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Il comportamento criminale della Fiom

La questione è abbastanza semplice: da due anni a Pomigliano si lavora 3-5 giorni al mese, la cassa integrazione ordinaria è esaurita e oggi siamo alla straordinaria. Il motivo è banale: si vendono meno Alfa, perché c’è la crisi e il segmento medio-alto del mercato ne risente in mondo particolare. Da qui l’idea di portare a Pomigliano la produzione della Panda, che costa di meno e si vende di più.

In Polonia, nello stabilimento di Tychy, costruire una Panda costa 500-600 euro meno che a Pomigliano. La Fiat accetta di rimetterci, in nome di una strategia nazionale che le fa onore, ma pretende un accordo rispettato da tutti e vuole regole condivise, perché, come è evidente, la responsabilità sociale del Lingotto, trattandosi di una società quotata in borsa, deve sposarsi ai bilanci in ordine.

Per produrre le 270mila Panda necessarie, spiega dunque Marchionne, la fabbrica “va fatta funzionare come un orologio svizzero”. Dunque niente assenteismo, niente certificati medici nei giorni di sciopero, niente scioperi selvaggi nei turni di notte, controlli sui tempi e sui movimenti dei lavoratori: insomma, il rispetto della legge.

Tutti, com’è ovvio, sono d’accordo: tranne la Fiom di Maurizio Landini (nella foto), il cui Comitato centrale – soltanto in Corea del Nord sopravvivono organismi con questo nome – ha votato all’unanimità la bocciatura dell’accordo, tirando in ballo nientepopodimenochè la Costituzione! La Fiom, che a Pomigliano è praticamente inesistente (raccoglie a stento il 17% dei consensi), in nome di un’ideologia malata e pericolosa ha dunque deciso coscientemente di sacrificare e distruggere il posto di lavoro di 5200 persone. A a me pare un atteggiamento criminale. Non sappiamo se il Pd abbia ancora rapporti con la Fiom (e con la Cgil): ma, se li avesse, farebbe bene ad attivarsi subito e con forza per salvare cinquemila famiglie dal delirio di Landini e dei suoi compari.

34 commenti a “Il comportamento criminale della Fiom”

  1. Sabina scrive:

    Si. Ma si puo’ soggiacere sempre a tutto tutto tutto ..? Ti giro la domanda. In nome del mercato abbiamo massacrato il lavoro. Siamo più ricchi? Ti ricordi le partite IVA e le puttanate sulla flessibita’ ? Non so davvero chiedo… Stiamo solo molto peggio e con sempre meno diritti…

  2. [...] del mercato ne risente in mondo particolare.Continua a leggere il post originale su The Front Page: Il comportamento criminale della FiomSharePotrebbero interessarti anche questi post:Pomigliano: Fiom non firma Martedì 15 giugno La Fiom [...]

  3. Ivan scrive:

    Sono perplesso. La FIOM ha argomenti validi e comportamenti decisamente da censurare. Il vero problema dei sindacati italiani è uno solo……non fanno sindacato…non lo sanno fare….non lo vogliono fare… Mi spiego: nel Nord sono coinvolti con le società di intermediazione del lavoro, e nelle cooperative. Nelle sedi offrono servizi a pagamento, non sanno fare una (DICO UNA) VERTENZA individuale. Passare dai loro uffici significa uscire sempre perdenti. Non conosco i sindacati di Napoli, so solo che alla Fiat di Pomigliano spendevano un botto di soldi per la paura dei furti.
    Poi non riesco proprio a capire con tutta la massa di leggi che ci sono come sia possibile che arrivando a Napoli si ha l’impressione ( e non solo) che il lavoro in regola è un fatto solo fortuito, e le bancarelle sparse in piazza Garibaldi siano l’evidenza di una città illegale, solo ILLEGALE. Pertanto: cinesi senza documenti , migliaia di schiavi di tutti i colori che circolano…etc..etc…

  4. daniele cortese scrive:

    Sabina, c’è un accordo di massima. Il 17% non ci sta. Si può mandare a puttane il lavoro di 5200 persone perché il 17% non ci sta? E’ come se io, te rondolino e mio nonno avessimo un accordo per lavorare qui a tot al pezzo, mio nonno non ci sta e allora, tutti a casa. Ti pare sensato?

