Poi dicono di quell’altro, quello italiano, bassino… com’è che si chiama…?

3 commenti a “Libertà di stampa e domande vietate”

  1. [...] This post was mentioned on Twitter by The Front Page. The Front Page said: Libertà di stampa e domande vietate: Il quadretto è di quelli rassicuranti-impegnati-politicamente correttissimi. … http://bit.ly/9bCBKJ [...]

  2. Ottodixit scrive:

    Nel mondo del giornalismo anglosassone vi sono a) press-conferences e b) photo-opportunities con o senza statement da parte del soggetto. Nel secondo caso (foto con o senza dichiarazione) è inteso che il soggetto si esprimerà e che al termine dell’allocuzione non verranno poste domande. Non sorprende dunque la precisazione di Obama, che contrariamente a quanto si vuol far credere non rappresenta di per sé alcuna limitazione alla libertà di stampa. Nel primo caso invece chi indice la conferenza stampa si impegna a rispondere alle domande dopo una breve allocuzione introduttiva.

    In Italia queste sottigliezze non vengono colte, spesso. Ad esempio, ultimamente il ministro Scajola ha indetto una conferenza stampa durante la quale ha annunciato le dimissioni sottraendosi però alle domande (ripensamento ?). Non è sempre vero, dunque, che tutto il mondo è paese.

    Il nostro, tanto per dire, è partially free con riguardo alla libertà di stampa, secondo Freedom House, unico fra i paesi dell’Europa occidentale. Da noi è stato fatto un altro passo avanti nella limitazione della libertà di stampa proprio oggi, per cui ringraziamo l’autore di questo pezzullo che ci offre lo spunto per segnalarlo anche da questa sede.

  3. Matyt scrive:

    Il problema fondamentale è che quello, italiano, bassino, e anche un po’ meno abbronzato (e un po’ più criminale) di Obama le conferenze stampa non ne fa…

    O meglio, pare entrino solo giornalisti, per così dire, approvati…

    Non è una bella cosa, però è una pagliuzza…
    E noi di putrelle d’acciaio nell’occhio ne abbiamo tante…

  4. [...] sua sinistra e sembra divertirsi un mondo.Continua a leggere il post originale su The Front Page: Libertà di stampa e domande vietateSharePotrebbero interessarti anche questi post:?Per Freedom House in Italia è a rischio la [...]

  5. un esule scrive:

    Di solito le conferenze stampa le organizziano gli uffici stampa. Non certo i politici di alto livello.
    E si stabiliscono sempre delle ground rules. Cio’ cui verra’ risposto e no.
    cosi’ come si definisce chi fara’ le domande.

  6. [...] Prosegue Articolo Originale: Libertà di stampa e domande vietate [...]

Che ne pensi? Commenta!

top