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Vivaverdi

“Allora, ci si vede a casa di Silvio lunedì? Dai, ci dovete essere tutti, è tanto contento che Gianfranco sia tornato. La squadra è di nuovo tutta insieme, che commozione.”
“Uh…. no… veramente guarda… io avrei da fare…”
“Come, da fare? Caldero’, non dire cazzate, guarda che Silvio ci tiene.”
“Eh, ma ho… devo… ho un impegno.”
“Ma scherzi?”
“No, no, davvero, scusate ma non posso esserci.”
“E Bobo?”
“No, neanche lui.”
“E Umberto?
“C’ha il Trota da consolare per quella faccenda del negro.”
“Questa cosa mi puzza.”
“Ma no, ma che, non c’è nessuna puzza, abbiamo da fare… per le volte successive poi si vede, su…”
“Caldero’, senti, non mi raccontare cazzate. In questi frangenti bisogna stare uniti. Se non venite, ne va del destino di tutti. Massicci e incazzati. Disdici gli impegni e ci si vede lunedì.”
“Non posso, guarda, e anche se disdico io comunque gli altri non vengono.”
“Dimmi la verità: è una manovra di sabotaggio?”
“No, cosa ti viene da pensare? E poi dai, vedrai che va tutto bene anche senza di noi.”
“Ah, ecco, vedi che c’è un ‘noi’ che non viene, e guarda caso sono tutti gli amichetti tuoi con la cravatta verde.”
“Ma no, non prenderla sul personale, è che… ci siamo impegnati… si va a casa di Luca… poi magari vi raggiung…”
“Cos’è quella roba che ti spunta dalla tasca?”
“Niente, un fazzolettino, cos’è.”
“Tiralo fuori.”
“Un fazzoletto?”
“Tiralo… fuori!”
“Oh, che modi!”
“Una bandiera del Paraguay?”
“…”
“Ma sei… ma allora…”
“Senti, che vuoi da me? Ci avete eliminati, volete pure che tifiamo per voi?”
“Eliminati? Ancora? Caldero’, per l’ennesima volta: la squadra vostra non esiste. Ce n’è solo una. La nostra. Quella di tutti. O giochi con noi, o giochi contro di noi. Giochi contro di noi?”
“No…”
“Animo, di’ la verità.”
“Sì! Sì! Non è giusto! Si vuole reprimere l’identità nazionale dei padani! Solo con il sacrificio dei padani è possibile costruire la gloria calcistica della vostra nazione! Viva la Padania! Viva le tradizioni cristiane, celtiche, pagane! Viva Va’ pensiero! Viva il fuorigioco all’olandese!”
“Ah, quindi non venite perché state a gufa’?”
“Sì! Vendetta! I popoli padani ingiustamente oppressi! La distruzione della nostra identità! Libertà! Libertà!”
“Voi siete matti. Aspetta che lo sappia Silvio, che gufate.”
“Silvio non può fare un cazzo! Se ritiriamo le nostre truppe del nord celtico padano, la squadra è finita, fi-ni-ta! Vi rimangono solo i terroni a fine carriera che poi se ne vanno a giocare a Dubai.”
“Questo è vero, ma a maggior ragione dovreste tifare con noi, e non contro. Cioè, siete parte della squadra.”
“Invece no, ladrocinio! Autodeterminazione alla morte! Dovete affondare!”
“Quindi siete con noi ma non siete con noi?”
“Esatto.”
“Quindi non ti dispiace se domani sposto tutte le vostre cose in soffitta e distribuisco le vostre stanze ai nostri. Perché voi non siete dei nostri, giusto? Voi siete un popolo indipendente e sovrano. E quindi regnate sulla soffitta.”
“Siamo un popolo che conta, non ci opprimerete così.”
“Ma contiamo di più noi, siamo di più quindi pesiamo di più, che vuoi?”
“Faremo la rivolta!”
“E come? Vi alleate con l’Albinoleffe? Animo. Piglia le bandierine tricolori e porta gli amichetti.”
“Ve ne pentirete.”
“Cammina, vai. E bada: al primo ‘Vivaverdi!’ che sento vi costringo a cantare Fratelli d’Italia alla finestra, col megafono.”

2 commenti a “Vivaverdi”

  1. roberto scrive:

    grande,ma….triste!

  2. Ottodixit scrive:

    Gretel,
    site no’ babbà!

  3. [...] che commozione.” “Uh….Continua a leggere il post originale su The Front Page: VivaverdiSharePotrebbero interessarti anche questi post:La tentazione elettorale di Silvio (e Umberto) A [...]

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