  5. Liutprando scrive:

    ‘In nome del mercato abbiamo massacrato il lavoro’.
    Non è vero. Si è auto massacrato quel lavoro che si è voluto cementare, impedendo al lavoro nuovo di esprimersi e crescere. L’Italia è l’unico paese al mondo fatto di piccole imprese. Piccole perché nane. Nane a causa della politica e della costituzione.

    Ora è tardi.

  6. [...] This post was mentioned on Twitter by Massimiliano Aroffo and Roberto Basile, The Front Page. The Front Page said: Il comportamento criminale della Fiom: La questione è abbastanza semplice: da due anni a Pomigliano si lavora 3-5 … http://bit.ly/deWMkJ [...]

  7. Giorgio scrive:

    Non capisco il perchè , se la Fiom a Pomigliano è “praticamente inesistente” quale sia la necessità per marchionne di avere a tutti i costi al firma della Fiom??!
    La Fiom , che nei metalmeccanici è la maggioranza , ha dovuto “soccombere” davanti ad un accordo separato sul CCNL che cisl & uil hanno firmato , e nessuno si è strappato le vesti del perchè la minoranza rappresentativa abbia siglato accordo!
    Fa bene la Fiom a non firmare punti dell’accordo che vanno a ledere il CCNL e lo Statuto dei Lavoratori; è un precedente che ci ritroveremmo nel prossimo CCNL (lo troveremo comunque perchè i 2 signori della grandi firme cisl/uil sono già daccordo).
    Nella trattativa , i giornalilai e i suoi scribacchini replicanti , scordano di dire che la Fiom ha messo sul tavolo la proposta senza ledere i diritti di TUTTI con il risultato identico per produttività (300.000 vetture) del piano marchionne.
    il punto è politico , si deve schiacciare un modo di far sindacato diverso da quello che fanno in ogni occasione cisl & uil firmando di tutto e di più , persino la Manovra Tremonti gli va bene in tutto e per tutto!!
    Arrivati a questo punto , se il sindacato devo SOLO firmare quello che viene imposto ,… aboliamo i Sindacati e lasciamo esprimenre con voto Referendario i lavoratori , almeno decidono i diretti interessati mica i sondacalisti che poi ci troviamo al parlamento per lauta ricompensa ( Marini – De Antoni – Pezzotta).
    Il problema dell’assenteismo , invece è da risolvere come si fa in tutte le altre realtà italiane: si manda l’ispezione a casa e si apre una denuncia ai medici che sono compiacenti !mica si puà assimilare TUTTI perchè altri sono lazzaroni scansafatiche, troppo facile strumentalizzare !!
    come dire che in Italia siamo tutti mafiosi e camorristi ….!!

  8. [...] Tag:rassegna stampa La Cgil tradisce sempre gli operai – Maurizio Belpietro, Libero Il comportamento criminale della Fiom-Cgil – The Frontpage Uno stato di diritto senza libertà – Raimondo Cubeddu, Tempo Quella libertà che non piace [...]

  9. Sabina scrive:

    @ Daniele sono complessivamente d accordo con Giorgio. Non so, ma appunto chiedo a chi ne sa più di me, non so se il problema sia così automatico come lo esponi. Di fAtto noto che da quando hanno dilagato le storie su lavoro liberalizzazioni non ti dico la retorica delle riforme i giovani le donne e il merito non ci sono mai state tante ingiustizie come oggi. E poi basta la litania pure su i sindacati che impediscono. Torniamo a parlare di padroni, di gente incapace, di schiappe etc.

  10. Liutprando scrive:

    ‘Nella trattativa , i giornalilai e i suoi scribacchini replicanti , scordano di dire che la Fiom ha messo sul tavolo la proposta senza ledere i diritti di TUTTI con il risultato identico per produttività (300.000 vetture) del piano marchionne’.

    Se sono così bravi aprissero una fabbrica e non ci rompessero i coglioni.
    Non lo faranno mai. Col culo al caldo chi glielo fa fare di lavorare.

  11. Alberto scrive:

    Spero almeno che FR sia a libro paga di Marchionne. Sarebbe la situazione più consolatoria. In alternativa dovremmo concluderne che è solo un inedito risultato che il prof. Cipolla non aveva contemperato. O quello che Flaiano definirebbe “Un perfetto cretino con sprazzi di imbecillità”.
    Vedo che il mestiere del velinaro tira ancora.

