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Le Regioni contestano la manovra

Le Regioni hanno espresso in maniera netta il loro “no” alla manovra. Lo hanno fatto nel corso di una riunione con Tremonti, Fitto e Calderoli al ministero per i Rapporti con le Regioni. Tutte quante, di destra e di sinistra, considerano la manovra «irricevibile» perché peserebbe per oltre il 50% sulle Regioni che, secondo Errani, «stanno facendo la loro parte nella lotta agli sprechi ma questi tagli significano meno risorse per le imprese, per il trasporto pubblico locale, per il welfare, per la scuola».

Formigoni lancia l’allarme sul federalismo fiscale, «spazzato via dalla manovra» e Vendola, senza mezzi termini, invita alla «ribellione sociale». Agguerritissime le Regioni del sud, soprattutto per il mancato sblocco dei fondi Fas, più “morbide” quelle leghiste che con Zaia assicurano che il federalismo non è a rischio e che anzi «la manovra introduce i costi standard».

Tremonti non ha chiuso le porte alla possibilità di discutere insieme su come distribuire i tagli, ma «il saldo non si tocca», ha detto. Il ministro ha spiegato che i bilanci delle Regioni sono pari a 170 miliardi (di cui 106 per la sanità che non verranno toccati) e dunque il taglio di 5 miliardi significa una diminuzione delle entrate per le Regioni pari al 3%, «un peso – a suo dire – sostenibile».

Tremonti è stato molto duro nei confronti delle Regioni per quanto riguarda la gestione delle pensioni d’invalidità, di loro competenza, la cui spesa «è esplosa negli ultimi anni arrivando a 16 miliardi». Ha dato senza mezzi termini la colpa ai governi regionali se «siamo 58 milioni e 2 milioni e mezzo sono gli invalidi» e se il nostro Paese «destina un punto di Pil agli invalidi». Errani risponde che hanno soltanto applicato una legge dello Stato e che sono pronte a verificare se sono stati compiuti degli errori da parte loro.

«Per rendere chiari quali saranno le conseguenze dei tagli», le Regioni hanno convocato una conferenza straordinaria per martedì prossimo e incontri con i gruppi parlamentari e le forze economiche e sociali. Non demordono neanche sui Fas e su questo hanno avuto la piena disponibilità del ministro Fitto – fresco di delega, ieri in Cdm, sulla gestione del Dipartimento per le politiche di sviluppo (Dps) che si occupa dei fondi Fas e comunitari – a fare una ricognizione per capire da che livello di spesa reale si parte.

11 commenti a “Le Regioni contestano la manovra”

  1. Liutprando scrive:

    Abolire i FAS, i fondi persi d’ogni tipo, finanziamenti a babbo morto, pensioni baby, RAI, finanziamenti alla “cultura” (parassitaria), all’editoria tipo RED TV ecc.
    Ridurre a 0 i trasferimenti fiscali a Roma ed adozione dello statuto siciliano per tutte le Regioni.
    In alternativa secessione.

  2. [...] sulle Regioni che, secondo Errani, «stannoContinua a leggere il post originale su The Front Page: Le Regioni contestano la manovraSharePotrebbero interessarti anche questi post:Cgil e Regioni bocciano la manovra. Epifani: «Non è [...]

  3. Un esule scrive:

    Diciamo un pochino di verità. Gli invalidi spesso sono i vecchi non autosufficienti. E l’assegno serve a pagare la badante. Se si potesse detrarre lo stipendio della badante dal reddito, invece che i soli contributi, non sarebbe piu’ utile? Quanti lavoratori in nero emergerebbero?

  4. Liutprando scrive:

    Basterebbe smettere di tassare in modo criminale i cittadini ed i soldi basterebbero a tutti per fare tutto il necessario senza scaricarlo sui contribuenti.
    Certo, quasi tutti i dipendenti pubblici dovrebbero trovare un lavoro vero.
    Se non ci penserà lo Stato, sarà lo stato delle cose a pensarci.

  5. sabina scrive:

    Madonna volesse Dio che si facesse ‘sta secessione: con chiusura dei teatri, via tutti gli immigrati, ma tutti, televisione padana, dialetto loro, moneta loro, rifiuti sotto i loro campi e non in Campania, presepe, Madonne, croci e croci celtiche. Dio mio che si può fare perché ciò accada?

