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Breve storia dell’art. 1 della Costituzione

Il 16 ottobre 1946 la prima Sottocommissione della Commissione per la Costituzione, nel proseguire la discussione sui principî dei rapporti sociali ed economici, affronta la questione del lavoro. La Pira (Dc) propone questo articolo: «Il lavoro è il fondamento di tutta la struttura sociale, e la sua partecipazione, adeguata negli organismi economici, sociali e politici, è condizione del nuovo carattere democratico».

Alla successiva riunione della Sottocommissione, il 18 ottobre, Togliatti (Pci) si dice convinto che si debba porre al principio della Costituzione la definizione: «Lo Stato italiano è una Repubblica di lavoratori». La formulazione di La Pira gli pare insufficiente perché “gli sembra di trovarsi di fronte non ad una affermazione politica di volontà del legislatore, ma quasi ad una constatazione di fatto”.

Dossetti (Dc), che aveva concorso alla formulazione della proposta La Pira, precisa che con l’espressione: «Il lavoro è il fondamento di tutta la struttura sociale», si intende esprimere non semplicemente una constatazione di fatto, ma un dato costitutivo dell’ordinamento, un’affermazione cioè di principî costruttivi.

Il liberale Lucifero D’Aprigliano obietta (da liberale): “Tutti coloro che partecipano alla produzione sono «lavoratori» (meno l’azionista puro, gli inabili e i malati), dal presidente del consiglio di amministrazione fino all’ultimo usciere della società. Stabilito il principio che tutti sono lavoratori, in quanto uomini, il lavoro, inteso come manuale, non deve considerarsi preminente sugli altri fattori della produzione”

Va quindi in votazione, e viene approvato, l’articolo proposto da Togliatti con gli emendamenti suggeriti da lui e da La Pira: «Il lavoro e la sua partecipazione concreta negli organismi economici sociali e politici è il fondamento della democrazia italiana».

Il 28 ottobre la Sottocommissione torna a discutere l’art. 1, e Togliatti ripropone la formulazione “Repubblica di lavoratori”. Moro (Dc) propone con successo una mediazione che verrà approvata a fine seduta: «Lo Stato italiano è una Repubblica democratica. Essa ha per suo fondamento il lavoro e la partecipazione concreta di tutti i lavoratori all’organizzazione economica, sociale e politica del Paese».

Il 22 gennaio 1947 si riunisce in seduta plenaria la Commissione per la Costituzione (o “dei 75”). Togliatti ripropone senza successo la sua formulazione. Il 24 gennaio la Commissione approva il testo definitivo: «L’Italia è una Repubblica democratica. La Repubblica italiana ha per fondamento il lavoro e la partecipazione effettiva di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

Il 4 marzo l’Assemblea Costituente inizia la discussione generale del progetto di Costituzione; il 22 marzo, quando arriva in discussione l’art. 1, Fanfani e Moro (Dc) presentano con altri l’emendamento poi approvato: «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro».

Gli atti della Costituente sono pubblicati integralmente sul sito “La nascita della Costituzione“.

1 commento a “Breve storia dell’art. 1 della Costituzione”

  1. [...] organismi economici, sociali e politici,Continua a leggere il post originale su The Front Page: Breve storia dell’art. 1 della CostituzioneSharePotrebbero interessarti anche questi post:Blog dell'Associazione Italiana per la Storia [...]

  2. PC scrive:

    Per quanto tempo siamo stati abituati ad accettare e magari anche apprezzare acriticamente un articolo uno – il più significativo, quello programmatico dell’intero impianto costituzionale – che oggi appare così evidentemente senza senso.
    Altra cosa sarebbe stata se i Costituenti avessero incentrato il fondamento della repubblica su valori, quelli sì universali e aggreganti, di uguaglianza, fratellanza e libertà.
    Troppo francofilo e rivoluzionario per essere accettato dai cattolici?
    Meglio allora questo non-senso concettuale oltreché lessicale che ci ritroviamo? Perché non se ne discute apertamente, senza preclusioni ideologiche?

  3. [...] per approfondire: Breve storia dell’art. 1 [...]

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