  12. Liutprando scrive:

    ‘Spero almeno che FR sia a libro paga di Marchionne. Sarebbe la situazione più consolatoria. In alternativa dovremmo concluderne che è solo un inedito risultato che il prof. Cipolla non aveva contemperato. O quello che Flaiano definirebbe “Un perfetto cretino con sprazzi di imbecillità”.
    Vedo che il mestiere del velinaro tira ancora’.

    Compagni?

  13. FR scrive:

    caro Alberto, ha fatto centro!
    Per la precisione, sono a libro paga del padrone di Marchionne, ex art. 2 Cnlg con l’Editrice La Stampa SpA, il cui presidente è John Elkann, che è anche, come lei certamente saprà, il presidente della Fiat

  14. maurizio giorgio scrive:

    vai rondolino !

  15. John Doe scrive:

    Io, non essendo un giuslavorista, devo ancora capire una cosa delle obiezioni della fiom: se fosse vero che gli accordi sono in violazione di legge e, addirittura, della costituzione, perchè non vanno a denunciarli tutti?

    Per tutti intendo tutti, compresi gli altri sindacati, quelli che hanno già firmato, per complicità.
    A me sembra la solita roba, siccome non ci sono argomenti economici e contrattuali che tengono, allora i padroni sono immorali e delinquenti, io questo ho sentito dire.

    I loro nonni sovietici, che erano più spicci e non avevano voglia di cercare le prove del delitto, quando dovevano liberarsi di qualcuno lo dichiaravano matto e….a posto così :-)

  16. [...] Link fonte: Il comportamento criminale della Fiom [...]

  17. Ottodixit scrive:

    @-> John Doe. Voglio aiutarla, con il contributo di un noto sovversivo estremista di sinistra che si chiama Oscar Giannino e che in questa occasione parla a nome dell’Istituto Bruno Leoni, un famigerato covo di sinistroidi come tutti sanno.

    Così Giannino riassume le ragioni della Fiom:

    (Però prima mi consenta: quando Lei scrive, come ha scritto riferendosi manifestamente alla Fiom: “siccome non ci sono argomenti economici e contrattuali che tengono, allora i padroni sono immorali e delinquenti” non semplifica un pochino tanto, troppo? E prima di tranciare giudizi, perché non si documenta, anche solo un pochino?. Infine: ecco il link che lo porterà al testo integrale.

    “Il no della Fiom ha tre argomenti. Il primo ha a che vedere con l’idea di mercato: il rifiuto di sottoscrivere un simile accordo sotto la pressione della chiusura dello stabilimento. La Fiom la considera una minaccia intollerabile, non la conseguenza obbligata e fisiologica per un’impresa multinazionale. Il secondo deriva da ciò che la Fiom considera la vera ancora delle relazioni industriali: solo e soltanto il contratto nazionale di categoria. Accordi integrativi aziendali possono essere aggiuntivi per la parte salariale, ma mai e in nessun caso intaccare né la parte normativa del contratto, né quella salariale.

    La terza ragione è ancor più di fondo, perché investe “il” diritto sindacale per definizione. Se aderite a un’idea di sindacato partecipativo, allora per voi – e per le 4 organizzazioni firmatarie – il diritto essenziale per tutelare meglio gli iscritti è quello di codecidere il più possibile con l’azienda. Se restate invece all’idea che il sindacato sia una forza antagonista, ovviamente per voi – per la Fiom, sicuramente – “il” diritto essenziale in campo sindacale è quello di sciopero. Al quale certo gli altri sindacati non rinunciano, ma che considerano arma estrema , non ordinaria. E poiché l’intesa per Pomigliano non riguarda solo turni e orari, ma è in deroga al contratto nazionale sia per quanto riguarda gli assenteisti e finti malati – niente contributi sanitari aziendali – sia soprattutto impegna i sindacati a non dichiarare sciopero nei turni supplettivi chiesti dall’azienda in notturni e sabati, ecco che per la Fiom scatta il rosso assoluto. Lo sciopero non si tocca: ed ecco l’appello alla Costituzione e alle leggi violate”.

  18. Liutprando scrive:

    Appunto. Quanto scrive Giannino è tutt’altro che a favore della FIOM.

