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Giovani Pd, Pomigliano e la corrente dell’acqua

GD, cioè Giovani Democratici. Avevano eletto con il 77% (dicono malcontato) un segretario che a quei tempi era bersaniano-d’alemiano, Fausto Raciti, diplomato al Liceo Classico di Acireale “dove studio economia all’Università, prima iscritto a Catania, ora a Roma”. Raciti convoca poco le riunioni di direzione e a fatica, ma speriamo che continui a studiare le pagine che restano dei suoi libri, visto che per ora discetta di Marx e (appunto!) Lenin nel corso nelle rare riunioni di direzione che gli tocca convocare a volte a suon di carta bollata. Fino a ieri nessuno ne sapeva nulla, ma, in epoca di giovanilismi e rinnovamenti abortiti, vale la pena fare riaffiorare i GD dall’oblio.

I Giovani Democratici (logo bianco in campo arancione) hanno già la vita difficile a rappresentare un partito mutante fin quasi allo stato gassoso, ma nello stato liquido avrebbero trovato finalmente l’unità: da Franceschini a De Magistris, dalla Iervolino a Sonia Alfano passando per Amanda Sandrelli e la Serracchiani e includendo le truppe dei “giddini” alla Raciti, avanza la “corrente dell’acqua” che, dichiarando di voler rinazionalizzare le risorse idriche, si pone in verità l’obbiettivo di portare Vendola alla leadership nella sinistra.

La sfiga referendaria proccupa non poco Bersani e ancor di più la maggior parte degli amministratori del Pd alle prese con i bilanci massacrati dei loro Comuni, e i democratici giovani, per fortuna, non sono tutti come Raciti. Il regime Repubblichino-antibavaglio non ne dà notizia, ma è anche da alcuni giovani racito-dissidenti che è nato il comitato del No al referendum sull’acqua. Insomma la corrente coi piedi per terra vs. quella dell’acqua.

Fausto Raciti

Per confermare l’”evoluzione” inarrestabile della specie post-dalemiana, “Fausto il giovane”  si è buttato a pesce anche su Pomigliano: “Temiamo – ha scritto su Facebook assieme al segretario regionale Grimaldi – che dopo avere riflettuto per anni su come imporre agli altri paesi un più elevato standard di diritti del lavoro ora si stia facendo l’inverso: importare un po’ di modello coreano in Italia”. Un doppio carpiato in braccio a Cremaschi.

I Giddini di Napoli città invece non la pensano come il segretario regionale e nazionale e chiariscono: “Pensiamo che l’interesse principale dei lavoratori Fiat, e di tutti quelli che partecipano all’indotto, sia principalmente quello di conservare ed assicurarsi il posto di lavoro per il futuro. Ed è in virtù di ciò, per difendere il diritto inalienabile al lavoro, che ci sentiamo di dover spingere affinchè l’accordo firmato dalla maggioranza delle sigle sindacali sia accettato da tutti prima del referendum interno indetto per il 22 giugno” nello sforzo di evitare una ennesima figuraccia alle idee in cui credono. Meno male: ancorchè fuori dalle direzioni, via social network e per comunicati, tra giovani democratici si discute, speriamo un giorno avvenga anche nei bar e un po’ oltre Marx, la Iotti, Pertini e De Gasperi, che campeggiano nella foto dello status di Fausto Raciti.

7 commenti a “Giovani Pd, Pomigliano e la corrente dell’acqua”

  1. donato scrive:

    e dopo quest’articolo possiamo ben dire…
    “The frontpage” (very english…molto anni 90… quando appunto era in voga il frontpage …) “lo spazio virtuale della disinformazione…” very good…

  2. [...] This post was mentioned on Twitter by Vincenzo Pane, The Front Page. The Front Page said: Giovani Pd, Pomigliano e la corrente dell’acqua: GD, cioè Giovani Democratici. Avevano eletto con il 77% (dicono m… http://bit.ly/9y49B5 [...]

  3. giuseppe scrive:

    come sempre confondete il riformismo con la subalternità. in bocca al lupo!

  4. jaramillo scrive:

    raciti è vecchio dentro…parla con un linguaggio davvero pesante…ma se gli altri giddini lo hanno eletto, così sia

  5. [...] commentiGD, cioè Giovani Democratici.Continua a leggere il post originale su The Front Page: Giovani Pd, Pomigliano e la corrente dell’acquaSharePotrebbero interessarti anche questi post:Pomigliano: Fiom non firma Martedì 15 giugno La Fiom [...]

  6. loremaf scrive:

    Dopo questo commento pubblicato sul sito viene spontaneo una richiesta lettima:
    ma pensate al trota e alle igieniste dentali, alle laurete in padania abilitate in calabbria, alle veline ministre, ai parolai vuoti di scuola radicale ora acqusiti nrelle file azzurrine, sempre presenti in video,ma afoni nei concetti ………..sono di gran lunga più qualificanti ?

    Suvvia, ritornate tutti giù per terra !

  7. Ciro scrive:

    @loremaf il punto secondo me è che gli eventi devono essere colloati nello spazio temporale di riferimento. Se si fa questo si scopre che Raciti deve aver usato una macchina del tempo perché si trova in un’epoca sbagliata rispetto a quello che lui crede.

    Piaccia o no il mondo è sempre più globalizzato. E i Cinesi con gli scioperi guadagneranno qualche piccola tutela e i nostri iper protetti(ormai pochi per la verità) lavoratori delle grandi industrie dovranno rassegnarsi a perdere qualche privilegio ormai insostenibile. Cosa che se i lavoratori dei call center avessero la metà di quello che hanno i lavoratori di Pomigliano festeggierebbero due anni di fila.

    In Italia ci sono gli iper protetti e quelli che non hanno nulla, solo precarietà, salari bassissimi e condizioni di lavoro koreane.

  8. Anonimo scrive:

    @Ciro in effetti è tempo di buttare a mare “il Capitale” per far tornare i capitali in Italia.

    Questo si che aiuterebbe veramente i lavoratori e creerebbe sviluppo.

    Le ricette miracolistiche richiamate da Raciti durante la prove effettuate nel corso degli ultimi 100 anni in ogni parte del pianeta sono fallite sempre miseramente.

  9. [...] a pretesto l’articolo recentemente pubblicato su FrontPage a proposito dei Giovani democratici, trascurando qualche [...]

  10. antonio scrive:

    ahahahhaha che sfigato, non raciti però, tu!

  11. [...] siamo per i Creative Commons e mai chiederemmo i diritti a Feltri per aver fiutato un anno fa almeno questa macchina del tempo, e poi Feltri si esprime con una chiarezza che noi non abbiamo, [...]

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