  6. Liutprando scrive:

    ‘Dio mio che si può fare perché ciò accada?’

    Semplice: accettarla e non rompere i coglioni con un finto patriottismo che tracima di opportunismo.

  7. Sabina scrive:

    E chi e’ patriottico a parte il centrodestra??? Ci stiamo vergognando tutti, altro che patria.. All estero ridono tutti non so…

  8. Un esule scrive:

    Non mi piace la deriva di Liutprando, ma cara Sabina ti assicuro che all’estero ridono di noi solo gli italiani che leggono repubblica. Gli altri europei hanno fin troppi c…i loro a cui pensare.
    Quella che a causa di SB noi si sia lo zimbello d’europa e’ una leggenda metropolitana.
    I miei colleghi spagnoli si riferiscono a Zapatero come “rojo maricon”, gli inglesi dicevano di GB “shithead”, i tedeschi della Merkel mettono in dubbio le preferenze sessuali. Ma di certo io non mi intrometto. Anche se greci, belgi, e spagnoli mi dicono di ammirare SB.
    quindi…..

  9. Un esule scrive:

    @Liutprando.
    Vorrei che per una volta mi elencassi quali funzioni vorresti lasciare allo Stato e di conseguenza quali statali sarebbero al sicuro dai tuoi strali.

  10. Liutprando scrive:

    @ Un esule

    Allo Stato Italiano? Nessuna. Zero assoluto. Nisba. Per manifesta inutilità.

    Siamo in UE. Lo Stato italiano non ha più alcun senso d’esistere perché fondato su presupposti sbagliati. La costituzione è infetta da socialismo. La nazione disomogenea. L’economia disarmonica. L’iniquità è massima: cittadini costretti a mantenere mandrie di parassiti sotto minaccia militare.

    Sia che si realizzi il federalismo (ma perché sia un federalismo serio, bisogna dividersi), sia che si attui la secessione le competenze classiche dello Stato, moneta, politica estera e difesa, sono e DEVONO essere dell’Unione.
    La scelta etica della vita collettiva non può che essere su base regionale.
    Non è possibile che a Bolzano e a Napoli si abbia un codice penale che sia il compromesso delle due realtà : penalizzerebbe il cittadino di Bolzano senza migliorare lo stato della cancrena di Napoli.

    Tutto ciò che è possibile fare va lasciato al privato; dalla sicurezza alla sanità, ogni cosa. Se in privato non ce la fa, la collettività può tassarsi per garantirsi un determinato servizio in delega alla sua comunità. Servizio in esclusiva a quella comunità.

    Il nostro wellfare italiano sta per essere distrutto dal fatto di essere omaggiato a tutta l’umanità, basta che questa lo chieda. Grandissima pirlata.

  11. Sabina scrive:

    @esule: scusa un conto che ciascuno bada alle miserie di casa propria , parli della Spagna ma ti posso elencare la preccupazione dei francesi nei confronti di Sarkozy esattamente perché lo sentono sempre più simile a b. Poi nn so te ma ho amici in mezzo mondo non italiani e che non leggono repubblica men che meno. Le reazioni dono di stupore… Ma non perché qualcuno dice loro male di berlusconi, ma perché lo vedono e lo sentono operare. Gurda la conf stampa on zapatero. Ha fatto il giro del mondo e tutti sghignazzano. Poi se della merkel si dica che sia o meno lesbica .. Sai mi pare più rilevante vedere se pensano se sia o meno abile a governare.. I gusti sessuali, a meno che la collettivita’ non sia condannata a pagarli, a me paiono secondari..

  12. loremaf scrive:

    Per l’unica cosa che un nuovo governatore appena eletto è stato quello di sostiuire l’inno.
    Ha saputio conquistare le prime pagine dei giornali e l’apertura dei tG per il resto il nulla.
    E questo neo governatore è stato anche ministro di questa repubblica.
    Mirabile !

    p.s. potrebbe sempre indire un referendum e associare la sua regione a quelle dei balcani, fuori dall’europa (EU) e fuori dall’Euro; stiamo qui a vedere l’evoluzione di questi mirabili neo-governatori: tra i Lombardo e gli Zaia, preferisco quelli già noti e più affidabili Formigoni o Errani, più concreti a più seri.

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