    Scrive che la FIOM è fuori dal tempo: “La Fiom la considera una minaccia intollerabile, non la conseguenza obbligata e fisiologica per un’impresa multinazionale”. Cioè il contratto proposto è una conseguenza obbligata e fisiologica per un’impresa multinazionale, non le stronzate con cui la FIOM vorrebbe trovarsi a “lottare”.

  19. Ottodixit scrive:

    @ -> John Doe
    Ovviamente da Giannino, che riferendosi ai licenziamenti parla di “rilascio di manodopera”, e che proclama la sua fede nel liberismo alla Adam Smith o giù di lì, non vi è da attendersi che condivida anche una sola virgola di quanto sostiene la FIOM.

    Però Giannino riconosce che la posizione del sindacato ha le sue motivazioni. E ha la cortesia di spiegarLe anche a beneficio di chi, come Lei, non vuol darsi la pena conoscerle prima di condannarle. Perché tanto quei sindacalisti “hanno i nonni sovietici”, come Lei scrive argutamente.

  20. Liutprando scrive:

    ‘Però Giannino riconosce che la posizione del sindacato ha le sue motivazioni’.

    E che vuol dire? Se le conosci puoi anche riportare le motivazioni di quella merdaccia di Totò Riina, ma non per questo puoi essere citato come a favore del maiale.

  21. Cesare Luigi scrive:

    Basta con questa continua aria di derby! In questo modo non si riesce mai ad entrare nel merito delle cose ed a comprenderle. Un mio “vecchio” capo olandese mi aveva insegnato che quando ci si poneva dinanzi a un problema non bisognava sposare “la” soluzione ma valutare ogni soluzione possibile almeno con la logica dei “5 pro’s” e dei “5 con’s” per arrivare a individuare la soluzione migliore possibile. Rondolino, una preghiera: mi riassume i 5 punti forti ed i 5 punti negativi della “soluzione Fiat, Uil, Cisl (e Rondolino)” e così pure per la controproposta Cgil? La leggerò volentieri.

  22. John Doe scrive:

    Io non voglio fare polemiche, con Ottodixit e con nessun altro, sulla pelle di quei poveracci (quasi tutti), ci pensa già il sindacato a farlo di mestiere.

    Perciò, senza aver letto (colpevolmente) Giannino, mi limito a riportare qualche numero di fonte Fiat di cui, forse per mia inadeguatezza, non trovo smentita.
    Allora pare che, ad ogni sciopero, arrivino i certificati medici per non perdere il pagamento della giornata, 471 in occasione dello sciopero del 16-11-07.

    Pare anche che, sempre secondo fiat, nell’aprile del 2008 sono stati richiesti 1578 permessi elettorali a fronte di 4.544 lavoratori in organico.

    Dubito che ci siano altre realtà produttive, in europa, con numeri come questi e sospetto che tutti quei puntini sulle i, inseriti da fiat nell’accordo, servano a tutelarsi da queste cose.

    Aggiungerei solo che sospetto anche che Marchionne voglia il massimo vantaggio da questa operazione e che sì, il tutto avviene in un clima da prendere o lasciare.
    E allora che si fa? Siccome stavolta il più forte è lui….meglio chiudere? Già lavorano 3 o 4 giorni al mese, pagati dalle tasse degli italiani, quanto si va avanti in questo modo?

    Io soluzioni geniali, ovviamente, non ne ho. Non vorrei che a forza di cercarne una….gli diamo la scusa per lasciare tutto dov’è, in Polonia. Che è un po’ come dire che il meglio, a volte, è nemico del bene.

  23. S-concerto scrive:

    Le ideologie sono crollate? ma dove sta scritto? d’altronde, con il Sole 24 ore diretto dal quel gran esperto di economia che è Gianni Riotta, il cui foglio on line, listato di rosso e nero, fa a gara con l’originale Espresso quanto ad esecrazione anti, c’è poco da sperare in questo crollo. Se non sbaglio, in quel giornale (ma in Confindustria lo leggono?) scrive un tal Dragoni, ospite quasi fisso ad Anno Zero, che chiama gli imprenditori, incredibile, p a d r o n i.

  24. andreamasala scrive:

    in generale apprezzo le posizioni eretiche, e in particolare apprezzo di più chi si dà da fare per rinnovare la cultura di sinistra.
    però non posso fare a meno di notare che molte di queste innovazioni sono la riproposizione delle politiche dei baroni di un tempo.
    come non vedere che tra un pacchetto treu e uno spirito del lingotto in italia la ricchezza è distribuita in modo sempre più ineguale? e i diritti con essa? e che si tenta anche di redistribuire il potere togliendone ai ceti popolari quel poco che avevano conquistato?
    si chiama restaurazione
    neanche a me piacciono le rigidità della fiom, ma guardate che nel pubblico impiego la cisl è ancora più rigida e invischiata in cogestioni poco virtuose
    e le condizioni in un ufficio burocratico non sono quelle della catena di montaggio (lo dico senza nessuna mitologia operaia)
    quando non si hanno idee per il futuro è normale che si prendano quelle degli altri (gramsci la chiamava capacità egemonica), però dobbiamo dircelo che quelle esposte da rondolino sono idee buone al massimo per un moderatissimo centrodestra, e poi non vedere che gli anni ’90 e gli anni zero (con lo strapotere dei mercati e della finanza) ci hanno portato una crisi economica e di sistema mai vista (tale da far traballare l’euro e quel poco di europa unita) vuol dire avere gli occhi foderati di blair e veltroni.
    e prepararsi a montezemolo (con contorno di vendola)…

  25. Non mi meraviglia la posizione della FIOM perché rientra nella sua tragica tradizione.
    Ricordatevi della vertenza FIAT dell’81 che a Torino, grazie al funzionario FIOM settore auto Tiziano Rinaldini (fratello del predecessore di Landini)ha prodotto la reazione dei famosi 40.000 Quadri.
    Onestamente sono dispiaciuto dalla deriva che sta caratterizzando la FIOM; lo dico da vecchio alleato nella FLM (io ero UILM)perché ai miei tempi anni ’70 la FIOM era molto più responsabile.

  26. John Doe scrive:

    > …quelle esposte da rondolino sono idee buone al massimo per un moderatissimo centrodestra…

    @ andreamasala: lungi da me il fare l’interpretazione autentica del colore di Rondolino ma, da vecchio simpatizzante radicale, avanzerei che potrebbe anche sembrare una posizione di sinistra liberale. Luogo politico, peraltro, che è solitamente molto più denso di gente incazzosa di un moderato centrodestra.

    Poi vabbè, capisco che ultimamente è più o meno un insulto, e spero di non attirarmi querele :-)

  27. Un esule scrive:

    Pomigliano era la fabbrica dell’ARNA, penso uno dei peggiori flop dopo la DUNA.
    Forse in questo momento dobbiamo ricordare che l’IRI apri’ lo stabilimento Alfa a Pomigliano per motivi assistenziali e non produttivi. Tutto il ciclo industriale era in mano allo stato, dall’acciaieria di Bagnoli, famosa per la pessima qualita’ dell’acciaio, ai cantieri di Castellammare. Quindi la cultura del lavoro era di carattere assistenziale, sia per i lavoratori sia per l’imprenditoria, inesistente, lazzarona e politicizzata.
    La FIAT, grazie al denaro pubblico, continuo’ nell’andazzo, ed ora che nella mano pubblica, nazionale e europea, non c’e’ piu’ il becchime, chiede un giro di vite ricattando lo stato e i lavoratori. Come ha sempre fatto. Forse sarebbe il caso di considerae che in Polonia non conviene piu’ tanto produrre, mano a mano che i fondi di sostegno europei si diradano e che i costi iniziano a salire grazie alla progressiva integrazione della Polonia nell’Europa economica.
    Fin qui la FIAT.
    Scopo di un sindacato e’ quello di trattare, e di ottenere piu’ salario e migliori condizioni di salute, sicurezza e organizzazione del lavoro. In cambio si possono accettare ragionevoli aumenti dell’orario o dei ritmi di lavoro. La FIOM del meridione e’ quello che e’ la CISL a Roma. Difende i soliti noti, e difende chi di lavorare non ha voglia.

  28. mario scrive:

    Questa mattina ho sentito Rondolino parlare di fabbrica, operai ed estremisti della Fiom in TV, poi ho letto nel suo curriculum questa cosa:
    “Collabora al quotidiano “La Stampa” dal 1999, all’edizione italiana di “Vanity Fair” e al settimanale “Donna Moderna”.
    E mi sono spiegato un sacco di cose.

  29. roberto scrive:

    Anch’io mi spiego un sacco di cose, pensando a Cremaschi, Rinaldini e Landini.
    “Ma anche” a Berlinguer, che non considerava prioritario, insieme con qualche suo sodale Democristiano, il passaggio dal bianco e nero al colore nelle trasmissioni TV, non nel medioevo, ma meno di quarant’anni fa.
    Risultato: industria italiana dei televisori, desaparecida, in fumo.
    “Anche i ricchi piangano”: è noto che i comunisti provano un fascino irresistibile per la creazione di miseria e condannino, invece, la creazione di ricchezza.

  30. Edoardo scrive:

    Mi fate rimpiangere Donat-Cattin. Tutti.
    Il governo è inesistente sulle questioni sociali. Questa è una questione sociale e lo Stato è assente occupato ad occuparsi delle questioni del premier.
    Non servono grandi teorie economiche (e dire che Giannino è un economista è una iperbole senza senso, chiedete a qualunque accademico serio) serve buonsenso e capacità di mediazione e, soprattutto, far sì che le parti in causa siano messe sullo stesso piano nella trattativa. Ora, invece, da una parte c’è un potente gruppo economico coi cannoni e dall’altra ci sono i lavoratori con la fionda. Come nell’ottocento.
    Non è una questione politica ma una questione di equità sociale.

  31. jzed scrive:

    ma non farmi ridere…
    costa 600€ in + ogni auto e la fiat lo fa x rimetterci per amore della patria?
    ma non prendere in giro la gente…
    la fiat va via dalla polonia dopo che li si stavano svegliando e avevano accettato in passato il gioco che stanno proponendo ora a noi…
    ne va di mezzo il tessuto e i diritti del lavoro di tutti gli italiani…se cedono a pomigliano poi tutti gli imprenditori e il governo si sentiranno autorizzati a chiedere a tutti i lavoratori di rinunciare ai loro diritti se vogliono lavorare…
    tu sei un disonesto visto che scrivi queste cose e sei tu il criminale e non la fiom

  32. Ludovico Basili scrive:

    Tratta dal sito del quotidiano Liberazione e citata questa mattina nella rassegna stampa di Radio 24

    La lettera di un gruppo di lavoratori della fabbrica di Tychy, in Polonia, ai colleghi di Pomigliano d’Arco che stanno per votare (il 22 giugno) se accettare o meno le condizioni della Fiat per riportare la produzione della Panda in Italia. (…)

    (Questa lettera è stata scritta il 13 giugno, alla vigilia del referendum a Pomigliano d’Arco in cui i lavoratori sono chiamati a esprimersi sulle loro condizioni di lavoro. La Fiat ha accettato di investire su questa fabbrica per la produzione della Panda che al momento viene prodotta a Tychy in Polonia. I padroni chiedono ai lavoratori di lavorare di sabato, di fare tre turni al giorno invece di due e di tagliare le ferie. Tre sindacati su quattro hanno accettato queste condizioni, la Fiom resiste)

    “La Fiat gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli alti. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d’Europa e non sono ammesse rimostranze all’amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend)

    A un certo punto verso la fine dell’anno scorso è iniziata a girare la voce che la Fiat aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento su Tychy è calato il terrore. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole. L’anno scorso per esempio ha pagato solo il 40% dei bonus, benché noi avessimo superato ogni record di produzione.

    Loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro. Ma noi siamo davvero arrabbiati. Il terzo ‘Giorno di Protesta’ dei lavoratori di Tychy in programma per il 17 giugno non sarà educato come l’anno scorso. Che cosa abbiamo ormai da perdere?

    Adesso stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori, come fanno ogni volta. A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. Danno per scontate le schiene spezzate dei nostri colleghi italiani, proprio come facevano con le nostre.

    In questi giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in Italia lottassero. Non per mantenere noi il nostro lavoro a Tychy, ma per mostrare alla Fiat che ci sono lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni. I nostri sindacati, i nostri lavoratori, sono stati deboli. Avevamo la sensazione di non essere in condizione di lottare, di essere troppo poveri. Abbiamo implorato per ogni posto di lavoro. Abbiamo lasciato soli i lavoratori italiani prendendoci i loro posti di lavoro, e adesso ci troviamo nella loro stessa situazione.

    E’ chiaro però che tutto questo non può durare a lungo. Non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare per i nostri interessi internazionalmente.

    Per noi non c’è altro da fare a Tychy che smettere di inginocchiarci e iniziare a combattere. Noi chiediamo ai nostri colleghi di resistere e sabotare l’azienda che ci ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso.

    Lavoratori, è ora di cambiare.”

    Ludovico

  33. Ludovico Basili scrive:

    dimenticavo… è solo una questione di comunistacci?
    Ludovico

  34. Un esule scrive:

    No, e’ esattamnte la mia analisi. La FIAT, per motivi imperscrutabili, finora, valuta che produrre a Pomigliano a quelle condizioni sia piu’ economico che in Polonia. A chiudere Termini non ci ha messo niente. Quello che mi pare ridicolo e’ accusare la FIAT di avere una ideologia che non sia quella di guadagnare dei soldi. Le relazioni sindacali, secondo me, dovrebbero essere scevre dall’ideologia.

  35. stefano scrive:

    caro rondolino. ci sono un po’ di cose che la MAGGIORANZA (quella che “sta”) della stampa, dei blogger, dei commentatori non mi hanno ancora chiarito.

    ne cito almeno un paio:

    - ma tichy chiude o produrrà le lancia che non produrrà più termini?

    - quanto è stato presa in considerazione la controproposta Fiom per i livelli di produttività proposta? no, perché se ci sono altri modi per raggiungere a pari costi la produttività richiesta, a che fine creare un vulnus nelle relazioni sindacali e nel corpo normativo DI TUTTO IL PAESE? direi che, né Lei, né il “coro” bipartisan in pieno concerto grosso avete dato molto spazio alla controparte, no?

    vabbè, m’avete scocciato. basta così.

    e a tutti i caporali di buona volontà che applaudono all’ottimo marchionne anche su questa pagina: spero che un ottimo marchionne bussi alla porta del vostro lavoro per proporvi una bella pomigliano anche a casa vostra con una pistola alla tempia. così avrete quello che vie siete cercati e che avete applaudito.

  36. Un esule scrive:

    Se gli strilli della FIOM fanno parte del DNA di quelli che sognano la lotta di classe contro “il padronato”, non riesco a capire perche’ la FIAT, che mai ha dimostrato sensibilita’ sociale, ha preso questa decisione.
    Avrei capito di piu’ se l’avesse chiusa.

  37. Alberto Stracuzzi scrive:

    FR… che dire… Fossi a libro paga avresti delle attenuanti. Insomma, sono uno che rispetta chi deve portar a casa la michetta. Pensa comprendo anche i poliziotti (non che mi disgustino di meno). E’ il fanatismo di voi convertiti che se non fosse pericoloso risulterebbe patetico.
    Ma sei in degna compagnia (Riotta, Scalfari and so on). Cavolacci, quando il padrone fischia tutti a scodinzolare. E il padrone come sempre è la Fiat, alla faccia dei pensieri liquidi, della post
    modernità, dei blog e di tutte queste insipide sciocchezze di cui molti – e non certo io – si riempono la bocca. Sai, per noialtri seguaci del Moro di Treviri son soddisfazioni: scrivi come un corifeo ottocentesco, ma d’altro canto il Marchiotto agisce come un padrone delle ferriere. Tu, non io, dici che il mondo è cambiato.

  38. luca scrive:

    il problema, al di la delle ragioni del no o del si, del ricatto, ecc… è quello che marchionne andrà a produrre comunque all’estero quando gli converrà e non credo ai miliardi di euro che si dicono pronti ad investire, la fiat auto è da un pezzo che doveva essere chiusa, finiti gli incentivi statali sono crollate le vendite non sarà certo un accordo sindacale costituzionale o no che farà vendere più macchine di prima, macchine che non sono diverse da quelle prodotte vent’anni fa, in quanto ad innovazione tecnologica la fiat mi sembra che abbia investito poco, le altre marche hanno già sul mercato auto elettriche, andiamo avanti ancora con la panda e la 500, pongo due quesiti per concludere, le famiglie italiane, quelle che si possono permettere ovviamente il mantenimento e l’eventuale acquisto del mezzo, mediamente hanno due macchine quesito n. 1 perchè devono cambiare la macchina quesito n.2 perchè devono comprare una fiat.
    penso che se vogliamo uscire dalla crisi dell’auto dobbiamo iniziare a produrre delle macchine che vanno ad acqua non ci sarebbe bisogno di ritoccare alcun accordo sindacale

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